“Connessione”: con questa parola, utilizzata dall’assessore regionale Vincenzo Cuomo nel corso dell’incontro che si è tenuto qualche giorno fa a Grottaminarda, presso la sala “Sandro Pertini ” di palazzo Portoghesi, si potrebbe riassumere il convegno dal titolo ‘Verso il Masterplan della Valle dell’Ufita’. Presenti in sala cittadini, tecnici, docenti universitari. La politica era rappresentata da consiglieri regionali, degli amministratori comunali della cittadina ufitana e dai sindaci dei 28 comuni irpini delle aree ‘target’ e ‘buffer’ facenti parti di quello strumento urbanistico. Affrontati anche altri aspetti paralleli. Ma quello decisivo, è emerso, è quello della rete. Come ha ribadito Cuomo.
Il Masterplan è uno strumento strategico di grande interesse, e di grande agilità, che va pensato studiando le esigenze del territorio. “Perché sono i cittadini e le comunità al centro di tutto”. Se si vuole riuscire a mettere in piedi questo ambizioso progetto, bisogna inseguire un sogno ma anche lavorare sodo. “Siamo qui per dire: facciamo squadra. La Regione sarà vicina ai Comuni e alle Comunità per far sì che questo sviluppo del territorio non sia un elenco di interventi programmati ma che sia un strategia in cui gli investimenti camminino di pari passo con i servizi alle persone”.
All’incontro, ha fatto da padrone di casa il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera, nel suo ruolo di responsabile del Coordinamento Tecnico del Masterplan Valle Ufita. Presenti anche i consiglieri regionali Vincenzo Alaia e Maurizio Petracca.
Il primo ha ricordato, come hanno fatti tutti nei loro interventi, come “il Masterplan sia stata una grande intuizione da parte dell’ex assessore regionale Discepolo. I sindaci sono pronti ad accettare la sfida del Masterplan, così come la politica deve essere pronta a dare risposte incidendo sul risultato a favore delle aree interne”.
Petracca ha, invece, sottolineato “la necessità di accelerare il processo”. Dovranno essere bravi i primi cittadini, l’università, che “insieme dovranno fare sintesi e velocizzare la fase progettuale, visto che la Regione ha fatto la sua parte per avviare il Masterplan con grande disponibilità del Governo De Luca, dell’assessore Discepolo e oggi dell’assessore Cuomo”.

Poi il sindaco di Ariano Irpino, Enrico Franza, referente politico del Masterplan di Valle Ufita, si è detto convinto che “bisogna fare un passo in avanti affinché si possano pianificare con un capitolo di spesa i progetti rimasti, finora, ‘in mente Dei’. Lo sviluppo di quest’area è giunto alla fase conclusiva. Non si può aspettare oltre”.
Dicevamo che c’è una parola che, più delle altre, per Vincenzo Cuomo, serve a scattare la fotografia di quella che dovrà essere, in qualche modo, la ripartenza del Masterplan in Valle Ufita. Ed è “connessione”: un lavoro, cioè, di comune intesa tra tutto il territorio. “Dipende dalla volontà dei Comuni, la Regione Campania vuole partire fortemente sulla piattaforma e sulla pianificazione di carattere urbanistico che riguarda prioritariamente le aree interne”. Intanto l’assessore regionale sottolinea che palazzo Santa Lucia vuole “rimarcare un atto di volontà politica. E a volere un nuovo inizio, a continuare cioè a lavorare per far modo che questa valle, questo Masterplan, abbia non solo una prospettiva di sviluppo ma soprattutto concrete modalità di attuazione”. Una delibera della precedente giunta De Luca era stata già approvata, una serie di impegni assunti con la comunità della Valle dell’Ufita.
Ma doveva essere integrata con programmi di finanziamento. E la presenza di Cuomo a Grottaminarda sembra aver rassicurato i tanti sindaci del comprensorio presenti. Quindi il Masterplan dovrà essere un tassello importante, e forse anche definitivo, per lo sviluppo di questa parte della provincia di Avellino. “Nelle prospettive di sviluppo – risponde Cuomo – non c’è mai nulla di definitivo. Il Masterplan è uno strumento attraverso il quale possiamo progettare interventi di pianificazione urbana ma anche, e soprattutto, strategie di sviluppo in quest’area, per questo insieme di comunità e di Comuni, tra l’altro attrattivi dal punto di vista della bellezza”. Cosa che riguarda, ovviamente, anche quelli dell’area “buffer”, le aree adiacenti, perché il futuro è anche loro. “Quindi si immagina di poter lavorare con la strategia dei finanziamenti europei ribadisce Cuomo -, fondi comunitari tecnicamente definiti a pettine”.
Si potrà intervenire, cioè su diverse misure e assi e per questo, ricorda l’assessore di palazzo Santa Lucia, “è un work in progress, certamente importante per definire una strategia di sviluppo e valorizzazione di una intera area per creare omogeneità territoriale e riammagliare il territorio e le aree interne con una sola parola: connessione. Una idea che, in qualche modo, possa creare quelle condizioni ma anche strategie di copianificazione urbanistica che riguarda le scelte dei Comuni e una fase di collaborazione con la Regione Campania nell’ambito di un territorio più vasto”.
