Gesualdo – È più di un esperimento. È un progetto, o tutte e due le cose assieme, quello che le associazioni di FuoriLuogo, presenteranno nella location di Gesualdo: portare l’arte contemporanea all’interno dei territori del margine e favorire l’incontro tra storie, paesaggio e sperimentazione. La rassegna culturale “Pulviscolo” è questo che, infatti, intende fare. È al suo secondo anno di vita, questo progetto, nato dall’impegno del giovane curatore irpino Pasquale Zarra. “Ipnagogia”, la fase di transizione tra la veglia ed il sonno, fatto di rilassamento profondo e pensieri creativi: “Una coltre di polvere che porta mistero e fascinazione, per poi ri-scoprire infinite possibilità di esistere e resistere: questo il significato del titolo”.
L’edizione di quest’anno avrà luogo nelle stanze del Castello di Gesualdo, che ospiterà artisti/e e performers provenienti da tutta Italia. “Il tema della mostra, che lega tutte le espressioni che in essa confluiscono, è l’Ipnagogia: tra la veglia e il sonno, una fase in cui il nostro cervello abbandona il controllo nervoso e lascia spazio alle possibilità del rimosso, del ricordo, della mescolanza creativa di materia”. Si apre lunedì 3 agosto, alle ore 18.30, presso il Castello di Gesualdo.
Una tematica che gli artisti e le artiste ospitati mettono in campo attraverso le idiosincrasie delle proprie esibizioni-installazioni, a partire dalle performance musicali. “Ciò che appare incomprensibile e inafferrabile nello stato di dormiveglia viene qui catturato ed esposto come se tutto potesse svanire ancor prima di un battito di ciglia”.
Si inizia alle 18.30 con una listening session immersiva a cura di Caraluce, per poi proseguire con l’ascolto ipnotico dei musicisti Loup Umberto e Renato Grieco, che porteranno la loro ricerca sonora sullo spazio e sul sacro. Nel frattempo, sarà possibile ammirare le opere delle artiste Nunzia Ascolese, Matilda Brunilde Bruni, Agata Ferrari Bravo, Fatima El Hajjajji, Thomas Micheal Succuman. Paesaggi mistici che attraverso le arti visive intrecciano il sogno dell’infanzia, dei mondi perduti del passato, della favola, del sogno, riconsegnandoci il progetto di un presente in cui recuperare attraverso i linguaggi artistici uno slancio alla gioia e all’utopia collettiva.
Un appuntamento imperdibile per tutti gli abitanti e un’occasione culturale di respiro internazionale, che intende rigenerare un luogo storico attraverso una mescolanza di stili e linguaggi contemporanei. Infine, un’occasione per apprezzare il fermento giovanile e la sperimentazione culturale sul nostro territorio.
Sarà possibile visitare l’esposizione, dopo il vernissage di inizio settimana prossima, tutti i giorni fino al prossimo 4 ottobre. Questi gli orari: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.



