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Libera ricorda Antonio Ammaturo a cento anni dalla nascita: la battaglia per avere verità e giustizia non deve fermarsi

“Il 25 gennaio cercheremo di dare memoria dal vivo, insieme agli abitanti di Contrada, all’amministrazione comunale e alla famiglia”
“Non possiamo dimenticare che la morte di Antonio Ammaturo, insieme all’agente scelto Pasquale Paola, per mano delle Brigate Rosse (e non solo), resta una pagina nera della Repubblica e che le responsabilità non sono state accertate nella loro interezza”. Libera rende omaggio ad Antonio Ammaturo nell’anniversario dei 100 anni dalla nascita di Antonio Ammaturo. “Vogliamo che questa sia una occasione di festa, più che di commemorazione. È un’occasione di festa perché è incredibile come il suo impegno nella Polizia di Stato, la sua dedizione alle indagini, ma anche tratti caratteriali più personali, come la sua affezione per la comunità di Contrada, continuino ad essere ancora oggi una fonte di ispirazione e un modello da seguire.
Proprio mossi dalla consapevolezza del valore di questa storia Insieme alla famiglia continuiamo a chiedere l’individuazione dei mandanti, nel nome della Verità e della Giustizia. Il 25 gennaio cercheremo di dare memoria dal vivo, insieme agli abitanti di Contrada, all’amministrazione comunale e alla famiglia Ammaturo, a cui va come sempre tutto il nostro sostegno e la nostra gratitudine per il loro impegno”

Era il 15 luglio del 1982 quando in piazza Nicola Amore, un gruppo di fuoco delle Brigate Rosse ammazzò il vicequestore Antonio Ammaturo, capo della Squadra Mobile di Napoli e l’agente scelto Pasquale Paola un ‘falco’ , con il quale si stava recando in Questura. Ma sono tante le ipotesi legate ai mandanti dell’omicidio, nel quale entrano la Nuova Camorra Organizzata di Raffele Cutolo, cui Ammaturo aveva dichiarato guerra arrestandone il figlio Roberto e le indagini sul rilascio del politico democristiano Ciro Cirillo rapito dalle BR.

“Ancora oggi – ha sottolineato la figlia Gilda -la morte di mio padre resta senza un perché. Troppe cose non chiare. Troppi misteri. Il fatto che riesca a parlarne, però, mi aiuta a elaborare il lutto. Ci riesco da qualche anno grazie a Libera. Mi ha aiutato molto. Grazie a loro ho incontrato tanti bambini e ragazzi nelle scuole della provincia di Avellino. A loro ho parlato di mio padre e del suo lavoro come funzionario dello Stato. Ho parlato dei suoi valori. Un esempio di vita per i giovani di oggi. “Un poliziotto duro dal cuore d’oro” che è stato sempre fiero di servire lo Stato”

Una memoria, quella di Antonio Ammaturo, che continua ad essere fortemente viva. Il 3 maggio del 1984 ad Antonio Ammaturo è stata conferita la Medaglia d’oro al valor civile alla memoria. La sua storia, insieme a quella del fidato Pasquale Paola, è raccontata nel libro “Al di là della notte” del giornalista Raffaele Sardo. In suo nome è nato inoltre un Centro per disabili ospitato al Parco Ammaturo, un bene confiscato nel comune di Giugliano, e gestito dalla Fondazione Il Girasole.

 

 

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