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Il respiro sacro della bellezza a Montefredane

Rosa Bianco

Nel crepuscolo dorato del 19 giugno 2025, Montefredane ha offerto al tempo una tregua, una sospensione del frastuono quotidiano per lasciar spazio a un rito lento, avvolgente e necessario: “Ode alla Frutta”. L’evento – ultimo e più simbolico appuntamento della Rassegna “Letture, Natura e Sapori in Festa” promossa dalla Biblioteca della Cucina della Salute, presso la suggestiva Tenuta Ippocrate – ha saputo fondere parola e paesaggio, gusto e sapienza, emozione e pensiero, in un concerto armonico che ha toccato corde profonde dell’animo collettivo.

La rassegna ha conosciuto, nei suoi appuntamenti precedenti, un’evoluzione graduale e luminosa, un progressivo dispiegarsi di consapevolezza e incanto, che ha trovato il suo culmine in quest’ultima serata, che ha fatto registrare il “tuto pieno”. Non un semplice sold out, ma il segno tangibile di un bisogno condiviso: quello di ritrovare un tempo umano, uno spazio di ascolto e comunione, una bellezza che non si consuma, ma si coltiva.

È stato molto più di una serata culturale: ha incarnato un atto di resistenza alla superficialità, una riaffermazione della meraviglia come condizione del vivere. La frutta – umile e sacro emblema di equilibrio con la terra – si è fatta simbolo di rinascita, pretesto per un viaggio esperienziale che ha coinvolto ogni senso.

A rendere questo percorso poetico straordinariamente vibrante sono state le voci dense e luminose di Rita Pacilio, Cinzia Coppola, Assunta Panza e Mena Matarazzo. Con la delicatezza di chi conosce il valore del silenzio e la potenza della parola, le poetesse hanno guidato il pubblico in un abbraccio verbale che ha risuonato tra i filari della tenuta, come un’eco antica e rinnovata del legame profondo fra essere umano e natura.

Ha impreziosito la serata la presenza del prof. Gualberto Alvino, raffinato filologo, critico acuto e poeta, la cui lectio ha illuminato l’evento con una tensione intellettuale rara, capace di fondere rigore filologico e emozione estetica. La sua parola ha scavato, ha cercato, ha rivelato.

In questa cornice, già di per sé intensa e vibrante, hanno brillato altri momenti di altissimo spessore: l’esposizione del maestro Gennaro Vallifuoco – artista della visione, tessitore di segni e memorie – ha saputo dialogare con l’ambiente, creando uno spazio di immaginazione e contemplazione. L’intervento musicale del Duo Mefitis, con Valeria Veltro alla voce e Gaetano Agoglia alla chitarra, ha donato una colonna sonora intima e aerea all’evento, guidati dalla sensibilità della Maestra Nadia Testa, raffinata architetta del suono e presidente dell’Associazione Musicale Igor Stravinsky.

Non meno suggestivo si è rivelato il momento dedicato alla nascita di Venere, straordinario incontro tra scienza e bellezza, tra sapere ippocratico e visione galenica. Il dott. Rocco Fusco e il gruppo Cosmogalenica hanno tracciato un itinerario affascinante e ardito tra medicina antica, filosofia e arte, restituendo al pubblico la consapevolezza che la salute è anche, e forse soprattutto, armonia estetica e spirituale.

Tra gli ospiti presenti, ha onorato l’evento con la sua partecipazione il Senatore Enzo De Luca, il cui interesse per la promozione culturale e territoriale si è confermato attento e partecipe, e il regista Modestino Di Nenna, acuto osservatore dell’anima e della memoria visiva, la cui presenza ha suggellato l’incontro tra parola, immagine e narrazione come strumenti vivi del pensiero contemporaneo.

Il viaggio si è concluso – o forse iniziato – con un’esperienza gastronomica sapientemente orchestrata: il buffet della Cucina del Benessere, firmato dallo chef Aldo Basile, ha offerto al pubblico un ventaglio di sapori autentici, pensati come gesto d’amore per la terra. Complice in questa danza sensoriale, l’oste-filosofo Ciro Iengo e il suo progetto “Mani in Pasta”, vera e propria filosofia della convivialità e della consapevolezza alimentare.

Il buffet finale si è trasformato, spontaneamente, in una festa dell’anima: canti corali e danze leggere sono emersi come gesti primordiali e gioiosi di appartenenza, in cui i corpi hanno seguito la musica come estensione naturale del sentire comune. Non un intrattenimento, ma un moto archetipico, quasi rituale, attraverso cui il pubblico ha celebrato la vita stessa, nel suo ritmo più profondo e condiviso.

La Rassegna “Letture, Natura e Sapori in Festa!” ha lasciato un’impronta nel cuore di chi vi ha preso parte: un’impronta lieve, come quella delle cose essenziali. In un tempo in cui tutto sembra scorrere senza lasciare traccia, a Montefredane si è scritto – con grazia e fermezza – un atto d’amore verso il vivere lento, il bello che nutre, la parola che cura.

È in queste occasioni che si percepisce la possibilità di un’altra modernità: più gentile, più profonda, più vera. Dove la cultura non è spettacolo, ma respiro. E dove la frutta – con la sua pelle lucente e silenziosa – torna ad essere promessa di vita.

 

 

 

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