Oltre il recinto del “Campo Largo”. Arriva da Rifondazione Comunista un invito alle associazioni a costruire un’alternativa vera contro le destre e il finto civismo.
“Il tempo delle attese e delle illusioni – spiega – è scaduto. Il cosiddetto “perimetro” del centrosinistra avellinese si sta delineando ancora una volta come un recinto chiuso, dove le decisioni vengono prese in stanze separate, fuori da ogni logica di reale partecipazione. I tavoli di questi giorni non fanno che procrastinare le decisioni in un gioco di rimpalli che immobilizza le energie della città. È sotto gli occhi di tutti: le associazioni Controvento, Si Può e App sono state sistematicamente escluse o marginalizzate dal processo decisionale del “Campo Largo”. I tavoli interpartitici si sono ridotti a luoghi di spartizione, dove la proposta politica è subordinata alla conservazione di equilibri che nulla hanno a che fare con il cambiamento”.
Di qui l’appello di Rifondazione “prendete atto che in quel progetto non c’è spazio per una visione radicale della città. Ma la nostra sfida non si ferma qui. L’alternativa che vogliamo costruire deve essere incompatibile e antitetica a due modelli che hanno già fallito: Il blocco del Centrodestra: Una coalizione che risponde a logiche nazionali di conservazione e che non ha ricette per il riscatto sociale del nostro territorio; Il sedicente “Civismo” di Festa e Nargi: Un’esperienza amministrativa che, dietro la maschera delle liste civiche, ha celato una gestione del potere personalistica e opaca, oggi tristemente nota alle cronache. Non possiamo accettare che la città resti ostaggio di quel “modello Avellino” fatto di appalti, clientelismi e assenza di visione collettiva, che ha portato al commissariamento e al degrado democratico.
Invitiamo Controvento, Si Può e App a superare le ambiguità dei tavoli del centrosinistra per costruire insieme un’alternativa di rottura. È necessario dar vita a un polo civico, sociale e politico che rimetta al centro la questione morale e la trasparenza, contro ogni forma di gestione “padronale” della cosa pubblica,la tutela dei beni comuni e dell’ambiente contro la cementificazione selvaggia, il rilancio dei servizi pubblici, per una città che non sia solo “vetrina” ma comunità solidale.
Rompiamo gli indugi: il campo del cambiamento non è quello delle larghe intese né quello del civismo di facciata. È il campo della coerenza.”


