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La lezione di Cannaviello, il Centro Dorso e una nuova città possibile

La lettura come gesto di condivisione, capace di restituire alla città la dimensione della comunità. E’ l’omaggio allo storico Vincenzo Cannaviello, voluto dal centro Guido Dorso, presieduto da Luigi Fiorentino, nel 75° anniversario dei bombardamenti, a prendere forma ieri nella Camera di Commercio.  Dopo Guido Dorso, Carlo Muscetta e Francesco De Sanctis,  ancora un protagonista della storia irpina nel tentativo di ritrovare una memoria comune. Sono 70 le voci che si alternano nella lettura. C’ è il mondo della scuola, rappresentato da docenti e dirigenti, l’universo dei sindacati e dell’associazionismo, ci sono le istituzioni e il mondo della cultura, fatto di studiosi appassionati e instancabili. Ad alternarsi nella lettura di “Avellino e l’Irpinia nella tragedia del 1943-44”, ricostruzione dettagliata della tragedia che coinvolse la città, il vicepresidente del Centro Dorso Nunzio Cignarella, gli storici Andrea Massaro, Cecilia Valentino, Raffaele La Sala, Paolo Speranza, Goffredo Napoletano, Fiorenzo Iannino, Claudio Meo e Armando Montefusco, Fausto Baldassarre e Alberto Iandoli, il sociologo Ugo Santinelli, l’assessore alla cultura del Comune di Avellino Michela Mancusi, i sindacalisti Franco Fiordellisi ed Erika Picariello, il presidente della Camera di Commercio Oreste La Stella, il presidente degli industriali Pino Bruno, i giornalisti Gianni Festa e Norberto Vitale, Pietro Mitrione di InlocoMotivi, gli scrittori Franco Festa ed Emilia Cirillo, i professori Paolo Mascilli Migliorini, Toni Ricciardi, Teresa Colamarco e Giuliano Minichiello, rappresentanti dell’attivismo dei giovani come Francesco Celli di InfoIrpinia o Stefano Vetrano, don Enzo De Stefano in rappresentanza della Curia, Giuliana Freda, anima del Centro Dorso, ex amministratori come Antonio Gengaro e Antonio Spina, il presidente dell’Ordine degli avvocati Fabio Benigni, le dirigenti Paola Gianfelice e Maria Teresa Cipriano, i docenti Adele Testa, Antonella Matarazzo, Pellegrino Caruso e Giuseppe Iuliano del Centro di documentazione Poesia del Sud, per citarne solo alcuni. Proprio Cannaviello fu testimone oculare di una delle pagine più tragiche della storia cittadina, ricostruita con passione civica e rigore. Era il 14 settembre quando bombardieri statunitensi fecero la loro comparsa nei cieli di Avellino, colpendo il centro antico della città, via della Ferriera, le popolose zone del Triggio, piazza del Popolo e piazza della Libertà. Nelle pagine di Cannaviello ritroviamo il coraggio della comunità, dalla generosità di chi come il vescovo Bentivoglio e I Padri Cappuccini non smisero un istante di soccorrere i feriti, ma anche il cinismo degli sciacalli che cominciarono ad assaltare case e negozi dopo i bombardamenti, facendo razzia di ciò che trovavano ma soprattutto l’idea di una città capace comunque di rinascere, in cui coltivare grandi ideali.

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