Mercoledì, 20 Maggio 2026
23.29 (Roma)

Ultimi articoli

La banalità del male è il titolo del noto saggio di Hanna Arendt sul processo di Adolf Eichman, celebrato a Gerusalemme nel 1961, che l’autrice seguì come inviata del settimanale New Yorker. Lo sguardo di Hanna Arendt si concentrò sulla mediocrità del personaggio e sulla banalità delle dinamiche che avevano spinto Eichmann e tanti altri della sua generazione a diventare protagonisti del male assoluto della shoah.

Non a caso il saggio di Sara Montinaro sul c.d. Stato Islamico si intitola Daeş: viaggio nella banalità del male (Meltemi, 2020). L’autrice ci conduce per mano ad esplorare il fenomeno più brutale che si è verificato nel nostro secolo e ce ne svela l’organizzazione del potere, le dinamiche interne, le vicende della quotidianità. E’ un viaggio nell’orrore, un viaggio nell’inferno dello Stato Islamico che riuscì a governare fra il 2014 ed il 2018 un vasto territorio che va dall’Irak del nord alle regioni della Siria dell’est instaurandovi un regime di terrore e di morte. In questo viaggio Sara Montinaro, avvalendosi della sua esperienza diretta, maturata durante un anno di permanenza nella Siria dell’Est, e delle numerose interviste realizzate sul campo, ha delineato tutti i gironi di questa esperienza infernale, fornendoci elementi di conoscenza essenziali che fanno uscire questa vicenda dalla mitologia nera in cui è immersa, descrivendone i meccanismi culturali, legislativi, amministrativi, finanziari, comunicativi, psicologici, attraverso i quali è stata costruita  giorno per giorno la banalità del male. I piani e gli aspetti trattati dalla Montinaro sono molteplici. La parte piu’ interessante del libro della Montinaro risulta essere quella dedicata all’organizzazione interna all’Isis attraverso la descrizione dettagliata  di una organizzazione parastatale tendente a realizzare una struttura controllata, burocratizzata, fortemente gerarchizzata e ramificata nei settori strategici, con a capo il Califfo Abu Bakr al Bagdad. Una struttura in cui si intrecciano aspetti istituzionali/amministrativi, sociali (esisteva un vero e proprio welfare dell’Isis), di intelligence e di security, connotata da un integralismo senza cedimenti. Il controllo del territorio avveniva attraverso un apparato amministrativo articolato in 18 province. Le funzioni statali venivano esercitate attraverso una serie di Dipartimenti (Dîwān), fra i quali il Dipartimento della guerra, che si occupava della conduzione delle operazioni militari, il Dipartimento dei combattenti, che curava l’accoglienza degli stranieri (i foreign fighters) e l’addestramento di tutti i combattenti, il Dipartimento delle finanze, che si occupava di reperire le risorse, attraverso la vendita del petrolio (alla Turchia e allo stesso Assad) e dei reperti archeologici, di riscuotere le tasse e di battere moneta. Una menzione speciale merita il Dipartimento della fatwa, una sorta di ufficio legislativo che emanava la legge santa per giustificare comportamenti altrimenti discutibili. Fra le più sconcertanti emerge la fatwa n. 64, pubblicata dalla rivista on line “Dabiq” in data 29 gennaio 2015 che autorizzava la schiavitù delle donne yazide, pubblicando i dettagli e le pratiche da utilizzare per le aste di schiavi. Nello Stato islamico la pratica della schiavitù sessuale veniva regolata attraverso la creazione di una serie di istituti giuridici (mercati, listini, contratti d’acquisto registrati presso le Corti islamiche) che si inserivano nel quadro di una vera e propria “teologia dello stupro”.  Una particolare importanza rivestiva il Dipartimento che si occupava di media e propaganda. Questo Dipartimento era capace di realizzare filmati di ottima qualità e di far filtrare i messaggi di propaganda dello Stato islamico utilizzando i social, Facebook, Twitter, Tik Tok e di produrre persino i videogiochi per bambini. Naturalmente non poteva mancare una struttura specializzata nella violenza interna per fini di sicurezza, l’Amni, le SS dello Stato islamico. L’Anmi controllava gli squadroni della morte che operavano nei confronti di chiunque fosse sospettato di infedeltà allo Stato islamico, anche se membro dell’Isis, istillando il terrore in tutte le cellule della società. All’azione repressiva dell’Amni si affiancava quella della polizia religiosa, incaricata di garantire la corretta applicazione dei precetti coranici e di giustiziare coloro che commettevano determinati crimini religiosi come l’omosessualità, l’apostasia, l’adulterio. La Montinaro dedica una particolare attenzione al ruolo delle donne nella realtà di Daeş e ne mette in evidenza la condizione di subalternità, ma anche di collaborazione nell’attività di polizia religiosa attraverso la brigata femminile Al-Khansa.

