Sceglie di ripercorrere gli anni della formazione di Ettore Scola, tra i grandi registi del cinema italiano, che ha sempre conservato un legame forte con Trevico, suo paese natale, il documentario “Il giovane Scola”, Salvatore Braca, prodotto da Pandataria Film in collaborazione con RAI Documentari, in onda martedì 20 gennaio, alle 15.25 su Rai, a dieci anni dalla scomparsa, avvenuta il 19 gennaio del 2016. Punto di partenza del racconto il suo sguardo ironico e profondo che lo accompagnerà fin da bambino. Il racconto muove dalla “Casa in fondo al vicolo” di Trevico, paese dell’Irpinia, dove Ettore Scola trascorse l’infanzia prima del trasferimento della famiglia a Roma nel 1937. La casa in fondo al vicolo è stata donata dalla famiglia Scola al Comune di Trevico, con lo scopo di farla rivivere nel respiro artistico delle nuove generazioni, così da permettere ai giovani artisti di sperimentare la possibilità di emozionarsi attraverso il proprio sogno immaginario da realizzare. Oggi rivive come un vero e proprio laboratorio artigianale d’arte che potesse dare forma e vita ai nuovi miracoli “fatti dall’uomo”, proprio così com’ era nelle intenzioni di Ettore Scola. In un percorso che intreccia memoria intima e storia collettiva, il film esplora i luoghi d’origine e il laboratorio creativo del giovane Scola: dai “ghirigori” e “buffi scarabocchi” infantili fino al talento di disegnatore satirico per la celebre rivista Il Marc’Aurelio.
Attraverso bozzetti, testimonianze e archivi inediti, emerge il ritratto di un artista che ha sempre guardato il mondo, andando al di là della superficie. “Esplorare la giovinezza di Ettore Scola significa cercare la sorgente di un’estetica che ha segnato il Novecento – si legge nelle note di regia – Il film nasce proprio dal silenzio delle stanze di Casa Scola a Trevico, una ‘bolla’ temporale che custodisce ancora l’eco dei primi tratti di matita del Maestro. L’intento autoriale non è solo biografico, ma evocativo: si vuole restituire quel ‘lampo di tempo sospeso’ in cui un bambino, guardando il mondo dal fondo di un vicolo, ne coglieva già la tragica e sublime ironia. Raccontare lo Scola disegnatore e autore radiofonico significa riconnettere il pubblico con l’essenza più pura della sua creatività, prima che la macchina da presa diventasse il suo pennello definitivo. Questo documentario è un amorevole tributo alla sua arte e al mondo meraviglioso che ha costruito, portandoci in un viaggio emozionante nel percorso artistico giovanile di un uomo il cui impatto sul mondo del cinema rimarrà insostituibile”.


