Aveva sempre saputo intrecciare riflessione teorica e impegno civile. Docente all’Università Orientale di cui è stato anche rettore, studioso del pensiero politico, dall’idealismo di Hegel al presente, il filosofo Biagio De Giovanni, scomparso all’età di 95 anni, ha svolto un ruolo di primo piano nel dibattito politico. Militante del Pci, era espressione dell’anima riformista della Sinistra. Una sinistra che difendeva la tradizione democratica e che De Govanni aveva portato in Europa, diventando eurodeputato.
Socio dell’Accademia dei Lincei, fra le sue ultime pubblicazioni da ricordare «Sul partito democratico. Opinioni a confronto, con Massimo Cacciari e Giuseppe Galasso» del 2007, «A destra tutta. Dove si è persa la sinistra?» del 2009, «Kelsen e Schmitt. Oltre il Novecento», «Marx filosofo», «Libertà e vitalità. Benedetto Croce e la crisi coscienza europea», tutte del 2018 e infine «Figure di apocalisse. La potenza del negativo nella storia d’Europa» del 2022 e «Giordano Bruno, Giambattista Vico e la filosofia meridionale» .
A rendergli omaggio il sindaco di Montoro Salvatore Carratu‘: “L’Amministrazione Comunale di Montoro esprime profondo cordoglio per la scomparsa, all’età di 95 anni, di Biagio De Giovanni, illustre filosofo, accademico ed ex parlamentare. Protagonista di primo piano della vita culturale e politica italiana del secondo Novecento, la sua perdita lascia un vuoto incolmabile nel mondo delle istituzioni e dell’università. Il professor De Giovanni era profondamente legato alla nostra Città, e in particolar modo alla frazione di Aterrana. Un legame prezioso, culminato nel gennaio del 2023 con un gesto di straordinaria generosità: la donazione del suo intero patrimonio librario personale – oltre mille volumi – alla biblioteca “Galiani – Ricciardelli”, gestita dalla Pro Loco di Montoro. In questo momento di lutto, l’intera comunità di Montoro si stringe con affetto e riconoscenza attorno alla famiglia, ricordando l’inestimabile contributo culturale e umano che ci ha lasciato”.
“Di origini irpine (la sua famiglia era di Montoro), – scrive il professore Luigi Anzalone – Biagio De Giovanni nei 95 anni della sua vita ha saputo essere molte cose belle e “scintillanti di spirito”, con cui ha espresso la sua potente e nobile personalita cultural- filosofica ed etico-politica di comunista e di intellettuale: docente universitario di Filosofia delle dottrine politiche e di Filosofia del diritto e rettore dell’Università degli Studi “L’Orientale”, parlamentare europeo, dirigente nazionale del PCI e del PDS e dei DS, meridionalista di spicco, De Giovanni ha lasciato dovunque l’impronta di un pensiero di alto e originale respiro concettuale, sostenuto da incisivo senso pratico. Non esagero se dico che la sua grandezza ne fa uno dei maggiori pensatori del Novecento europeo e un erede della grande Filosofia meridionale da Bruno e Campanella a Vico, Croce e Gentile. Per me è stato un grande onore godere della sua “amista e conversazione” durata una vita e resa indimenticabile dalla comune battaglia che portò al grande suffragio che l’Irpinia gli diede nelle elezioni per il parlamento europeo del 1994, quando ero segretario provinciale del PCI -PDS.
Non è questa la sede per parlare della sua filosofia e delle sue fasi, in cui spiccano lo storicismo di stampo marx-hegeliano, la riflessione critica sulla fine del comunismo reale e il suo europeismo, caratterizzato da profondo umanismo. Il suo amore per NAPOLI e per il SUD lo rese amico e sodale di Antonio Bassolino sindaco di Napoli e presidente della Regione, oltre che componente della segreteria del PCI. In questa sede mi preme sottolineare che DE GIOVANNI vede in Marx il vero e unico continuatore della filosofia di Hegel e del suo storicismo dialetti o. Esso consiste nel porre al centro della speculazione sull’uomo la “potenza del negativo”, teorizzato da Hegel e trasformato da Marx in strumento di analisi del reale e di capovolgimento della sua astrattezza metafisica e reificata, che caratterizza la dialettica iniqua delle classi sociali e il loro tratto oppressivo nel tempo del dominio della borghesia volgente al tramonto”.
“Con Biagio De Giovanni perdiamo un intellettuale di straordinario rigore, che ha unito pensiero filosofico e impegno politico. La sua attività accademica e istituzionale testimonia una dedizione costante alla costruzione di una cultura democratica fondata sulla connessione tra sapere e responsabilità pubblica.
De Giovanni ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di studiosi e cittadini. I suoi insegnamenti continueranno a orientare quanti credono nell’importanza della conoscenza e della partecipazione come strumenti fondamentali del vivere democratico. Alla famiglia, agli allievi e a tutta la comunità accademica e istituzionale giungano le più sentite condoglianze da parte mia e della Giunta regionale della Campania”, così il presidente della Regione Campania Roberto Fico.
