Mirabella Eclano – Un’altra pagina del capitolo del libro che riguarda il gigante di paglia si è scritta, questa mattina, in Prefettura, ad Avellino. La dottoressa Franca Fico, da poco insediatasi, ha infatti incontrato il sindaco della cittadina della media valle del Calore, Giancarlo Ruggiero, che le ha presentato l’ultimo dossier sulla sicurezza richiesta perché il Carro possa essere tirato il prossimo 19 settembre. Oltre a Ruggiero, presenti anche Giotto Faugno, il direttore artistico della manifestazione, in falegnami che stanno lavorando per “rimettere in sesto” il Carro e i cinque tecnici. A Mirabella, intanto c’è fermento.
La questione della sicurezza, forse trascurata per anni, dopo le ultime dichiarazioni di Giotto Faugno diventa ancora più importante. La comunità della cittadina della media valle del Calore, intanto, è ancora in attesa di buone notizie. Che arrivano dalla riunione di questa mattina. Conclusasi, presso il Comitato ordine e sicurezza pubblica, positivamente. Via libera, quindi, alla Tirata. Al termine dice Ruggiero: “La sicurezza prima di tutto. Domani mattina è previsto un altro incontro per verificare insieme la stabilità della struttura. Quindi per dare il via libera”. Ancora un confronto tra Comune, Faugno, falegnami e tecnici e, in seguito, si discuterà degli aspetti giuridici e organizzativi necessari per procedere alle fasi di montaggio e smontaggio. Insomma, tra due o tre giorni potremmo avere il tanto desiderato annuncio definitivo. In Prefettura, questa mattina, anche Giotto Faugno, che è lo storico restauratore e artigiano che, quel gigante di paglia, lo tira. Dall’alto della sua esperienza familiare, da 103 anni. Le dimissioni da direttore artistico sono dovute al fatto che “i problemi erano già esistenti. Ma il nostro obiettivo è quello di non fermare la tirata. Anche se, con i tempi, siamo in ritardo”. Giotto sottolinea il fattore “programmazione”. E fa due esempi: ” Il Carro è come un bambino al quale bisogna dar da mangiare perché cresca. O una piantina che deve essere innaffiato per poi vedere i frutti”. È possibile, perciò, che dopo il 19 settembre prossimo si possa far chiarezza sul ruolo che, all’interno della manifestazione, hanno tutti. E soprattutto sul loro contributo. E Giotto insiste sull’ organizzazione. “In modo che si possa andare avanti senza incontrare criticità. Nel rispetto dei ruoli. Con la Fondazione, ci potrebbe essere un’altra associazione che si occupa di montaggio e smontaggio dell’obelisco di paglia, un’altra per la realizzazione dei pannelli”. Per l’ex direttore artistico, tornato ad interessarsi del Carro a titolo gratuito, non bisognerà agire più “di volta in volta”. Nel primo anno della Fondazione sono stati recuperati 70mila euro. E, aggiunge, altri fondi sono stati richiesti, regionali ed europei. “Ma se ci sono interesse e amore per il Carro, i soldi ci saranno sempre”.



