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I risultati delle elezioni amministrative di domenica e lunedì scorso, unitamente a quelli di due settimane prima, segnano una smagliante e indiscutibile vittoria del centrosinistra e una bruciante sconfitta del centrosinistra, una disfatta vera e propria. L’elezione, con percentuali tra il 55 e il 60 per 100 e oltre di sindaci di centrosinistra in cinque su sei capitali di Regione, tra cui Roma (Gualtieri), Torino (Lo Russo), Milano (Sala), e di 9 sindaci su 12 di capiluogo di provincia ha il significato delle cose belle e positive. Se si può dire così, ha la flagranza del pane caldo, appena sfornato: nel nostro caso, il pane della democrazia. Di quella democrazia di cui diceva un grande leader socialista, Pietro Nenni, che è il sistema politico nel quale “anche se nulla funziona, tutto vive”, mentre nella dittatura, pur se tutto funzionasse, “nulla vive”. Ci siamo anche liberati di uno stato d’animo raggelante e sdegnato che aveva suscitato in noi lo spettacolo inqualificabile dell’assalto delle squadracce di sgherri fascisti, teppisti e delinquenti comuni e della plebaglia no vax alla CGIl di Roma e ai pronto-soccorso degli ospedali. Per non parlare, si fa per dire, del tentativo di assaltare la sede del Governo, dei disordini di Milano, dell’as – sedio del porto di Trieste. All’onda nera della violenza e della barbarie fascista e plebea il popolo italiano ha saputo opporre, ricacciandola nelle fogne, una matura, radicata e forte coscienza democratica, sostanziata dai valori, principi e ideali della Costituzione repubblicana e della Resistenza antifascista. Peraltro, come si fa a essere contro i vaccini, quando nel mondo ci sono cinque milioni di morti per Covid (di cui 132 mila in Italia) e solo grazie ai vaccini stiamo ricominciando a vivere, a uscire di casa, a lavorare, a curarci, ad andare al bar a prendere un caffé o in biblioteca o al cinema? Se fossimo stati tutti o quasi no vax, a quante migliaia di morti al giorno saremmo? Sono cose che anche chi ha un cervello di gallina capisce o dovrebbe capire, a meno che non sia un amico della morte, un turpe monatto che vuole dare la morte, contagiando. Ma, detto questo, non si può scordare che più della metà degli elettori ha disertato le urne. La sfiducia nei confronti di chi governa, a prescindere dal colore politico, è fin troppo diffusa. Ebbene, grazie ai fondi europei, il progetto per una ripresa economica rispettosa degli equilibri ambientali e che crei lavoro per i giovani è l’arma propria che il centrosinistra e il PD hanno a loro disposizione per dare un futuro positivo all’Italia e riconquistare stima e fiducia più diffuse e vincenti nella pubblica opinione. A tale riguardo, nulla è più utile, serio e bello che considerare il Sud d’Italia come risorsa fondamentale e primaria, dando così finalmente esecuzione al testamento spirituale di Cavour. Il quale, il 6 giugno 1861, sul letto di morte, dedicò, le sue parole a “Les Napolitains”, i Meridionali, dicendo tra l’altro con un filo di voce: “… ce ne sera en injuriant les Napolitains qu’on les modifiera… Je les gouvernerai avec la liberté et je montrerai ce que peuvent faire des ces belles contrées dix annés de liberté. Dans vingt ans, ce seront les provinces le plus riches de l’Italie”(Non sarà ingiuriando i Meridionali che li modificheremo. Io li governerò con la libertà e mostrerò che cosa possono fare di queste belle contrade dieci anni di libertà. Fra venti anni saranno le province più ricche d’Italia).

di Luigi Anzalone

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