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Addio a Luigi Urciuoli, Boccieri: ha sempre fatto politica senza tradire la sua gente. Spiniello: un ambulatorio veterinario nel suo nome

“Avellino perde uno dei suoi volti più autentici”. E’ commosso l’omaggio dell’avvocato Vittorio Boccieri al medico Luigi Urciuoli, scomparso ieri “Giggino era una figura che – nelle sfumature più vere della parola – apparteneva alla nostra comunità. Non era soltanto un medico veterinario stimato, né soltanto un uomo politico appassionato: era un carattere, un modo di vivere, una presenza che lasciava il segno. Giggino aveva quel dono raro delle persone vere: non si concedeva facilmente, ma quando ti accoglieva nella sua cerchia, quando diventavi “degli amici”, allora quella parola non era un’etichetta: era un patto. Un riconoscimento. Una responsabilità.
Severo su ciò che riteneva sacro – gli animali, la dignità della politica, il rispetto per la gente – era però capace di una goliardia irresistibile, di quell’ironia ruvida che solo gli uomini schietti sanno praticare senza perdere profondità”. Boccieri si sofferma poi sulla sua esperienza politica “Della sua lunga esperienza politica si potrebbero raccontare molti capitoli, ma uno, in particolare, lo definisce con precisione chirurgica. Qualche decennio fa volle costruire una lista civica fatta di persone normali, “non politicanti”, cittadini veri che potessero rompere uno status quo ormai incancrenito nella Avellino di allora. Un noto politico del tempo lo convocò, con tono tra il paterno e l’“interessato”, proponendogli di farsi sostenere dai suoi uomini: «Scegli i migliori tra i tuoi… così ti aiutiamo». La risposta di Giggino fu una sentenza, netta come uno schiocco di frusta, e nello stesso tempo un manifesto politico e umano: «Nella mia lista “so’ tutti buoni”.» Non era una battuta. Era lui.
Credeva nelle persone, nella loro dignità, nella possibilità che chiunque potesse fare buona politica se animato da rettitudine e coraggio. Era così: ostinato nella lealtà, mai disposto a piegarsi ai giochi di palazzo, uno di quelli che della politica conservava ancora l’odore della terra, delle mani sporche di vita vera”.

Qualità che si affiancavano a quelle di medico “Chi ha avuto la fortuna di portare un animale nel suo studio conosceva bene il suo sguardo: un misto di attenzione tecnica e affetto sincero, quel modo di chinarsi su una creatura che raccontava come, per lui, la medicina veterinaria non fosse un mestiere, ma una forma di rispetto per la vita. Lo posso dire con emozione personale. Quando il mio Kaos, pastore tedesco amatissimo, fu colpito da mielitopatia degenerativa, la soluzione più immediata sembrava la più crudele: l’abbattimento. Ma Giggino guardò me e la mia famiglia, vide il legame che ci stringeva a quel cane, e capì. Scelse la via più faticosa, quella della cura, della speranza, della lotta.
Lo fece con un impegno totale, con un’umanità che andava oltre il dovere. Kaos alla fine morì. Ma non fu abbattuto. E questo, per noi, fece la differenza tra un dolore e una ferita insanabile. Giggino ci regalò il tempo, la dignità e la dolcezza dell’ultimo tratto insieme. Un gesto che vale più di mille parole”

“Lo scorso anno – spiega Boccieri – aveva deciso di rimettersi in gioco con la lista PAF – Progetto Avellino Futura, candidandosi a sindaco con la lucidità e la tenacia di chi sente ancora di avere un ruolo per la propria città. Poi, l’ictus. Una battaglia lunga, durissima, che affrontò con la dignità che solo gli uomini forti possiedono. Quando fui chiamato a sostituirlo, il peso morale più grande non fu quello della responsabilità politica, ma quello dell’eredità umana: sapevo bene chi fosse Giggino e cosa rappresentasse” Per ribadire come “Resta un vuoto che non è assenza, ma eco. Resta una storia che non si spegne: quella di un uomo che non ha mai cercato consenso, ma coscienza. Resta l’esempio di chi ha fatto politica senza tradire mai la propria gente. Resta la tenerezza di un medico che non ha mai curato un animale senza prima amarlo. Resta l’ironia che strappava un sorriso anche nei giorni storti. Resta il suo sguardo serio e buono, che continuerà a vivere nei racconti di chi lo ha conosciuto davvero. Avellino perde un professionista, un politico, un combattente. Ma soprattutto perde un uomo vero. E di uomini veri, oggi, ce ne sono pochi. Grazie, Giggino. Per ciò che hai fatto, per ciò che hai dato, per ciò che sei stato. La tua eredità non è un ricordo: è un esempio”.

Un ricordo che si affianca a quello di Sara Spiniello, esponente di 5 Stelle. “Avellino ha perso un veterinario che non conosceva la differenza tra giorno feriale o giorno festivo, tra le ore dieci del mattino e le ore ventidue di sera. “Sara che è successo?” ogni volta che lo chiamavo mi rispondeva così, mai con “Pronto!” perchè sapeva già che avevo bisogno per un qualche animale in difficoltà. E lo faceva con grande dedizione. Senza badare al compenso. Sono tanti i cittadini di Avellino che lo hanno conosciuto, che hanno aspettato pazientemente il loro turno anche per ore, dopo aver scritto il proprio nome o quello del proprio animale sul banchetto dietro alla porta del suo studio. Il suo esempio ci invita a riflettere sull’importanza di offrire servizi veterinari accessibili a tutt*, specialmente a chi, purtroppo, si trova in difficoltà economiche. Proprio per onorare la sua memoria, Avellino, penso che possa fare un qualcosa di importante: far nascere un ambulatorio veterinario sociale, dedicato agli animali di persone in difficoltà economiche. Un luogo dove offrire visite, medicazioni, curi ed esami di base, un gesto di vicinanza e di solidarietà che possa essere un ricordo vivo e che contribuisca a rendere la nostra città un esempio di attenzione e di cura anche per i più deboli, siano essi animali o persone”

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