Commosso il sindaco di Napoli Massimiliano Manfredi: “Oggi il mio cuore è colmo di tristezza. Piango la scomparsa di Biagio De Giovanni, un uomo straordinario che ho avuto l’onore di chiamare amico e con il quale ho condiviso momenti che resteranno impressi nella mia memoria personale e civile. A nome mio e di tutto il Consiglio Regionale della Campania, esprimo il più profondo cordoglio per la perdita di un figlio illustre della nostra terra. Napoli e l’intera nazione perdono oggi un punto di riferimento, un accademico e un politico di rara levatura. Un’eredità culturale immensa. Anche se il tempo lo aveva costretto ad un ritiro dalla scena pubblica, la sua vivacità intellettuale non è mai venuta meno. Biagio è stato rettore dell’Orientale, guidando l’ateneo con visione e prestigio, una firma storica de “Il Mattino”, attraverso cui ha decodificato per decenni la nostra realtà e un fine studioso, capace di analizzare come pochi il pensiero filosofico, la storia delle dottrine politiche e l’eredità di Benedetto Croce. Le sue riflessioni sul concetto di società civile e sull’Europa restano oggi bussole fondamentali per chiunque voglia cimentarsi con l’arte della politica e del pensiero critico. Caro Biagio, ci mancherà la tua profondità, la tua capacità di guardare oltre l’orizzonte e quella lucidità con cui sapevi leggere l’anima di Napoli e del mondo. Buon viaggio, Professore”.
Un cordoglio che non conosce distinzioni di ideologia o schieramento. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ricorda così l’intellettuale scomparso: “Studioso rigoroso e raffinato interprete della contemporaneità, ha saputo coniugare la riflessione filosofica con una costante attenzione ai mutamenti della società e delle istituzioni democratiche”. Il governatore campano Roberto Fico ne sottolinea “la dedizione costante alla costruzione di una cultura democratica fondata sulla connessione tra sapere e responsabilità pubblica”. L’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ricorda di averlo “apprezzato e citato più volte per i suoi studi su Giovanni Gentile e per il profondo radicamento nella cultura europea”. Per l’arcivescovo di Napoli, cardinale Mimmo Battaglia, “Biagio De Giovanni ha attraversato il Novecento – e il nuovo secolo – con la libertà rara di chi non smette di interrogarsi, di chi ha fatto della domanda filosofica non un esercizio accademico, ma una forma di responsabilità verso gli uomini e verso la storia”.
“A nome della Lega Campania esprimo profondo cordoglio per la scomparsa del filosofo Biagio De Giovanni, personalità di assoluto rilievo che ha saputo coniugare l’impegno intellettuale con quello civile e politico. Per Napoli e per l’Italia è una grande perdita”, dichiara il coordinatore della Lega Campania Gianpiero Zinzi.
“È stato – prosegue – punto di riferimento e maestro per intere generazioni di studenti e, al contempo, ha ricoperto un ruolo attivo nella vita pubblica, venendo eletto al Parlamento europeo per due legislature. Da intellettuale serio e rigoroso, non ha mai rinunciato a uno sguardo critico, anche nei confronti della sua stessa parte politica. La sua lettura lucida della contemporaneità è stata seguita sempre con rispetto e attenzione, pur nella diversità delle nostre posizioni. Ai familiari e ai suoi cari giungano le nostre più sentite condoglianze”, conclude Zinzi.
Francesco Emilio Borrelli parla di una “Figura storica della grande filosofia e riferimento costante nel mondo della politica con la P maiuscola”.
A ricordarlo Roberto Montefusco di Sinistra Italiana: “Di Biagio De Giovanni ho due ricordi. Il primo è quello di una lezione straordinaria a cui ebbi la fortuna di partecipare. Eravamo in pochi, meno di dieci, in un’ auletta de “L’ Orientale”. E ci parlò per un’ora del carteggio di Gramsci del 1926 rivolto ai dirigenti sovietici, quello del celebre: “Voi state distruggendo l’ opera vostra”: uno dei momenti più drammatici della storia del comunismo europeo, in cui si stava avviando lo scontro durissimo tra Stalin e Trotzky il cui epilogo è noto alla Storia. Ricordo ancora la densità, la potenza del suo racconto, e l’ amore per il suo lavoro. Nonostante una platea di pochi studenti.
E poi l’ esame svolto con lui, con l’ imbarazzo di trovarmi di fronte a un gigante, che come spesso succede a personalità di questo tipo, non si atteggiava a tale. Non ho sempre condiviso le sue idee. Ma se ne va un intellettuale straordinario, un grandissimo docente e un uomo perbene.
Le sia lieve la terra, professor Biagio De Giovanni”.



