Anche quando il percorso è lungo, la giustizia può – e deve – correggere i propri errori e restituire piena dignità alla persona che ha subito un torto.
È quanto si ricava da una recente pronuncia del Tribunale di Avellino che, accogliendo l’appello proposto dal difensore della parte civile, l’avv. Rocco Bruno, ha completamente riformato e ribaltato la precedente decisione del Giudice di Pace Penale di Avellino ed ha riconosciuto il pieno diritto della persona offesa al risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente stradale avvenuto nel lontano anno 2016, al culmine di un processo durato ben nove anni.
Con un’argomentazione logica e dettagliata, il Tribunale ha ricostruito il caso, evidenziando come la sentenza del primo giudice fosse errata sotto molteplici profili, sia in punto di diritto sia in punto di fatto. In particolare, il Tribunale ha evidenziato come la decisione del Giudice di Pace non avesse correttamente nè valutato il quadro probatorio e né applicato in modo adeguato i principi giuridici in materia di responsabilità e di tutela della persona offesa.
Le numerose inesattezze e l’illogicità della decisione assunta dal Giudice di Pace di Avellino nel gennaio dell’anno 2024 erano state dettagliatamente illustrate dalla difesa della parte civile. La stessa difesa, già nell’immediatezza della decisione, aveva inutilmente esortato la locale Procura della Repubblica ad impugnare la sentenza anche agli effetti penali, sostenendo l’esigenza di espungere dall’ordinamento “una sentenza ingiusta e premiale di chi guidando (per di più sotto effetto dell’alcol) mette in pericolo l’altrui incolumità”.
La decisione del Tribunale di Avellino, in definitiva, lancia un forte segnale: anche quando il percorso è lungo e complesso, la giustizia può – e deve – correggere i propri errori e restituire piena dignità alla persona che ha subito un danno da illecito.



