Una delegazione irpina della Lega ha incontrato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini a margine della cerimonia di inaugurazione del nuovo svincolo autostradale di Maddaloni-Interporto, in provincia di Caserta. A rappresentare la federazione provinciale di Avellino, il commissario provinciale del partito, Luigi Barone, il segretario cittadino del capoluogo, Maria Elena Iaverone, e il dirigente provinciale Massimo Picone, responsabile del dipartimento Lavoro. Numerosi gli esponenti istituzionali presenti, tra i quali il deputato Gianpiero Zinzi, commissario regionale della Lega, i rappresentanti della giunta regionale, dell’Interporto Sud Europa, e l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia.
“E’ stato un evento importante – dice Iaverone – perché l’infrastruttura costituisce un nodo strategico per la mobilità non solo dell’area casertana, ma dell’intero sistema della Campania, mettendo in collegamento, attraverso la A30, con diversi insediamenti produttivi e piattaforme logistiche, lungo la direttrice per Marcianise e Caserta Sud, e in prospettiva verso l’aeroporto di Grazzanise. Si tratta di un’opera concepita oltre venti anni addietro, con una lunga fase di progettazione e di iter autorizzativi, che finalmente è stata sbloccata grazie all’impegno del ministro. Salvini ha annunciato investimenti in Campania per un importo complessivo di 26 miliardi di euro, compresi quelli già stanziati per lavori pubblici in corso di realizzazione”.
“Un intervento che porterà vantaggi anche all’Irpinia e che dovrebbe rompere l’isolamento della nostra provincia. Una dimostrazione concreta che il Mezzogiorno è una priorità per il governo Meloni e per la Lega”. Anche Massimo Picone ha sottolineato l’importanza dell’apertura di nuovi cantieri: “Non soltanto si sbloccano numerose opere pubbliche che serviranno a modernizzare la rete infrastrutturale o a riqualificarla, ma si determineranno nuove opportunità occupazionali, soprattutto per i giovani del territorio, contribuendo così ad arrestare il processo di spopolamento e desertificazione”.





