di don Gerardo Capaldo
“L’uomo può commettere qualsiasi delitto, ma può anche redimersi”. Parole indimenticabili pronunciate quasi piangendo da Alfredo Bonazzi davanti ai suoi concittadini, nel circolo “La filantropia” di Atripalda, dopo i lunghi anni delle tristi vicende che lo avevano costretto all’ergastolo. Ricordi lontani riproposti in questi giorni dal “caso Roggero”
La grazia richiesta a gran voce per quest’ultimo assume però connotati ben diversi e ambigui. I ladri erano stati coraggiosamente messi in fuga. Ma raggiungerli e ucciderne due invocando una legittima difesa, una “particolare coscienza di sé”, una immediata reazione emotiva, rappresenta piuttosto una vendetta sproporzionata, la presunzione di farsi giustizia da sé, un ritorno all’antico codice di Hammurabi “occhio per occhio, dente per dente”, ben più feroce quindi della rozza legge del Taglione.
“….Dio perdona a tutti”, chiediamo la grazia per tutti i ladri e gli assassini. Sempre però che siano sinceramente pentiti. Cosa che non risulta dalle numerose pretese anche di autorità politiche. Sembra ancora una volta prevalere la demagogia securitaria acchiappavoti, l’idea di poter combattere il crimine con la pena di morte, criminalizzando gli stessi adolescenti. Tutto vecchiume, tutto “deja vu”.
Non è certamente con questi esempi, con simili logiche morali, che si possono educare le nuove generazioni e rendere una nazione più civile. Come se non bastassero tutte le prevaricazioni pervasive dei media e le devastazioni inaudite con cui le grandi potenze si contendono, senza un minimo di pudore, le poche risorse che rimangono sul pianeta.
Molto concretamente, dopo i grandi discorsi “gli si accostarono i discepoli e gli dissero: II luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare. Ma Gesù rispose: Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare” (Mt 14,13-21). La scienza oggi permette di sfamare non cinquemila ma cinquemila milioni di uomini. Ma ciò non avverrà mai fino a quando le folla non appagherà anche la sua fame e sete di giustizia, la sua fame e sete di Dio.



