Sono trascorsi quarant’anni dalla morte negli Stati Uniti di John Ciardi avvenuta a Metuchen, nello Stato del New Jersey, il 30 marzo del 1986, giorno di Pasqua. John Ciardi, personaggio di rilievo nella letteratura americana del XX secolo, nacque il 24 giugno del 1916, festa di S. Giovanni, a Boston, Massachusetts. Il padre Carminantonio originario di S. Potito Ultra e la madre Concetta De Benedictis, originaria di Manocalzati, si erano trasferiti negli Stati Uniti negli anni precedenti lo scoppio della Grande Guerra.
E’ accaduto che a tradurre negli Stati Uniti la Divina Commedia in inglese, e in rima, sia stato un poeta e scrittore nato da immigrati irpini. In venti anni Ciardi portò a compimento l’immane lavoro della traduzione del Poema. “Il contributo più consistente degli italiani alla letteratura americana sarebbe venuto dai figli degli immigrati… Gli anni quaranta e cinquanta del XX secolo videro comparire i poeti americani di origine italiana. Il lavoro di John Ciardi primeggia tra i contributi degli scrittori americani di origini italiane. John Ciardi, in qualità di poeta e critico, ha aggiunto una nuova dimensione all’italianità in America nel 1965 dando al mondo una nuova traduzione di Dante, che ha superato il milione di copie in edizione economica. Autore di più di quaranta libri di poesia e di critica, l’attività lavorativa di Ciardi ha contribuito forse, più di quella di qualsiasi altro americano, a rendere popolare la poesia. Il lavoro di Ciardi piuttosto che focalizzarsi sul proprio retroterra italiano, raggiunge e porta la coscienza americana verso l’Italia. Attraverso le sue traduzioni, il suo uso degli schemi poetici italiani nelle sue creazioni in inglese, o l’uso di soggetti italo/americani in parte della sua poesia, Ciardi utilizza la propria conoscenza dell’italiano per creare arte americana e, così facendo, rende l’Italia accessibile ai suoi lettori”. Così scrive Fred Gardaphé, di origine pugliese, Professor of English and Italian American Studies- Queens College, nel suo articolo “Gli scrittori italo/americani e la tradizione”, in Altre Italie. Rivista internazionale di studi sulle popolazioni di origine italiana nel mondo, n. 4 genn.- dic. 1996 p.13, Torino, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli.
Nel 1965 venne conferita la cittadinanza onoraria dal Consiglio Comunale di Manocalzati al poeta che aveva dedicato al paese della madre una poesia, che è un manifesto della poesia dell’assenza. Quattro anni dopo, nel giugno del 1969, Ciardi venne per la prima volta, su invito dell’Amministrazione Comunale di Manocalzati, al paese di sua madre, insieme con la moglie Judith e i due figli, Myra e Benn Anthony. Fu una festa. Anni dopo, Ciardi così ricordava quella giornata memorabile:” Noi fummo fermati da una processione, scendemmo dalla macchina e il Sindaco [Arturo De Masi] indicò un vicolo dove c’era la casa in cui era nata mia madre. Mentre venivamo fotografati, fuochi d’artificio furono sparati 21 volte. Vennero subito ad abbracciarmi con le lacrime agli occhi i miei cugini che io non avevo mai incontrato prima. Ovunque c’era un senso di gioia e di allegria” (L. Brandi Cateura, Growing up Italian, 1987 p.156).
“L’essenza simbolica dei paesi d’origine è riflessa nella poesia che meglio descrive il paesaggio semicancellato dell’Italia abbandonata: “Manocalzata” (1951) di John Ciardi, il poeta italoamericano di maggior fama… Immediatamente dal titolo, il toponimo allerta il lettore che il regno dell’immaginazione sostituisce qui la realtà geografica. Manocalzati in Irpinia diventa “Manocalzata,” “scritto scorrettamente […] a causa della pronuncia scorretta di Concetta,” la madre (cfr. E.M. Cifelli, 1998, p. 324). Questo nome appartiene dunque alla segnaletica della memoria, fatta di quell’impasto che era la lingua degli emigranti italiani, condita d’inflessioni dialettali e antiche varianti linguistiche” (I. Serra, Geografia poetica dell’assenza. Poeti italoamericani e l’Italia abbandonata, https://www.lettereaperte.net › images › downloads
Che cosa rimane di John Ciardi nel paese della madre, Manocalzati? Alla fine degli anni novanta del secolo scorso la Commissione Cittadina di Toponomastica all’unanimità propose all’Amministrazione Comunale di intitolare la piazza principale del paese al poeta. La proposta venne accettata con entusiasmo. Pochi anni dopo altra Amministrazione Comunale, all’insaputa dei cittadini, deliberò di cambiare l’intitolazione della piazza. Il poeta John Ciardi venne rispedito in USA come se fosse un clandestino indesiderato.
Virgilio Iandiorio



