Giovedì, 8 Ottobre 2026
11.17 (Roma)

Ultimi articoli

Lo Statuto dei lavoratori e la pandemia

Il 20 maggio sono decorsi cinquant’anni dall’approvazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori che, non a caso, si intitolava “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro”. L’oggetto principale della legge riguardava proprio la tutela della libertà e della dignità dei lavoratori e della libertà dell’attività sindacale. Con esso, la Costituzione riuscì a superare lo steccato dei poteri privati e a penetrare in territori dai quali era stata lungamente e tenacemente esclusa.   Lo Statuto si rivolgeva al settore principale dell’universo del lavoro, quello del lavoro subordinato, però poneva dei principi che superavano tale ambito, costituiva un punto di orientamento nei rapporti economico sociali mirante al riconoscimento della tutela del lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni (art.35  Cost), quale espressione della centralità della persona umana. Insomma il valore insuperabile dell’elemento umano che rende il lavoro un fattore di produzione non assimilabile ad una merce.

Non si trattò di una riforma indolore: essa incise con il bisturi sul bubbone di pratiche discriminatrici dure a morire e segnò l’avvento di una stagione di maggiori diritti, maggiori protezioni, migliori condizioni di vita per l’ homo faber.

Da molto tempo questa stagione si è rovesciata per vicende relative alle modalità di sviluppo della globalizzazione, incentrata su un insensato modello di competizione al ribasso fra gli ordinamenti. La libertà di circolazione dei capitali, la delocalizzazione delle attività produttive alla ricerca delle condizioni ambientali di miglior favore per gli investitori, l’utilizzo esasperato della tecnologia per sostituire  il lavoro umano, l’eliminazione progressiva dei vincoli che la politica utilizzava per mediare il conflitto economico-sociale, le privatizzazioni e l’affermazione della incontestabile egemonia del mercato sulla società, hanno portato ad una progressiva mortificazione dell’elemento umano. “Ad ogni innovazione tecnologica – ha scritto Vittorio Emanuela Parsi (Vulnerabili: come la Pandemia cambierà il mondo) – ad ogni modifica legislativa, ad ogni peggioramento delle condizioni contrattuali, ad ogni richiesta di maggiore impegno, maggiore dedizione, maggiore flessibilità, maggiore velocità, maggiore spirito di adattamento che veniva richiesto all’ homo faber, sono corrisposti minori compensi, minori diritti, minori protezioni, minore vita per l’homo vivens.”

A poco a poco la tutela del lavoro umano incentrato sul modello del lavoro subordinato è stata ridimensionata svuotando il contenitore del lavoro a tempo indeterminato attraverso l’invenzione di una miriade di forme contrattuali a titolo precario, fino alla quasi totale liberalizzazione del lavoro a tempo determinato. Alla fine, grazie al Job’s Act di Renzi, è stata rimossa anche la garanzia che teneva in piedi tutto l’impianto dei diritti stabiliti dallo Statuto dei lavoratori attraverso la sostanziale cancellazione dell’art. 18, la norma che reprimeva il licenziamento illegittimo, assicurando un regime di cd. stabilità reale.

Il 20 maggio ricorre anche il XXI anniversario dell’assassinio del giuslavorista Massimo D’Antona che nel 1979 pubblicò un’importante monografia dedicata all’art. 18, di cui vogliamo ricordare queste parole: “…E’ lecito affermare che la tutela reintegratoria costituisce l’unica risposta possibile ai bisogni di tutela che l’abuso del potere dei licenziamenti mette in evidenza… Retrocedere, anche surrettiziamente, verso un sistema di garanzia risarcitoria, restituendo all’imprenditore l’ultima parola nella vicenda del licenziamento …costituirebbe un sintomo grave …una sconfitta per il movimento operaio, ma, ancor più, una sconfitta per la civiltà giuridica di questo Paese”.

Oggi di fronte ai disastri provocati in tutto il mondo dalla pandemia, dobbiamo prendere atto che il modello economico sociale e produttivo della globalizzazione fondato sulla ricerca del profitto e dell’efficienza a qualunque costo si è dimostrato vulnerabile proprio a partire dal fattore critico per definizione: quello umano. Il sistema non si è inceppato per un virus informatico, ma per un virus biologico che ha colpito l’anello debole: l’uomo. I diritti del capitale hanno dovuto cedere di fronte all’esigenza di tutela del fattore umano ed è emerso anche il valore insostituibile di lavori che la macchina produttiva aveva sempre considerato di scarto: dai riders agli infermieri.

Se vogliamo salvarci dobbiamo dare di nuovo valore al fattore umano, rovesciando quel processo che ha trasformato il lavoro in merce.

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Ancora una vittima sul lavoro in Campania. La seconda in poche ore nella giornata di oggi è l’ ennnesima in…

La Procura di Avellino ottiene il giudizio immediato nei confronti di Giuseppe Capaccio, difeso dal penalista Alfonso Maria Chieffo, indagato…

Un’operazione lampo condotta dai Carabinieri della Stazione di Calitri ha consentito di sventare l’ennesimo e odioso raggiro ai danni della…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

TORCHIATI DI MONTORO – La comunità di Torchiati di Montoro si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi della tradizione enogastronomica autunnale. Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026 si terrà la ventunesima edizione della Sagra del Fungo Porcino, evento promosso dall’Associazione Oratorio Torchiati e dalla Parrocchia SS. Salvatore...

“Quando ho saputo che il conferimento di questo dottorato era stato votato all’unanimità, sono rimasto davvero sorpreso. Questa unanimità per me è la prova concreta che lo studio e la conoscenza aprono le menti e rendono davvero liberi dall’ignoranza e dai pregiudizi. In questa università ho sentito un’area di pluralità,...

Ancora una vittima sul lavoro in Campania. La seconda in poche ore nella giornata di oggi è l’ ennnesima in Irpinia. L’incidente mortale e’ avvenuto oggi in un capannone di Prata Principato Ultra. La dinamica dell’incidente e’ in corso di accertamento da parte dei militari della Compagnia dei Carabinieri di...

Cooperazione, ascolto e attenzione alle fragilità del territorio. È nel segno della collaborazione il nuovo percorso avviato tra l’International Inner Wheel Club di Avellino e l’UNICEF provinciale, protagonisti di un incontro che ha posto le basi per una serie di iniziative condivise a sostegno delle fasce più fragili della popolazione....

Ultimi articoli

Attualità

È stato sottoscritto questa mattina a Palazzo Caracciolo l’accordo con i Comuni interessati dalla Linea 2 “Il Cammino di Guglielmo…

“Sarebbe stato opportuno convocare il Consiglio prima. Se non il 13 ottobre, un altro giorno non troppo lontano”. Antonio Bellizzi…

“Per una strana coincidenza volevano fissare il prossimo consiglio comunale proprio il 13 ottobre, il giorno in cui parte la…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy