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L’Irpinia protagonista al Cinema ritrovato di Bologna, da Lo Sgarro di Silvio Siano all’omaggio a Elvira Notari e Roberto Roberti

Quando a Vinicio Capossela, dieci anni fa, per la presentazione di Il paese dei coppoloni alla Cineteca di Bologna fu chiesto di abbinare al libro la visione di un film, il cantautore di origini irpine non ebbe esitazioni: La donnaccia, il primo film interamente girato nella sua terra, nell’estate del ’63, e proprio a Cairano, il paesino dell’Alta Irpinia che ha ispirato il romanzo di Capossela.

A spingersi fin lì, sulla rupe che domina il bacino dell’Ofanto, in una delle aree all’epoca più povere d’Italia, era stato Silvio Siano, regista di Castellammare di Stabia molto quotato per le qualità tecniche ed il suo impegno civile, sull’onda delle suggestioni ispirategli da un racconto di Pasquale Stiso, il sindaco-poeta della vicina Andretta, che di quel film scrisse il soggetto con Camillo Marino, fondatore di ”Cinemasud” e del “Laceno d’Oro”. Un film che parlava di miseria, isolamento, superstizione e di un tema di nuovo drammatico come lo spopolamento del Sud.

E da Bologna riparte oggi il percorso di valorizzazione della filmografia di Siano, a cui conferì ulteriore densità e spessore visivo la straordinaria fotografia in bianco e nero di Domenico Paolercio, autentico artista della luce, amico di Siano e stabiese di adozione ma legato fino all’ultimo, in maniera intensa, alla sua terra di origine, Andretta, e a quegli intellettuali come Stiso e Marino che all’Alta Irpinia hanno dedicato il loro nobile impegno politico e di cultura.

Il contesto della nuova riscoperta è altrettanto prestigioso: il Cinema Ritrovato, affermatosi da anni come uno dei festival più seguiti in Italia e più apprezzati nel mondo, che dal 21 al 29 giugno attirerà nel capoluogo emiliano migliaia di cinefili, ansiosi di conoscere o riscoprire film di ogni epoca mai visti finora in Italia o da troppo tempo dimenticati. Alla seconda categoria appartiene Lo sgarro, diretto da Silvio Siano nel 1962 (coproduzione italo-francese con distribuzione in tutta Europa) che finalmente si potrà rivedere in versione restaurata, domenica 22 giugno alle ore 20.00 al Cinema Europa a Bologna, con la presentazione di Giuseppe Luciano Cuomo, il ricercatore stabiese, collaboratore dell’associazione “Quaderni di Cinemasud”, al quale si deve l’impulso all’iniziativa del restauro di questa pellicola, e di Paolo Speranza, storico del cinema e direttore della rivista “CinemaSud”.

Una prestigiosa vetrina internazionale per il capolavoro ritrovato di un regista da riscoprire. Che alla vigilia, sabato 21, avrà un prologo importante con la proiezione su Retequattro, alle 16.55, di un’altra coproduzione internazionale diretta da Siano, Saranno uomini (1956), con Massimo Girotti e Silvana Pampanini, nel centenario della nascita di una delle attrici italiane più popolari nel mondo.

Nel segno della grande tradizione irpina nel cinema mondiale è anche uno degli appuntamenti più attesi da studiosi e appassionati di tutto il mondo: la proiezione di un film ritrovato di Roberto Roberti, al secolo Vincenzo Leone, nato e a lungo vissuto a Torella dei Lombardi, regista principe del muto e “padre d’arte” di Sergio Leone. Si tratta di La paura di amare, film del 1920 che per la prima volta viene presentato in versione restaurata ed ha uno dei motivi di maggiore interesse nella performance attoriale (l’unica oggi disponibile) di una delle più celebri attrici teatrali del primo Novecento, Vera Vergani. Al film di Roberti il Cinema Ritrovato riserva ben due proiezioni al Cinema Lumiere: sabato 21 giugno, alle 18.15, con la presentazione di Elena Correra ed Enrica Fontana e la musicazione in diretta, al pianoforte, di John Sweeney; e giovedì 26, alle 18.00, con introduzione di Elisabetta Montaldo e accompagnamento al piano di Daniele Furlani.

 

Tra gli eventi più attesi del Cinema Ritrovato spicca anche l’omaggio ad Elvira Notari, nel 150° della nascita della prima regista italiana: la proiezione – giovedì 25 giugno –  del film ‘A santanotte (1922), in Piazzetta Pasolini alle 22.00, con l’accompagnamento musicale di Michele Signore, Umberto Maisto, Anastasia Cecere, Simona Frasca e Dolores Melodia. Un’ensemble importante che ha in progetto la musicazione dei due documentari superstiti di Elvira Notari, entrambi girati in Irpinia (ad Avellino e a Trevico), ritrovati dal docente avellinese Fiorenzo Carullo e presentati per la prima volta al “Laceno d’Oro” del 2016, all’ex Carcere Borbonico di Avellino.

 

Vetrina per l’Irpinia anche al Book Film Fair, la fiera dell’editoria cinematografica del Cinema Ritrovato, con i volumi Un’avventura neorealista. Il film La donnaccia a Cairano (Mephite), La film di Elvira, libro collettivo edito da “Cactus Film”, “Laceno d’Oro” e “CinemaSud” a cura di Paolo Speranza, e La cavalcata dei sogni, la nuova e più ampia monografia su Roberto Roberti, edita da Kaplan a cura di Silvio Alovisio e Caterina Taricano, che contiene un saggio di Paolo Speranza sulla filmografia sonora del regista e alcuni rari materiali di ArCCo, l’Archivio di Cultura Contemporanea di Carmela Bavota e Paolo Speranza, e di “CinemaSud”, che da più di due decenni promuove la cultura cinematografica (e non solo) made in Irpinia in una visione cosmopolita e in spirito onlus.

 

 

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