“È un piccolo prezzo da pagare al progresso. Però….”. Così il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera, risponde ad una domanda sulla mini centrale idroelettrica sul fiume Ufita, nel programma di Edy De Michele “Apriti cielo” a radio Crt. Come affronta, da consigliere provinciale, la questione ambientale e cosa fa, in merito a quello che è definito uno scempio, l’ente di palazzo Caracciolo? Spera sottolinea che, la questione ambientale, dovrebbe essere “un cavallo di battaglia di questa amministrazione regionale. Il presidente Fico, in campagna elettorale, ha fissato l’attenzione alla sanità e, appunto, all’ambiente. Perché questo è fondamentale”. La valle Ufita è “il crocevia dello sviluppo – dice il sindaco – e la tematica forse più importante nello sviluppo del Masterplan ( Spera è il responsabile tecnico del progetto) è proprio quella ambientale. Abbiamo detto che una delle azioni più importanti da fare è quella che riguarda l’acqua e quindi il fiume Ufita”.
Per la salvaguardia di quest’ultimo è stato sottoscritto un accordo, due anni fa, dal Comune di Grottaminarda ed il Consorzio di bonifica dell’Ufita. E nonostante i “tantissimi problemi ne facciamo uno dei cavalli di battaglia della regione Campania”. Sarebbe interessante sapere quali sono queste difficoltà ma ” dobbiamo essere attenti a queste tematiche – aggiunge Spera – perché in quel crocevia di condizioni virtuose per lo sviluppo c’è la salvaguardia dell’ambiente”. Il sindaco grottese ricorda anche le peculiarità di questo territorio: “L’enogastronomia, i nostri bei paesaggi, la storia che ci accompagna”. Quella della mini centrale idroelettrica “è una scommessa. Per fare energia pulita. Vedremo se e come funzionerà, quali saranno tutte le altre manovre limitrofe di salvaguardia. Sia a monte che a valle, se davvero produrrà quello per cui è stata costruita”.
E poi sfodera ricordi da “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway. “Sono un vecchio, nostalgico, pescatore e su quelle sponde ho passato parte della mia gioventù. Per questo sono rimasto attonito e preoccupato per quello che si stava facendo. Però un piccolo prezzo da pagare al progresso ci deve essere”. Questa struttura, che funzionerà soltanto nei mesi invernali, soltanto tre o quattro mesi, e dovrà servire alle aziende che arriveranno, per dare energia a chi ne avrà bisogno “ha comunque modificato il paesaggio, bello e bucolico, che a noi stava a cuore. Però magari ci consentirà di salvare il resto. Per questo voglio sperare che si vada nella giusta direzione. Dobbiamo essere fiduciosi”



