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Strage del bus ad Acqualonga, iniziato il processo in Cassazione: «La sentenza di appello è contraddittoria, il processo torni in Appello»

E’ iniziato questa mattina presso la Suprema Corte di Cassazione, il processo di terzo grado per la Strage d Acqualonga,  avvenuta sull’A16, nel comune di Monteforte Irpino, nel luglio 2013. Davanti ai ai  giudici della IV sezione  ha preso inizio la discussione dei ricorsi, presentati dal collegio difensivo per 13 imputati  contro la sentenza di secondo grado, emessa il 28 settembre del 2023 dai giudici della Seconda Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli.

>Durante l’udienza  la Procura Generale della Cassazione ha chiesto l’annullamento con rinvio alla Corte d’Appello nei confronti di Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Aspi, chiedendone al contempo l’assoluzione dall’accusa di disastro colposo “perché il fatto non sussiste”. La stessa richiesta riguarda anche altri dirigenti e componenti della Direzione di Tronco. L’istanza è stata avanzata dal sostituto procuratore generale Sabrina Passafiume durante la requisitoria tenutasi davanti alla Quarta Sezione Penale della Suprema Corte.

Per l’ex Ad , Fornaci e » e sarebbe carente della «rinnovazione delle prove dichiarative decisive e in violazione dell’obbligo di motivazione rafforzata».

Nel corso della requisitoria il  Procuratore ha sollecitato la conferma della pena Gennaro Lametta e la condanna per l’allora dipendente della motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola>. La sentenza è attesa per l’11 aprile.

Al vaglio dei supremi giudici si è arrivati dopo che la Corte di Appello di Napoli, nel settembre del 2023, ha inflitto sei anni CastellucciGiovanni Castellucci, l’ex amministratore delegato di Autostrade e Atlantia, fu  condannato a sei anni dopo essere stato assolto in primo grado. Anche gli altri dirigenti di Aspi, Mollo, Fornaci e Perna furono inflitte condanne di sei anni. Tuttavia, le condanne per Spadavecchia e Berti sono state ridotte a 5 anni, mentre>Marrone, De Franceschi e Gerardi furono condannati a 3 anni ciascuno. Furono  confermate le condanne per Lametta e Ceriola.

Nella sentenza di primo grado, pronunciata nel gennaio 2019 dal giudice monocratico del Tribunale di Avellino Luigi Buono, Gennaro Lametta, il titolare dell’azienda del  bus, fu condannato a 12 anni di carcere, in linea con la richiesta dell’accusa.  Ad Antonietta Ceriola, dipendente della Motorizzazione civile di Napoli, fu inflitta invece una condanna a otto anni.  I dirigenti di Autostrade, Gianluca De Franceschi e Nicola Spadavecchia, furono condannati a sei anni. Paolo Berti e Gianni Marrone, rispettivamente il direttore di tronco di Autostrade e un dipendente della concessionaria, furono condannati a 5 anni e 6 mesi. Inoltre, due dipendenti di Aspi, Michele Renzi e Bruno Gerardi, furono condannati a 5 anni. Al contrario, Giovanni Castellucci, il direttore generale di Autostrade, Riccardo Mollo e i dipendenti Michele Maietta, Massimo Fornaci, Marco Perna e Antonio Sorrentino furono assolti.

Il processo è stato rinviato al 4 aprile quando discuteranno gli avvocati impegnati nelle difese degli imputati accusati della strage Acqualonga, nella quale persero la vita 40 persone mentre viaggiavano sul bus guidato da Ciro Lametta lungo l’A16 nel luglio del 2013. La sentenza dei giudici della Corte di Cassazione, invece, è prevista per l’11 aprile.

 

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