di Antonio Polidoro
Lunedì gli Angeli voleranno a Pratola Serra in attesa della storico volo di Prata all’ombra dell’Arcibasilica Paleocristiana.
Un tempo gli Angeli “volavano” in nome delle due civilissime comunità, un edificante momento di concordia tra due paesi contigui.
Dal 1948 Pratola è scomparsa dai testi dello storico volo pratese.
Probabilmente l’effetto di una sana e comprensibile rivalità tra due paesi, un fenomeno diffusissimo, che caratterizza molte popolazioni, segnatamente nel nostro Mezzogiorno.
Un grande e indimenticabile parroco di Pratola, Don Baldino Acone, sacerdote coltissumo e di alto profilo pastorale, non si rassegno’ e, con un gruppo di fedelissimi, istituì la Cantata degli Angeli …targata Pratola Serra. Curo’ i nuovi testi e il canto in collaborazione col maestro Matteo Galdo e dette vita a questo nuovo momento di fede popolare che si innestava su una lunga tradizione. Era il 1948. Un grande pittore, Fausto De Fabrizio, dipinse una splendida immagine di Maria.
L’Italia , fresca di una bella Costituzione ma anche vessata dagli anni difficili di una guerra dissennata riprendeva il cammino..come i tre Angeli di Pratola che tornavano a volare e ad intonare un Inno a Maria.
In questi giorni, sotto lo sguardo vigile del dinamico parroco don Andrei, con Gerardo Santoro, brillante componente dei Pratola Folk del mai troppo compianto Orlando Marano, sono in corso le prove per questo splendido segno di religiosità popolare che prenderà corpo sull’onda di una fede antica nella giornata di lunedì prossimo, il lunedì dell’Angelo che è divenuto il giorno dedicato alle scampagnate “fuori porta”.
Fondamentale il ruolo della brava organista della parrocchia e dei tanti che si impegnano a tener desto questo “patto d’amore” con la Vergine Santissima.
Tutti a Pratola, dunque, lunedì, in concordia e con il costante pensiero concentrato sull’anelito di pace mai tanto drammaticamente attuale.
Nel ricordo del parroco Acone e del grande Orlando , con lo sguardo a Maria, ” Regina Pacis”, applaudiremo , freschi di …Resurrezione, i tre bambini che rappresentano una umanità devota ma anche un popolo che, caparbiamente, tiene vive le sue preziose tradizioni religiose.
Antonio Polidoro




