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Il Servizio sanitario dei poveri ad Ariano di Puglia

di Antonio Alterio

Il “Municipio di Ariano di Puglia” nel 1903 pubblicò un fascicolo avente il seguente titolo: “Istruzioni Sul Servizio Sanitario Pei Poveri”, stampato dallo Stabilimento Tipografico “Appulo-Irpino”. Da esso possiamo apprendere come la civica Amministrazione si prendeva cura dei poveri cittadini, attraverso una nota dell’Assessore Delegato Francesco Antonio Gargiulo, indirizzata “Ai Signori Medici-Chirurgici-Condotti”. Questi esordiva esprimendo il suo compiacimento e così affermava: “Poche città d’Italia hanno la fortuna di possedere un corpo di Medici-Condotti numeroso e pregevole come quello di Ariano”. I detti professionisti ammontavano al numero di “otto” ed “il lavoro di ciascuno” non era “eccessivo non contando Ariano mille poveri”. Tuttavia non tutto funzionava al meglio perché, secondo Gargiulo, il servizio non era stato organizzato bene dalla stessa Amministrazione, che non poteva così “utilizzare le mirabili forze di cui disponeva”.

Di qui la sua conclusione: “E’ perciò che, mentre l’Amministrazione si occupa di riformare il servizio delle levatrici e quello della somministrazione dei farmaci, ha, frattanto, dettato le seguenti norme per organizzare proficuamente il servizio dei Medici Condotti”. L’ Assessore, concludendo, scrisse: “E’ così profonda la fede che le SS.LL. coopereranno con entusiasmo al nostro proposito di immegliamento, che non sento la necessità né di prescrivere l’osservanza scrupolosa e fedele delle seguenti istruzioni, né di ricordare che le eventuali inadempienze saranno severamente punite. Nella certezza che dovrò presto render loro grazie per lo zelo con cui avranno coadiuvato l’opera nostra, mi è caro professarmi con osservanza”. Vediamo cosa disponevano le Istruzioni, diluite in 15 articoli e corredate da una “Tabella- Farmacopea del Comune di Ariano”. Il primo articolo recitava: “Il servizio sanitario per i poveri è frazionato per zone o Parrocchie e viene ripartito fra gli otto Medici-Condotti nel seguente modo”.

Seguivano le “zone”, che coincidevano con il territorio delle Parrocchie cittadine, e l’indicazione del medico a cui era data la cura dei rispettivi abitanti. Intanto va detto che nel 1908 erano complessivamente censite “16.000 anime” tra tutte le parrocchie della città di Ariano. La Zona 1^, parrocchie di S. Ottone e S. Biagio, era assegnata al dott. Manganiello Raffaele; la Zona 2^, parrocchie di S. Michele Arcangelo e S. Bartolomeo, era assegnata al dott. Buccino Gabriele; la Zona 3^, parrocchie di S. Biagio e S. Eustachio, era assegnata al dott. Dotoli Camillo; la Zona 4^, parrocchia di S. Nicola, era assegnata al dott. Sicuranza Lorenzo; la Zona 5^, parrocchia di S. Andrea, era assegnata al dott. Zerella Gerardo; la Zona 6^, parrocchia di S. Stefano, era assegnata al dott. Covotta Domenico; la Zona 7^, parrocchia di S. Pietro, era assegnata al dott. Gambacorta Francesco; la Zona 8^, parrocchia di S. Giovan Battista, era assegnata al dott. Ciani Giuseppe. Era stabilito che ad ogni medico sarebbe stato consegnato “dal Municipio l’elenco delle famiglie povere della sua zona”; inoltre erano indicate le norme di comportamento e venivano specificati gli obblighi a loro spettanti. Nella “Tabella- Farmacopea” erano indicati i vari tipi di medicinali disponibili, compreso i “Presidi chirurgici” così individuati: “Cotone- Garza- Bende- Cautchou laminato”. Non mancavano le istruzioni dirette “Alle Signore Levatrici-Condotte”, le quali erano tenute ad osservare le norme impartite e le zone, anche queste divise per parrocchie, a loro spettanti. La 1^ Zona, parrocchie di S. Pietro- S. Stefano- S. Biagio e Sant’Andrea, era assegnata alla levatrice Giuseppina Cascaldi; la 2^ Zona, parrocchie di S. Ottone- S. Eustachio- S. Giovanni Battista, era assegnata alla levatrice Adele Grasso; la 3^ Zona, parrocchie di S. Nicola- S. Giovanni Evangelista- S. Michele Arcangelo- S. Benedetto, era assegnata alla levatrice Concordia Dotoli.

Anche per costoro era stabilito che il Municipio annualmente consegnava l’elenco delle famiglie povere, relative alla zona competente. Le istruzioni contenevano, non solo gli adempimenti dovuti, ma anche le norme alle quali attenersi per il buon servizio da rendere. La civica amministrazione nei tempi precedenti, come si rileva dai registri dello stato civile conservati negli archivi comunali, si era preoccupata anche di tutelare i neonati abbandonati dalle madri con l’esposizione nell’apposita ruota. Per tale incombenza era stata autorizzata la signora “Diletta Paduano Pia Ricevitrice dei projetti”, la quale era tenuta a prelevare i bimbi e farne relativa denunzia all’ufficio dello Stato Civile. A costei veniva, inoltre, dato l’incarico di fare allevare i bimbi e provvedere ad impartire loro “il Sagramento del Santo Battesimo col nome” che gli era stato “imposto”.

 

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