Si confermano artisti di qualità i Matt Bianco, guidati da Mark Reilly, con sonorità che abbracciano swing, latin e pop. I loro ritmi, nella bellissima cornice di piazza Amendola, con la Dogana sullo sfondo, evocano atmosfere anni ’80, fanno ballare e proiettano Avellino in una dimensione internazionale. Ad affiancare Reilly sul palco i suoi bravissimi musicisti, Sebastiaan de Krom alla batteria, Geoff Gascoyne al basso, Graham Harvey al pianoforte, ai sassofoni Dave O’Higgins, Martin Shaw alla tromba. A Completare la line-up due cantanti straordinarie che impreziosiscono ogni brano con le loro voci, Elisabeth Troy e Megan Cavanaugh, Reilly consegna al pubblico un viaggio suggestivo nei brani che hanno segnato la sua carriera di artista, brani che tutti o quasi abbiamo ascoltato, che risuonano familiari, in cui il pop abbraccia il jazz, da “Whose side are you on?” a “Get out of your lazy bed” e “Dont’ blame it on that girl” fino all’album Masquerader, che segna un ritorno alle radici del sound della band, tra latin, jazz e pop. Ed è facile credere a Reilly quando sottolinea nelle interviste come “le nostre influenze di base sono rimaste oggi le stesse di allora, jazz, latin, r&b, pop, forse oggi siamo meno pop di quanto lo eravamo negli anni’80. Ora suoniamo nei jazz festival ed è bellissimo, come lo era a quei tempi che eravamo delle vere pop star. Non vogliamo fare del revival, ci divertiamo a fare ancora musica, viaggiando per il mondo e lavorando con musicisti diversi”. Alla fine del concerto, in una piazza gremita, sulle note di “Get up, get out of your lazy bed” sono davvero tutti o quasi a ballare, lasciandosi conquistare dall’energia e simpatia della band. Un’altra bella serata di musica per la città.




