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Il calcio non è una scienza esatta. Lo dimostra la sfida tra Benevento e Milan. Lo dimostra la posizione attuale in classifica della squadra rossonera. Quasi nulla è prevedibile e definibile in assoluto, neanche sulla base delle statistiche e degli studi algoritmici sulle tendenze di risultati e punteggi. Figuriamoci se possiamo fondare un giudizio o una previsione, basandoli esclusivamente sui nostri ragionamenti riguardo alla forza individuale dei calciatori oppure collettiva della squadra, o anche sulle capacità degli allenatori e sulla disposizione tattica. Il calcio,  e lo sport più in generale, ha una sua essenza, una sua dimensione, spesso incomprensibile e inspiegabile attraverso i soli mezzi  della ragione umana. Una dimensione che sovrasta e supera la realtà ordinaria, sconfinando nel sublime, nella poesia, nell’epica. La porta di Donnarumma “stregata” al novantaquattresimo dal furente e imperioso colpo di testa del collega avversario Brignoli ne è l’emblema. Il “colibrì” che leggero svetta nell’area avversaria segna l’esaltazione sportiva di una tifoseria, la gioia di uno stadio insieme alla celebrazione epica di un eroe. Brignoli è stato il quinto portiere a segnare in 119 anni di serie A, sedici anni dopo l’ultima volta di Taibi in un Reggina-Udinese terminato 1 a 1. All’ultimo minuto ha regalato il primo punto in serie A della storia al Benevento, dopo una serie inenarrabile di sconfitte consecutive e contro il club italiano più titolato al mondo. Se non è racconto epico questo! Alla fine gioia liberatoria dello stadio e volti commossi sugli spalti e negli spogliatoi, a cominciare dall’emozione del presidente Vigorito e dei protagonisti giallorossi. La sfida era iniziata con la pacificazione ufficiale tra l’esordiente Gattuso e De Zerbi. Eccezionale il contorno di pubblico, degno dello spettacolo visto in campo. Le colorate tifoserie si sono alternate a suon di cori e armonie.  Quando i sostenitori del Milan hanno cominciato a intonare l’augurio del ritorno in serie B, i sanniti hanno risposto per le rime, ridicolizzando gli avversari riguardo all’attuale posizione in classifica della loro squadra, ben lontana dagli obiettivi dichiarati a inizio stagione. Ma canzonature e cori passano in secondo piano. È il momento di celebrare l’impresa.

Quirino De Rienzo

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