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La Caritas rilancia, dall’ambulatorio all’ampliamento del dormitorio. D’Orta: ma c’è bisogno del sostegno di tutti

Del Gaudio: il fiore all’occhiello sarà l’equipe socio-sanitaria per rispondere alle fragilità del territorio. Don Vitaliano: non sia un luogo di emarginazione. Necessario migliorare i rapporti tra enti, prefettura, questura, servizi sociali, ASL, ospedali. Al via una sottoscrizione per sostenere il progetto

Rilanciare la Cittadella della Carità, nel segno della sinergia con istituzioni e cittadini. E’ la sfida lanciata dalla Caritas di Avellino per rispondere ai bisogni crescenti della comunità, presentata questa mattina nel corso di un incontro che vuole essere anche una chiamata rivolta alla città. Una sfida che nasce dalla volontà di ampliare gli spazi del dormitorio e offrire nuovi servizi alla comunità, dalla consulenza Inps allo spazio di ascolto fino all’ambulatorio sanitario ma che ha bisogno del sostegno di tutti per tradursi in realtà. Lo sottolinea il direttore della Caritas Antonio D’Orta “È una giornata simbolica perchè rappresenta l’inizio di un viaggio. La Cittadella non comincia oggi a operare ma il sogno è quello di renderla un luogo aperto 24 ore su 24, accogliente anche nelle ore diurne. Prendersi cura delle persone non significa soltanto offrire loro cibo o un letto: significa ascoltare, rispondere ai bisogni sociali e sanitari. Ci stiamo organizzando con un numero più ampio di volontari, che andranno ad aggiungersi alla rete dei 40 operatori e operatrici che ci sostengono. La nostra è una barca che sta prendendo il largo, una barca che ci è stata consegnata da chi ha operato fino ad oggi. Non partiamo da una zattera: è una bella imbarcazione, ben organizzata. Ora speriamo di poter prendere il largo verso nuovi orizzonti. Su ogni nave c’è un capitano, ma c’è anche chi scruta l’orizzonte e consulta le carte geografiche e c’è un bel gruppo di diaconi che formano l’equipaggio, insieme ai volontari e agli operatori. Siamo pronti per partire e speriamo che questo viaggio ci porti lontano. Molti spazi sono già stati resi più accoglienti ma speriamo di poter ampliare anche il numero di posti del dormitorio”.

E’ Costantino Del Gaudio, responsabile della Cittadella della Carità, a soffermarsi su uno dei fiori all’occhiello della nuova progettualità della Caritas, l’équipe sociosanitaria “Un gruppo di volontari – psicologi, psichiatri, neurologi, consulenti familiari – ha allestito uno spazio dedicato all’ascolto e all’accoglienza. Le persone vanno ascoltate al di là dei bisogni primari, soprattutto per quelli secondari. In questo spazio speriamo di poter accogliere le fragilità giovanili, di potere offrire un sostegno alla solitudine degli anziani e i tanti separati, costretti a fare i conti con una situazione difficile. Oltre all’équipe sociosanitaria, sarà allestito un ambulatorio, totalmente gratuito, grazie al sostegno dei Medici Cattolici. I poveri spesso rinunciano a curarsi per mancanza di denaro, e i tempi di attesa nella sanità pubblica sono lunghissimi. Con questi medici volontari, possiamo almeno offrire un primo approccio. Continuerà anche il servizio dell’INPS, con un esperto presente una volta a settimana per ascoltare e aiutare chi avrà bisogno di una consulenza. Un servizio che si affiancherà alla consulenza legale”.

La volontà, sottolinea don Vitaliano Della Sala, anima del progetto è quella di “far vivere la Cittadella, cercando di rispondere a tutti i bisogni che emergono dal territorio. L’ampliamento di questi servizi fotografa una realtà di crescente difficoltà. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento per tutta la città e per la provincia di Avellino. Le povertà aumentano: non solo il numero dei poveri, ma anche la tipologia di povertà e diventa più difficile riconoscerle. Spesso, chi vive una condizione di disagio fa fatica a venire da noi. L’appello è quindi rivolto ai vicini di casa, a chi è a conoscenza delle difficoltà di una famiglia, affinché ci segnalino queste realtà: persone sole, anziani, famiglie in difficoltà. Senza il contributo di chi vive nei quartieri, soprattutto quelli più periferici, è difficile raggiungere tutti. Al tempo stesso, chiediamo alla città un po’ di pazienza: nei prossimi mesi saranno effettuati dei lavori alla mensa e al dormitorio e saranno allestiti dei prefabbricati per accogliere gli ospiti durante i lavori”.

Ma c’è bisogno, ribadisce don Vitaliano Della Sala, anche di un contributo concreto “La Caritas mette a disposizione le sue risorse, ma è giusto che la città faccia la sua parte per rendere la struttura ancora più accogliente e dignitosa. Non vogliamo che diventi un luogo di emarginazione, ma uno spazio di accoglienza per chi vive qualsiasi tipo di difficoltà. Uno spazio che si avvicini a una casa, un luogo dove sentirsi accolti da una famiglia, quella della Caritas. Siamo convinti che, entro il prossimo autunno, la Cittadella della Carità possa diventare un pezzo vivo della nostra città. Non solo un luogo dove si accolgono i poveri, ma uno spazio di incontro tra volontari, cittadini, istituzioni e persone in difficoltà. Solo restando uniti, possiamo affrontare i problemi e aiutare a riprendere il cammino chi è stato costretto a fermarsi a causa della disperazione”. Un appello rivolto anche alle istituzioni “serve più sinergia. Siamo convinti che non ci sia mai stata malafede, ma è necessario migliorare i rapporti tra enti, prefettura, questura, servizi sociali, ASL, ospedali. L’obiettivo resta quello di potenziare le strutture e le relazioni. Solo, attraverso una migliore collaborazione possiamo realmente affrontare e risolvere i problemi della comunità”.

E’ D’Orta a ricordare come “Nei prossimi giorni partirà una sottoscrizione pubblica: verrà attivato un IBAN per raccogliere fondi. Tutti potranno contribuire. Renderemo pubblico il progetto, gli stati di avanzamento, e ogni spesa sarà documentata con trasparenza. Chiediamo un sostegno forte anche all’aziende del territorio”. E sui numeri che rispecchiano i bisogni della comunità “Attualmente abbiamo 16 posti letto: 11 per uomini, 5 per donne. Il sogno sarebbe quello di raddoppiarli. Gli spazi ci sono, ma vanno riorganizzati e ristrutturati. Ogni giorno riceviamo richieste di accoglienza dalla prefettura, dall’ASL, dai vigili. Ma purtroppo, spesso, non riusciamo a rispondere a tutte le richieste. I pasti distribuiti sono circa 50 al giorno. Quelli serali sono riservati principalmente ai residenti. I pacchi alimentari sono rimasti in linea con gli anni precedenti, anche se la nuova piattaforma digitale ci permette di monitorare e rispondere a nuovi bisogni”. E ricorda il numero di telefono: 0825 71114, attivo dal mese di maggio, per segnalare bisogni e situazioni di disagio.

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Floriana Guerriero

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