Ha scritto Umberto Eco: il califfato dell’ISIS è una nuova forma di nazismo, con i suoi metodi di sterminio e la volontà apocalittica di impadronirsi del mondo. Come il nazismo il califfato ha dimostrato la capacità di coniugare la modernità della tecnica con le aberrazioni più infernali.

Adesso questo mostro è stato sconfitto (ma non estinto), grazie al sacrificio delle donne e degli uomini delle unità combattenti curde, che hanno avuto 11.000 morti e 22.000 feriti e, per ricompensa, hanno ricevuto pesanti bombardamenti dalla potenza protettrice dell’ISIS, la Turchia.  Nella parte finale del libro Sara Montinaro accenna alla necessità di pervenire ad una lettura dell’Islam differente da quella posta a base della folle avventura dello Stato islamico. Per estirpare le radici di Daeş bisogna guardare dentro al fenomeno religioso e stimolare la comunità mussulmana a ripudiare la lettura del Corano posta a base dell’ISIS, come hanno mostrato nella loro critica all’estremismo violento i più grandi sapienti musulmani, nella loro lettera del 24 settembre 2014 ai capi terroristi del cosiddetto Stato islamico (l’Islam non avanza con la spada). Una riflessione proseguita con l’importante documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi il 14 febbraio 2019 da papa Francesco e dal Grande Iman di Al-Hazar. “C’è uno stereotipo – osserva Raniero La Valle –  che fa delle fedi religiose il regno dell’immutabile ma, come dice l’esperienza, esse  sono in grado di cambiare se stesse per rispondere a problemi nuovi.”

“In un mondo in cui avanza una politica dell’odio ed una politica della barbarie – conclude Sara Montinaro – è arrivato il momento di mettere al centro l’essere umano in quanto tale e costruire relazioni in cui l’amore diventi uno strumento per resistere a chi ci vuole indifferenti, individualisti e soli”

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

I Carabinieri della Compagnia di Baiano hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di furto, un 49enne di Napoli.È…

Un altro grave incidente agricolo si è verificato nel primo pomeriggio a Frigento, dove un 18enne è rimasto seriamente ferito…

Arresti domiciliari a San Leucio del Sannio per il trentacinquenne arrestato dai Carabinieri per il furto di vasi al cimitero…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

ROMA – “Apprendo con favore che finalmente la Lega in commissione Antimafia voglia fare chiarezza sui contatti tra la criminalità e la politica ad Avellino. Immaginiamo vogliano partire da casa loro, dalla Lega stessa. Mi auguro che questo percorso inizi da atti e vicende che, negli anni, sono stati colpevolmente...

“La mia candidatura nasce dalla convinzione che il Comune debba tornare ad essere il luogo primario della partecipazione democratica. Avellino ha bisogno di un’amministrazione che ascolti i quartieri, coinvolga i cittadini nelle scelte e garantisca trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche”. Così Gianrita Bruno, candidata della lista Sceglie Avellino, con Laura...

I Carabinieri della Compagnia di Baiano hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di furto, un 49enne di Napoli.È accaduto questa notte a Sirignano dove, a seguito di una segnalazione pervenuta al “112”, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile sono intervenuti tempestivamente sorprendendo l’uomo mentre era intento ad asportare due ruote...

Ultimi articoli

Attualità

“Ho depositato, in Consiglio regionale, una proposta di legge per l’istituzione dell’Osservatorio Campano sull’Autismo e altri disordini del neurosviluppo. Un’iniziativa…

Il deputato della Lega Gianpiero Zinzi denuncia “ombre della criminalità sulla campagna elettorale per le Amministrative di Avellino” e chiama…

La Fraternita di Misericordia di Avellino comunica che il giorno 29 maggio, in Piazza Libertà, alle ore 16.00, si terrà…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy