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L’Irpinia e il Pd ripartano con Zingaretti 

Ora che i gazebo hanno fatto la loro parte e gli elettori hanno consegnato a Zingaretti una vittoria schiacciante, dando vita alla svolta del Pd, occorre che anche in Irpinia il partito faccia scelte conseguenti. Qui il voto sconfessa chi era per l’unità solo a parole mentre nei fatti agiva contro di essa. Non è certo il caso dell’ex senatore di Avellino Enzo De Luca che vince contro tutti ottenendo un successo preparato con cura, pazienza e tolleranza.

Il primo chiarimento da farsi, a mio modesto avviso, riguarda la segreteria provinciale. Essa come è noto, è espressione solo di una parte minoritaria del partito. Soluzione che ha accentuato la lotta interna, determinando incomprensioni e, talvolta, blocco totale delle iniziative.

Giuseppe Di Guglielmo, il segretario, è giovane pulito e trasparente, animato anche da buona volontà, ma prigioniero di una faida interna al Pd che ancora non gli consente piena autonomia. Dunque, se così è, e non sembra vi siano dubbi, la prima cosa da fare, in attesa dello svolgimento del prossimo congresso provinciale, è di legittimare il suo ruolo.

Ciò può avvenire o attraverso una sua riconferma da parte della maggioranza del partito o aiutando il percorso con dimissioni preventive o, infine, chiedendo ai responsabili delle varie componenti di contribuire a dare vita ad una segreteria unitaria.

Segnali positivi per una ricomposizione sono già in itinere. Non a caso coloro che non avevano partecipato alla elezione del segretario, producendo poi un ricorso giudiziario, si sono dichiarati disponibili, tramite il competitor alla segreteria Michelangelo Ciarcia, a fermare l’iter procedurale per ricomporre i contrasti.

Una ritrovata unità consentirebbe di affrontare, con animo disteso e con volontà di cambiamento, i prossimi appuntamenti elettorali che interessano la città capoluogo, molti Comuni della provincia, tra cui Ariano, Montoro e Mercogliano, solo per citare quelli con più elettori, e il voto per l’Europa.

E’ però, pregiudiziale, io penso, ricomporre il partito in Irpinia lavorando per la riconquista dell’ orgoglio perduto e la definizione di una precisa identità. Occorre che il Pd abbia una sua riconoscibilità nella scelta dei candidati e nella gestione del proprio simbolo. Impresa non impossibile a condizione che prevalga nella scelte il riferimento alla questione morale e la voglia di reale cambiamento non deciso dai pacchetti de tessere, né da protagonismi occulti e non di speculatori e faccendieri che, per quanto riguarda la città, sono i veri responsabili dello stato di degrado in cui è precipitato il capoluogo dell’Irpinia.

di Gianni Festa

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