Contrarietà e forte preoccupazione per il progetto dell’impianto eolico denominato “Origlia”, proposto dalla società SKI 20 S.r.l. nei territori dell’Alta Irpinia. A far sentire la sua voce la Sezione Italia Nostra “Alto Tammaro” – presidio di Avellino, attraverso il presidente Davide Iannelli, che lancia un appello agli enti locali affinché assumano una posizione chiara sul progetto.
Un appello rivolto innanzitutto al presidente della Provincia di Avellino, ai presidenti della Comunità Montana Alta Irpinia e della Comunità Montana Valle Ufita, oltre che ai sindaci dei Comuni interessati di Aquilonia, Lacedonia e Scampitella, chiedendo di fare propria la battaglia per la tutela del territorio e di formalizzare il proprio dissenso.
“Il progetto – si legge nella nota – prevede una centrale eolica dalla potenza nominale complessiva di 30 MW, costituita da sei aerogeneratori industriali con altezza superiore ai 200 metri. Ma l’impatto dell’intervento non riguarda soltanto la presenza delle torri eoliche, ma si estende alle numerose opere necessarie per la realizzazione e la connessione dell’impianto. Tra queste decine di chilometri di cavidotti interrati, un elettrodotto aereo di circa 12 chilometri, sostenuto da 34 tralicci in ferro, oltre alla realizzazione di una nuova elettrostazione.
Italia Nostra richiama inoltre l’attenzione sulle opere necessarie per la fase di cantiere, tra cui adeguamenti e ampliamenti della viabilità, sbancamenti, taglio di alberi e attività di scavo, oltre alle opere di fondazione in calcestruzzo e acciaio. “800 le particelle catastali oggetto di esproprio, con un danno diretto che colpirà centinaia di aziende agricole private, oltre ai beni demaniali dei Comuni, della Provincia di Avellino e della Regione Campania”.
Il riferimento è anche agli aspetti tecnici e procedurali del progetto “Oltre all’incompatibilità paesaggistica, il progetto si presenta profondamente lacunoso e carico di criticità anche sul piano degli elaborati tecnici: negli atti si riscontra l’assenza di una reale e garantita possibilità di connessione elettrica e la totale mancanza di idonei ed esaustivi studi anemometrici condotti sul campo. L’associazione evidenzia inoltre la tempistica procedurale: il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni pubbliche è fissato per il 18 agosto. Una data collocata a ridosso di Ferragosto, che limita la partecipazione della cittadinanza e ostacola la mobilitazione degli enti locali.
Da Italia Nostra l’invito ai sindaci di Aquilonia, Lacedonia e Scampitella ad adottare delibere urgenti dei Consigli comunali con una posizione formale di contrarietà all’impianto, da trasmettere all’Ufficio V.I.A. della Regione Campania nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale.
Un appello che si affianca a quello rivolto ai professionisti qualificati, attraverso l’affidamento tempestivo di incarichi a un legale e a un gruppo di tecnici che possano predisporre osservazioni puntuali e approfondite entro la scadenza del 18 agosto.
«Come già ampiamente dimostrato in occasione della mobilitazione contro altri impianti, ricorrendo anche al TAR, ricordiamo che quando si amministra la cosa pubblica, il fine esclusivo di ogni amministratore è quello di tutelare l’intera collettività», afferma il presidente di Italia Nostra Davide Iannelli.
“Chiediamo alle istituzioni e agli amministratori irpini di dimostrare senso di responsabilità e di schierarsi compatti a difesa del nostro territorio”.



