Il sit in è cominciato stamattina alle dieci, davanti alla Prefettura di Avellino, dove le tute blu della Menarini di valle Ufita, insieme ai sindacati, hanno manifestato il proprio dissenso, che è forte, su quanto sta accadendo all’unico stabilimento italiano che costruisce autobus per il trasporto pubblico locale. Lo slogan della giornata, infatti, urlato dagli operai metalmeccanici è: “Il tempo è scaduto”.
La crisi della fabbrica è diventata oltremodo preoccupante. Per via delle commesse che non ci sono, dei lavoratori in cassa integrazione e del mancato arrivo, come era stato promesso dai Civitillo, proprietari al 98 per cento della nuova Menarini spa, di un partner internazionale industriale che, nelle intenzioni, doveva essere cinese. Chiesto, nell’incontro con il prefetto Rossana Riflesso, anche l’intervento della Regione e di un nuovo appuntamento al Mimit. Quindi è stato chiesto di sollecitarlo “perché la situazione è drammatica”. Il governo dovrà interessarsi della vicenda Menarini, compreso ovviamente lo stabilimento gemello di Bologna. Perché non è stato rispettato, dicono sindacati, lavoratori e rsu della Menarini di valle Ufita, l’accordo per quanto riguardava l’ingresso di una partnership dagli occhi a mandorla.
Lo ribadisce il segretario provinciale della Fiom, Giuseppe Morsa. ” Per la questione Menarini il tempo è scaduto.
Oggi, con il sit-in, abbiamo ribadito con forza che non c’è più spazio per rinvii né per silenzi. La situazione è chiara e le risposte non possono più aspettare.
Chiediamo la convocazione immediata del tavolo presso il MIMIT – continua Morsa -, perché è lì che devono arrivare decisioni concrete e responsabilità precise.
Allo stesso tempo, la Regione Campania e tutto il territorio devono fare la propria parte: istituzioni, realtà sociali e produttive non possono restare a guardare.
È il momento di agire insieme, con determinazione.
La mobilitazione continua”.


