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Il Cimarosa celebra quarant’anni di musica, Della Sala: una sfida che guarda al futuro Quinti in Italia per numero di studenti

Quarant’anni di impegno e formazione nel segno della musica che hanno fatto del Cimarosa un riferimento del panorama culturale irpino. Il Conservatorio di Avellino celebra l’anniversario  dell’attuale struttura con un mese di appuntamenti dal titolo “Quarant’anni di musica, un dono che continua”. Dal 3 al 31 ottobre concerti, masterclass, laboratori e incontri accompagneranno una ricorrenza che rappresenta anche l’occasione per fare il punto sul percorso compiuto dall’istituzione.

La sede di via Circumvallazione fu realizzata, dopo il crollo del precedente edificio, con il contributo dell’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale, l’Aid. Una struttura progettata secondo una concezione allora innovativa per un conservatorio italiano, nel rispetto della logica del campus e di spazi pensati specificamente per la formazione musicale.

A sottolinearlo è la direttrice Gabriella Della Sala, che ha ricordato. nel corso della conferenza stampa – al tavolo anche l’assessore Geppino Giacobbe e il nuovo direttore Massimo Testa – come molti conservatori italiani siano invece ospitati in edifici storici, spesso meno funzionali alle esigenze della didattica. “Il Cimarosa dispone di un auditorium da 400 posti, una sala da 100 posti, aule multimediali e una dotazione tecnologica che richiede un costante aggiornamento”.

Il ricordo della vecchia sede resta però una parte importante della storia dell’istituto. “Era domenica”, ha raccontato Della Sala riferendosi al giorno del crollo, evidenziando come l’assenza di studenti e personale abbia evitato conseguenze ancora più gravi. Nel periodo successivo il Conservatorio fu ospitato alla scuola “Francesco Tedesco”, dove le lezioni si svolgevano anche in doppio turno con la scuola media.

“Quarant’anni dopo, il Cimarosa – spiega Della Sala – è profondamente cambiato. La riforma del 1999 ha imposto agli istituti musicali un processo di trasformazione che ad Avellino è passato anche attraverso l’ampliamento dell’offerta formativa. Oggi il Conservatorio è, secondo i dati citati dalla direttrice, il quinto in Italia per numero di studenti. Un risultato raggiunto in una fase caratterizzata anche dal calo delle nascite e quindi dalla riduzione della platea potenziale degli studenti. Nel tempo sono stati attivati percorsi legati alle nuove professioni musicali: dal tecnico del suono alla musica elettronica, fino al biennio di musica applicata, con la composizione per film e prodotti multimediali. Sono state inoltre raddoppiate le cattedre di jazz e introdotti percorsi dedicati al violino barocco e alla viola da gamba. All’offerta si sono aggiunti la musicoterapia, il dottorato di ricerca, arrivato al terzo ciclo, e i corsi di formazione per docenti. Il Ministero ha inoltre chiesto un ampliamento dell’organico”.

Una crescita sostenuta anche dagli investimenti resi possibili dal Pnrr. “Non si cresce mai senza denaro”, ha sottolineato Della Sala, che guarda anche a una maggiore autonomia dell’istituzione. Tra le sfide  quella di costituire un’orchestra autonoma.

Sul futuro della struttura è intervenuta anche la presidente Giuliana Franciosa.

“Abbiamo il dovere di conservarla, di custodirla e di gestirla esattamente così come è stato fatto in questi anni”, ha affermato Franciosa, richiamando la necessità di preservare una struttura che rappresenta ormai un patrimonio della comunità.

Ma il Cimarosa, ha aggiunto, deve continuare a rafforzare la propria presenza anche fuori dai confini cittadini e nazionali, seguendo il percorso dei musicisti formati ad Avellino che oggi lavorano in Italia e all’estero.

Il calendario del quarantennale prenderà il via il 3 ottobre alle 19, nell’auditorium “V. Vitale”, con il latin jazz dei “Descarga Society”.

Il 5 ottobre sono previsti “Viole in concerto”, nella chiesa di Montevergine al rione Mazzini, e il laboratorio “Liszt e il suo mondo”, mentre il 5 e 6 ottobre saranno dedicati agli incontri pianistici.

Il programma proseguirà il 9 ottobre con “Contaminazioni jazz”, il 14 con l’orchestra di fiati e il 16 ottobre con la rassegna “Chitarre al Cimarosa”, che vedrà protagonisti Darko Nikčević e Srdjan Bulatović. Il 17 sarà la volta della big band.

Il 21 e 22 ottobre spazio ai concerti dei vincitori del Premio Cimarosa 2026 e alla masterclass di clarinetto con Corrado Giuffredi. Il 24 ottobre tornerà la rassegna dedicata alle chitarre.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello del 25 ottobre al teatro “Carlo Gesualdo”, con “La Traviata”, affidata all’orchestra e al coro del Conservatorio, con la direzione di Carlo Goldstein e la regia di Giuseppe Sollazzo.

Gli ultimi giorni del mese saranno dedicati a “Hommage à De Falla”, il 28 ottobre, al tributo a John Coltrane, il 29, a “Guerra, pace, amore”, il 30, e infine a “Facciamo il melodramma”, in programma il 31 ottobre.

Tra i nodi anche quello riguardante il futuro dell’edificio di via Circumvallazione. La sede del Conservatorio figura infatti tra i beni alienabili del Comune.

Della Sala, interpellata sull’argomento, ha scelto di non entrare nel merito: “Questo facciamolo dire a chi ha le competenze – ha risposto – L’immobile è concesso al Conservatorio per 99 anni, dei quali ne restano 59. Eventuali decisioni sul suo futuro dovranno dunque essere assunte nelle sedi competenti”.

 

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