In questo momento, allora, che partita gioca palazzo Santa Lucia e che ruolo ha? “Giochiamo una partita di affiancamento allo sviluppo delle comunità locali – così Vincenzo Cuomo -. La pianificazione urbanistica di carattere territoriale, quindi, è uno dei compiti prevalenti e principali che svolge la Regione che, in qussto caso, deve essere un ente sempre meno di gestione e invece più di pianificazione. La fase di collaborazione con i Comuni è particolarmente importante anche perché non solo dobbiamo definire, con loro, strategie di sviluppo e, quindi, documenti di orientamento strategici e piani di valorizzazione, scelte demandate agli enti locali. Ma dobbiamo affiancare nelle scelte operative che riguardano le cinque province della Campania”. Circa sei milioni di abitanti, cioè, che insieme “si devono sentire coprotagonisti di una idea di sviluppo che riguarda l’intera regione. Tenendo conto anche delle differenze. Perché non tutte le aree sono uguali. Se si pensa che, in 92 Comuni, vivono tre milioni di persone e negli altri 450 di milioni ne vivono due, ci rendiamo conto subito della differenza orografica e demografica della nostra regione. Perciò dobbiamo lavorare tutti, tenendo presenti le specificità del territorio”.
Le radici da cui si proviene è difficile dimenticarle. E quando parli di quei luoghi che ti hanno vista crescere lo fai con passione e, tanta, speranza. E’ quello che è capitato, nel convegno sul Masterplan in Valle Ufita a Grottaminarda, ad Adele Picone, originaria della cittadina ufitana, docente di composizione architettonica e urbana presso l’Università “Federico II” di Napoli, impegnata come responsabile del progetto “Cura”. L’ateneo partenopeo ha un ruolo di coordinamento di tutte le altre sette università campane per la stesura del P.I.V., il programma integrato di valorizzazione, per costruire il progetto di co-design. “E lavorare insieme alle comunità. Il progetto è questo che prevede ed è quello che stiamo facendo”. Per dare una visione futura a questo territorio, una responsabilità importante e prestigiosa allo stesso tempo. Perché, dice ancora Picone, “spero di rivedere una valle Ufita che sia molto abitabile”.
Un sogno per la docente della “Federico II”, è anche un’idea: quella, cioè, di una valle “con servizi efficienti e, soprattutto, un sistema di welfare e sanitario. Che cammini di pari passo con il Masterplan. Un territorio, insomma, su cui si viva bene – sottolinea Picone -“. Se accade questo, e bisogna lavorare per realizzarlo, e non farlo rimanere appunto un sogno, “sarà un territorio abitato e valorizzato”. Senza mettere da parte “la formazione, il cui asset è necessario per ospitare infrastrutture formative importanti”. Una grande opportunità, quindi, e aspirazione per un territorio che comunque, soffre limiti e emergenze.
“Cominciamo a prenderci cura delle nostre risorse naturali e facciamole diventare non un problema ma una opportunità – spiega -. Insieme al paesaggio agrario, al tessuto imprenditoriale, a tutte le potenzialità di sviluppo e un sistema energetico di natura avanzata. Così avremo fatto grandi passi in avanti”.
Il timing va dallo scorso novembre a quello prossimo.
“Lo rispetteremo. Questo è il mio augurio – ha detto l’assessore regionale al Governo del Territorio e Patrimonio, Vincenzo Cuomo, a chiusura del convegno -“. Il video wall alle sue spalle scandiva i tempi e faceva da monito. È il cronoprogramma dei progetti e dei lavori di questo importante strumento urbanistico che segnerà lo sviluppo di questa parte della provincia di Avellino. Un anno di tempo, anzi meno. Così suddiviso: tra marzo ed aprile ci saranno i tavoli partecipativi come quelli, appunto, di Grottaminarda ed Ariano che si sono svolti a poche ore uno dall’altro. Quindi si passerà ai quadri conoscitivi orientati nei mesi tra maggio e giugno. Quindi, da luglio a settembre, saranno delineati i lineamenti strategici prima della conclusione dell’iter. Quella dei progetti strategici previsti a novembre 2026. “Oltre alla connessione tra i Comuni di cui parlava Cuomo – dice il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera – io affiancherei proprio il timing dettato e garantito dalle Università. Una tabella di marcia alla quale fare riferimento”.
A questo, poi, il primo cittadino ufitano aggiunge i sindaci “che hanno capito che l’unione fa la forza” e “la determinazione del nuovo assessore regionale al Governo del Territorio e Patrimonio. Senza dimenticare il precedente, Discepolo, il quale aveva rivoluzionato e ammodernato la visione strategica di sviluppo”. Non è tempo di fermarsi, pare di capire. Anche perché il tempo è quasi scaduto. “Superiamo le difficoltà e marciano uniti – esorta ancora Spera -“. Una spina nel fianco è costituita dai lavori ad intermittenza della Lioni-Contursi-Grottaminarda, giunta a venti chilometri dalla conclusione. L’ultimo tratto della “strada del due mari” è quello tra S.Angelo dei Lombardi e Grottaminarda. È fermo il cantiere della galleria “S.Filippo”, a Gesualdo, i cui 13 lavoratori, tra operai ed impiegati, saranno in cassa integrazione dal nove marzo.
“Un problema scottante e annoso – afferma il primo cittadino – incluso nel Master Plan, che coinvolge tutti: cittadini, amministratori, imprenditori, commercianti, sindacatie istituzioni varie”. Per questo ha convocato, per martedì prossimo 10 marzo, alle 10.30, presso palazzo Portoghesi, una riunione plenaria per affrontare insieme questo argomento. “Faremo il punto della situazione – conclude Marcantonio Spera – per fare squadra e aiutarsi. Per poi ritornare a palazzo Santa Lucia, dal vicepresidente della Regione Campania, Casillo, che vorrà e saprà tutelare noi ed il territorio irpino”.



