L’Alto Calore, un pozzo senza fine? A leggere la relazione dell’amministratore unico dell’Ente, Alfonsina De Felice, consegnata nel corso dell’Assemblea dei sindaci convocata per l’approvazione del bilancio dell’ente, non v’è dubbio se il riferimento va alla recente gestione del 2025 (e non solo), anno in cui l’Alto Calore ha subito l’assalto della politica che ne ha ridotto le potenzialità fino a giungere al rischio fallimento.
Non ha riserve la De Felice a mettere le cose in chiaro.
I suoi rilievi vanno dalla superficialità gestionale (non aver dato alla sezione fallimentare del Tribunale di Avellino tutte le notizie dovute all’indomani del concordato) e si legge ancora che: “I conti rappresentavano la tendenza che, a voler galoppare con la fantasia – si legge nel documento di sedici pagine redatto dall’Amministratore Unico – appare maggiormente orientata a svendere la credibilità e il valore commerciale della società ad altri scopi, eludendo i limiti posti dai giudici fallimentari…”. E inoltre: “…attribuzioni di incarichi professionali, in particolare…” e avanti così nel non pagamento di alcuni debiti, tra cui la società che ha presentato l’istanza di fallimento.
Questo e altro nel documento che, per necessità di brevità, ora non pubblichiamo.
In realtà il ragionamento che se ne può dedurre, conoscendo la limpidezza e la professionalità indiscussa del precedente amministratore, Antonello Lenzi, che, se ben ricordo, all’atto delle dimissioni da presidente dell’Alto Calore lanciò strali contro chi non l’aveva sostenuto pur avendolo probabilmente indicato, riporta alla recente denuncia DELLA POLITICA DEI “MESSI LÌ”, secondo cui a pagare alla fine è solo chi ha svolto il ruolo di responsabilità, casomai favorendo chi lo ha indicato e non chi lo ha messo lì per ottenerne dei vantaggi.
Aggiungo che la De Felice, nell’affrontare il tema del risanamento, dimentica forse che le risorse per diminuire i debiti derivavano dall’aumento delle bollette ai cittadini che, ed è anche per questo che Lenzi si dimise, sono salate rispetto a quelle degli altri utenti della regione.



