Virgilio Iandiorio
Il giorno della festa della Madonna del Carmine, il 16 luglio scorso, a Manocalzati il muro esterno di una casa che affaccia sulla locale Piazza del Seggio è stata tappezzata di gigantografie che riproducevano luoghi significativi del paese così come erano in passato. La chiesa del Carmine si trova all’inizio dell’abitato, quasi a voler dare il benvenuto a quanti arrivano in paese.
L’iniziativa dell’esposizione delle fotografie è stata di Pino Raimondi, di famiglia originario di Manocalzati, ma che vive in provincia di Caserta. Egli è legato, per l’origine familiare e per la devozione alla Madonna del Carmine, al paese dei suoi avi. Un amore spassionato che vede Pino Raimondi, fotografo per passione, raccogliere foto e ritratti d’epoca del paese, dei luoghi caratteristici e delle chiese, in particolare di quella del Carmine a cui i sui antenati sono stati sempre affezionati.
Sul muro esterno di una casa della Piazza del Seggio sono stati attaccate delle gigantografie delle dimensioni di circa un metro quadrato: l’interno della chiesa del Carmine, la piazza J. Ciardi dove un tempo c’era la fontana con un putto in lega metallica, il viale che porta alla cappella di Sant’Antonio nella parte altra del paese, la chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista e altre.
La Piazza del Seggio ha richiamato l’attenzione di molti. Questa piazza è quasi antistante alla chiesa del Carmine, e con la sua denominazione ricorda il tempo in cui, nell’antico Regno di Napoli, venivano così chiamate le circoscrizioni, formate da possidenti e benestanti, istituite allo scopo della riscossione della tassa annuale allo Stato, evitando così motivi di contrasto su quanto dovuto dai cittadini. Le riunioni avvenivano nel “seggio”, un locale a piano terra, all’angolo di un edificio, che si affacciava sulla piazza, con aperture su due lati, quasi a indicare massima trasparenza nelle riunioni che ivi si tenevano.
Il luogo pubblico per sua naturale destinazione, come tutti i luoghi dove si raccolgono molte persone, era il centro dove fiorivano le dicerie, i pettegolezzi di ogni sorta. In paese è ancora vivo il riferimento ad una signora che abitava nei pressi del “seggio” ed era famosa per il suo pettegolare. Il suo ricordo è stato tramandato con questo distico: “Chi passa pe lo seggio e non è criticato/ Margarita e Ciubbetta o è morta o l’hanno arrestata”. Che sia veramente esistita nella prima metà del secolo scorso la signora Margherita tutti lo dicevano, che il suo cognome sia, più o meno, una deformazione onomastica è difficile stabilire.
Bene ha fatto Pino Raimondi a mettere davanti ai nostri occhi le immagini del passato, perché esse richiamano e risvegliano ricordi sopiti e ci fanno rivivere momenti di vita paesana. Peccato che l’esposizione sia durata lo spazio di una giornata.



