“Dovranno essere i sindaci a valutare se è opportuno o meno chiudere le scuole. E’ chiaro che la scuola resterà chiusa se devono essere valutati eventuali danni subiti, se non ha subito danni non ha senso mantenerla chiusa”. Così il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano a spiegare, al termine della riunione, a Palazzo di Governo, del Centro di Coordinamento dei Soccorsi presieduto dal Prefetto Rossana Riflesso.
Sottolinea come “la Protezione Civile ha messo in campo la sua macchina, a partire dalla valutazione dei piani di Protezione Civile dei Comuni che devono essere aggiornati fino ai piani di evacuazione e di massiccio arrivo di ferito degli ospedali. E’ ovvio che dopo aver pagato sulla propria pelle un prezzo altissimo per sisma del 1980 anche le comunità dell’Irpinia sono diventate resilienti e le costruzioni sono state realizzate nel rispetto delle norme di sicurezza. I terremoti non si possono prevedere ma è importante che le comunità abbiano consapevolezza del territorio, che i sindaci garantiscano l’applicazione delle procedure di sicurezza e dei comportamenti virtuosi e che si rispetti la sicurezza delle infrastrutture. Sono i palazzi mal costruiti a fare i morti, non i terremoti”.
Il Prefetto Riflesso fa il punto della situazione: “Abbiamo fatto una ricognizione delle criticità, non ci sono stati danni a persone né a cose. Ai sindaci abbiamo chiesto quale fosse la situazione dei loro comuni e di utilizzare questo evento come un test, verificando le pianificazioni comunali di emergenza, i luoghi sicuri e l’aggiornamento delle misure necessarie in caso di terremoto”.
“Abbiamo fatto una prima verifica con i nostri tecnici sulla viabilità, dai viadotti ai ponti, Da domani verifiche negli edifici scolastici: tutti 52 saranno controllati”. Così il presidente della Provincia, Rino Buonopane.
“Abbiamo predisposto una scheda per i controlli. Forse per le scuole c’è stata una comunicazione non univoca che ha creato qualche disagio”.



