– di Aldo D’Andrea* –
Tra dubbi e incertezze, nelle ristrettezze della Storia, per citare Machiavelli, l’ancora di salvataggio resta nel difendere i supremi principi della pace, della solidarietà, della libertà, sanciti in Costituzione.
La nostra Carta Costituzionale è nata per combattere la “bestia che è in noi”, per citare Sartre, e per opporsi alla cupidigia e alle smodatezze di bramosie di uomini di governo, da controllare con l’autonomia dei poteri, in equilibrio tra loro.
Essa non è mera elencazione di articoli, ma è “sentimento” comune che avvolge ogni cittadino rassicurandolo che esistono garanzie incancellabili di diritti, di democrazia e di libertà.
L’ultimo tentativo di manomettere la Carta è miseramente fallito, drasticamente bocciato con un risultato referendario senza ombre.
Eppure, di fatto, la nostra Costituzione non è sentita e applicata da chi di dovere e per come si impone a tutti.
E’ scritto che l’Italia ripudia la guerra, ma, oggi, appare davvero così nella realtà? O stiamo già vivendo in una economia di guerra, non dichiarata, con tariffe e accise che impoveriscono?
Berlinguer sosteneva che “se si vuole la pace, bisogna preparare la pace”, per cui le risorse destinate agli armamenti sono di contrasto a quanto detto, con la sciagura di uno ipotetico conflitto contro una potenza nucleare. Dopo la guerra nota come “dei cent’anni” questa sarebbe dei 30 minuti, il tempo di arrendersi e rifugiarci nelle caverne, per difesa dalle radiazioni nucleari. Allora, a che servirebbe spendere per carri armati, aerei, cannoni etc etc? O è forse meglio chiedersi per chi serve spendere?
E’ scritto nella nostra Carta che i cittadini devono godere di pari dignità e diritti di fronte alla Legge; è oggi davvero così?
E’ scritto che l’educazione scolastica è diritto di tutti, senza distinzioni di sesso, religione, colore della pelle e altro, e allora perché si concepisce un decreto legge, addirittura(sic!), che limita gli accessi ai bambini figli di immigrati, negando loro l’inclusione in Società? La Carta Costituzionale esclude la formazione dei ghetti.
E’ scritto che il lavoro è un diritto che punta all’affermazione della dignità della persona, non a moderne forme di schiavismo, con paghe da 3 euro l’ora.
Nel non aver fatto luce su stragi e omicidi che hanno condizionato la salute della Repubblica, attraverso depistaggi e devianze di apparati dello Stato, non vi è colpevole omissione rispetto alle norme costituzionali?
E il tentativo di rimozione di valenti Magistrati, oggi deputati del parlamento, dalla Commissione stragi, da parte di altri membri del Parlamento, non puzza di oscurità?
Deprivare e impoverire servizi essenziali, Sanità, Scuola, Trasporti, contrasta fermamente con quanto è nella carta Costituzionale. Come pure, l’aver svenduto a privati asset strategici, quali Energia, Telefoni dovrebbe forse essere in linea con la difesa del Bene Pubblico? Mistificazioni e speculazioni. Il tentativo di svendere anche l’acqua ai privati, non è mistero e non sarò facile impedirlo.
Finanche le “autostrade” sono finite nelle mani di un privato monopolista, e i danni nella manutenzione e nelle alte tariffe alte sono ben noti ai cittadini automobilisti, vessati e beffati.
E della “sovranità popolare” si può dire che è sottratta al popolo e affidata a forze militari ed economiche estranee al Paese? Perché, a 80 anni e più dalla fine della guerra fascista, l’Italia è costretta a subire la presenza sul suo territorio di arsenali atomici, tra altro fuori dal nostro controllo?
Di più: di recente, il Governo, in una delle sue esplosioni di “genio a perdere”, si è inventata l’equiparazione tra “antisemitismo e antisionismo”. Ipocrita mistificazione motivata da spinte sioniste tutt’ora scorazzanti indebitamente sul nostro suolo, difese per motivi non trasparenti, non certo avversate per i crimini che giornalmente avvengono nella sfortunata terra di Palestina.
Anna Frank è stata nuovamente uccisa e giace con i bambini assassinati a Gaza. Bello vedere che 77 Paesi hanno abbandonato l’aula dell’Assemblea dell’ONU all’ingresso del premier israeliano; non bello vedere che l’Italia non fosse tra i 77 Paesi.
E della riproposizione del disegno della autonomia differenziata cui questo Governo è attaccato come polipo alla roccia, vi è traccia in Costituzione, che parla di Italia unita con cittadini che devono godere parità di diritti? In forza di cupidigie animalesche di “spensierati” esponenti del genere umano viene reiteratamente proposto che il Meridione mantenga il suo ruolo di colonia interna che gli fu assegnato proditoriamente fin dal 1861. Quegli “spensierati” cioè “i senza pensiero”, non sono nelle condizioni di cogliere, tapini, che senza le menti e i beni del Sud, l’Italia continuerà nel declino culturale, economico, sociale. E’ che gli elmi celtici, quelli con le due corna, non danno protezione e ristoro al cervello.
A proposito di ristoro cerebrale, non sia dimenticato che il Covid si è sparso in Italia a cominciare proprio “dalle zone celtiche” e, non “viaggiando in treno”, è arrivato celermente in altre regioni d’Italia.
Giurare sulla Costituzione contrasta l’accarezzare busti di criminali che hanno raso al suolo il Paese, riempito cimiteri e allagato, con il pianto di donne e bambini, città intere.
Continuare ad ascoltare filastrocche surreali al fine di sovvertire crude realtà di sofferenza, di privazioni, con salari e pensioni decimati nel corso degli anni, con accise su carburanti che danno conseguenze sul costo degli alimenti, pane e latte, è stucchevole, antipatico, offensivo.
C’è “qualcosa di marcio in Danimarca” da Shakespeare a Totò, dalla tragedia alla farsa, dall’Europa di Ventotene, della pace e della Unità dei popoli, alla insana stupidità della burocrazia e delle lobby speculative; gli USA ci dettano la linea, che è quella del disunirsi, del comprare da loro armi e carburanti, del sostenere le loro finanze. A danno dei cittadini italiani e europei, ovviamente, incapaci di mostrare schiena dritta.
Mattei e Moro non morirono di vecchiaia, a causa della postura. Altri tempi, altra gente, “della stessa sostanza dei sogni”.
L’Italia oggi vive la crisi strutturale, politica, etica, economica più grave di sempre.
Si è svenduto tutto nel corso di decenni: l’industria dei piccoli e geniali imprenditori è sparita, la grande industria è nel portafoglio di capitali non italiani, la delocalizzazione industriale è ricorso abusato. “Nomina sunt conseguentia rerum”: noi li abbiamo “eletti”, pure in modo strambo, sconveniente, attraverso leggi elettorali che lor signori cambiano purché tutto resti immutato per il cittadino.
Difenderci da arroganze e prepotenze è imporre il rispetto della nostra Carta Costituzionale. E’ un dovere civico.
* riferimento di Unità Popolare

