“Al Mediterraneo segnato da morte, alla remigrazione e ai genocidi di oggi e di ieri è necessario opporre un’utopia dell’umano radicata nel matriarcato, nella divinità femminile che accoglie e rigenera”. Spiega così l’onorevole Antonio Bassolino, indimenticato sindaco di Napoli l’idea da cui nasce il volume del filosofo Luigi Anzalone “Il Matriarcato e la Ragione Ospitale”, Pensa editore. “Anzalone – prosegue Bassolino, che non dimentica di sottolineare il legame forte con l’Irpinia dove ha vissuto per anni – colloca alle origini della civiltà una visione materna del mondo, precedente all’affermazione del patriarcato. Un patriarcato che è stato cancellato sul piano formale, come testimoniano i principi della Costituzione che sanciscono l’uguaglianza tra i due sessi, le conquiste rappresentate dalla cancellazione del diritto d’onore, dall’aborto e dal riconoscimento della violenza di genere come violenza contro la persona. Malgrado ciò il patriarcato sopravvive nelle pieghe della società, persiste nella vita di tutti i giorni, reggendosi su abitudini e automatismi. Un patriarcato che può essere portato alla luce e contrastato solo attraverso un lavoro quotidiano, in cui uomini e donne devono fare la loro parte”. Ricorda come “l’ospitalità era una legge sacra nel Mediterraneo antico, era un’empietà rifiutare di accogliere uno straniero, poichè presupponeva l’idea che se io accolgo uno straniero, un giorno suo figlio potrà salvare la vita di mio figlio. Oggi ci troviamo di fronte a corpi senza nome. Ecco perchè, nel tempo del disincanto globale e della perdita di senso, lo studio di Anzalone ci interroga sul presente. E’ un libro duro ma non ha lo sguardo proiettato all’indietro, ci invita a lottare e ci restituisce speranza. Ci ricorda come il 25 aprile continui a rappresentare il fondamento della Repubblica”, Bassolino rende, poi, omaggio all’amico Giuseppe Cacciatore e al figlio Fortunato “a cui mi legava una forte comunanza di idee” e al filosofo Biagio De Giovanni, scomparso nei giorni scorsi “De Giovanni aveva compreso, prima ancora della caduta del muro come un mondo stesse crollando. E’ stato un maestro di generazioni”. Nè dimentica il magistero di Aldo Masullo “Sono trascorsi sei anni dalla sua scomparsa ma la sua lezione conserva la stessa forza”. Il filosofo Giovanni Sasso spiega come “la strada che sembra indicarci Anzalone è quella di far emergere la speranza e imparare a pensare. A fare da guida è il pensiero razionale, un pensiero razionale che si apreal mito e ci permette di superare qualsiasi conflitto, ci insegna a rispettare l’altro attraverso il dialogo, sulle tracce dei maestri Masullo, Cantillo e Cacciatore. Il dialogo interculturale crea le basi del pluralismo, costruendo una città in cui la legge non sia quella ingiusta di Creonte ma tenga conto delle specificità di ogni realtà”. Aldo D’Andrea sottolinea come il libro di Anzalone rappresenti una risposta ai sinistri giorni di oggi e alla mercificazione dell’uomo, pur avvertendo una forte nostalgia nei confronti della mitologia greca”. Lo scrittore Franco Festa ricorda l’0itinerario che sembra delineare Anzalone, dall’armonia del passato alla tragedia del presente, una tragedia rappresentata dal riarmo e della catastrofe ambientale a cui stiamo andando incontro ma anche una tragedia di natura culturale, economica e sociale. Poichè l’individualismo sfrenato domina le coscienze, ciascuno appare chiuso nel proprio mondo. Viviamo una crisi che è della famiglia, è della democrazia e dell’Europa. Ecco perchè di fronte a una sfida alta Anzalone ci ricorda che servono risposte complesse. Di qui il richiamo a filosofi come Cantillo, Masullo, Cacciatore nella ricerca di una strada da percorrere, per riconquistare la dimensione perduta dell’altro, passando dall’io al noi”. Si sofferma sul concetto di ragione ospitale, da cui ripartire “Significa accogliere l’altro e fare i conti con la parte più oscura di noi, riscoprire il nostro essere comunità, accettando chi è diverso, chi si fa portatore di un diverso punto di vista. Poichè la stessa tecnica può diventare uno strumento di liberazione”. E’ Anzalone a concludere l’incontro “Mi sarebbe piaciuto avere con me al tavolo due grandi donne ed amiche Alberta De Simone ed Emanuela Sica ma non è stato possibile e allora ho scelto un parterre del tutto maschile. Del resto, il cambiamento deve riguardare innanzitutto gli uomini”, Ribadisce la propria fiducia nella dialettica tra mito e ragione “poichè la storia è scritta nel mito in questa notte del mondo. Un tempo in cui la volontà di potenza prevale e il potere è nelle mani di pochi. Possiamo combattere tutto questo solo con l’amore, attraverso la consapevolezza di essere una sola razza umana, costruendo una società multiculturale, pacifica e abitata da una lieta umana compagnia”, Infine, la proposta, creare un centro studi intitolato ad Aldo Masullo, Giuliano Minichiello e Biagio De Giovanni.




