Le coalizioni provano a ricompattarsi ma la strada è ancora lunga. Anche perché la data del voto non è certa.
Nel centrodestra la priorità resta la compattezza: il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ribadisce l’obiettivo di arrivare il più vicino possibile alla scadenza naturale della legislatura con una coalizione solida, escludendo aperture a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale, che rischierebbero di far perdere credibilità al progetto. Sul fronte azzurro, il vicepremier Antonio Tajani invita a evitare gli “inciuci” e sottolinea il ruolo determinante del suo partito: “Se si vince, è grazie al contributo di Forza Italia”.
Nel centrosinistra l’obiettivo prioritario è chiudere il programma in tempi brevi per poi passare alle primarie. A dividere il fronte progressista è la definizione dei confini del “campo largo”. Dalla kermesse di Fanpage a Roma, il presidente del M5S Giuseppe Conte avverte sul rischio di coalizioni troppo estese che rischiano di “sciogliersi come neve al sole” dopo la vittoria. Pur non ponendo veti diretti, Conte chiede garanzie su Matteo Renzi, sollecitando la segretaria del Pd Elly Schlein a fissare paletti chiari per garantire la tenuta del progetto. La leader dem replica puntando sulla responsabilità unitaria: “C’è un’unica garanzia che sento di dover dare agli elettori: non rifaremo mai più l’errore di dividerci e di consegnare la vittoria alle destre”. Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Avs, rincara la dose ricordando che “nessuno può riproporre il suicidio politico del 2022”.
“Nel campo largo le idee riformiste non avranno alcuno spazio politico”, dice invece Stefania Craxi, capogruppo al Senato di Forza Italia, rivolgendosi al leader di Italia Viva, Renzi. Craxi ha concluso con l’avviso: “Nelle prossime settimane, caro Renzi, qualche sorpresa ce l’avrai”. “Caro Renzi, che fine hanno fatto le tue battaglie? Oggi promuovi appelli, ma ti siedi vicino a chi quelle riforme le vuole combattere. La domanda è che spazio politico hanno ancora quelle idee nel campo largo? Ti rispondo io, nessuna”, ha aggiunto Craxi, per la quale “il problema non è trovare casa ai riformisti, il vostro problema è che i riformisti dal ’94 una casa ce l’hanno già. Quella casa si chiama Forza Italia”.
Al centrosinistra si rivolge infine il leader di Azione, Carlo Calenda: “Mentre Trump attacca Zelensky in mondovisione dicendo che se ne deve andare, la Polonia convoca una riunione d’urgenza per un rischio di attentato al proprio presidente da parte della Russia. Stesso rischio rilevato anche per i leader delle aziende europee della difesa. Nel frattempo in Italia: la Appendino attacca Renzi che contrattacca la Appendino, nel mentre c’è Conte che litiga con la Schlein che nel frattempo vede De Luca e poi Bonelli pronti ad una propria candidatura… alla fiera dell’est ‘al mercato mio padre comprò’”.
Un’analisi condivisa, da una prospettiva opposta, dallo stesso Donzelli (FdI): pur difendendo la stabilità garantita dalla legge elettorale, ha ammesso che a decretare la vittoria del centrodestra alle scorse consultazioni sono state soprattutto le divisioni interne al centrosinistra.
Intanto sulla legge elettorale appena promulgata pesano i ricorsi annunciati dalle opposizioni, pronti a essere presentati alla Camera, che rischiano di innescare forti tensioni alla vigilia della campagna elettorale.

