Giovedì, 23 Aprile 2026
13.06 (Roma)

Ultimi articoli

Neet in Campania, il picco del 40% tra i trentenni. Condizione ancora più diffusa tra le donne

Sono dati che raccontano la presenza di una fetta consistente di giovani che fa fatica ad inserirsi nel mondo del lavoro quelli che emergono dallo studio “NEET, giovani non invisibili: sfide e risposte per attivare le risorse del futuro”, il primo rapporto di analisi e advocacy del progetto Dedalo – Laboratorio permanente sul fenomeno NEET, realizzato da Fondazione Gi Group in partnership con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, in collaborazione con ZeroNeet – il programma di contrasto al fenomeno dei NEET promosso da Fondazione Cariplo – e Fondazione Compagnia di San Paolo. Dati che attestano come il titolo di studio della madre sia un importante fattore protettivo che tutela i figli dal rischio di incorrere nella condizione di NEET, i giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi.

Nelle famiglie campane la quota di NEET nella fascia 15-34 anni è del 53,9% quando la madre ha la licenza elementare, scende al 32,6% quando ha la licenza media, per poi diminuire ulteriormente al 17,4% con il diploma e raggiungere il 9,6% – se la madre è laureata o ha un titolo post-universitario.

Il titolo di studio della madre ha una funzione protettiva rispetto alla condizione di NEET perché contribuisce a ridurre il peso delle norme sociali che ancora oggi attribuiscono alle donne il principale carico di cura e lavoro domestico, favorendo percorsi professionali più stabili. Crescere in una famiglia in cui la madre ha almeno il diploma significa disporre non solo di maggiori risorse economiche, ma anche di competenze culturali e reti di orientamento che aiutano i figli a compiere con più consapevolezza la transizione dalla scuola al mercato del lavoro.” – spiega Chiara Violini, Presidente di Fondazione Gi Group.

I NEET in Campania

Lo studio approfondisce la condizione dei NEET anche a livello regionale. Una delle sue peculiarità è l’aver ampliato la fascia d’età della popolazione oggetto d’indagine da 15-29 anni a 15-34 anni, così da cogliere ancora più in profondità la condizione di vulnerabilità delle nuove generazioni considerando i tempi più lunghi con cui molti ragazzi e ragazze completano gli studi e raggiungono le tappe chiave dell’età adulta.

Scorrendo i dati dell’analisi, più di un giovane su tre (29%) tra i 15 e i 34 anni non studia, non lavora e non è inserito in programmi formativi. Questa condizione riguarda soprattutto la componente femminile, dove la quota raggiunge il 31,9%, cinque punti percentuali in più rispetto ai maschi, tra i quali si registra un valore del 26,2%.

Un ulteriore dato di rilievo emerge sotto il profilo anagrafico: l’incidenza dei NEET in Campania infatti cresce con l’età, passando dal 10,2% nella fascia 15-19 anni, al 28,2% tra i 20-24enni, al 36% nella fascia 25-29, fino al picco del 40,6% tra i 30-34enni, trend che conferma una condizione di vulnerabilità trasversale a una fetta rilevante della popolazione giovanile della regione.

L’impegno di Fondazione Gi Group

Come persone, professionisti e come Paese non possiamo permetterci di voltare lo sguardo di fronte alla dispersione del potenziale delle nuove generazioni, compromettendo le possibilità di sviluppo dell’intera società. In questa direzione, Dedalo è un progetto unico nel suo genere che istituisce in Italia un Osservatorio e Laboratorio permanente per studiare e comprendere le cause profonde del loro allontanamento dai percorsi scolastici, formativi e dal mondo del lavoro e stimolare iniziative di contrasto e prevenzione. – afferma Chiara Violini.

Che prosegue: “Dalla nostra analisi emergono cinque priorità per sostenere i giovani nel percorso verso il lavoro e la realizzazione personale: rafforzare il sistema duale scuola-lavoro; potenziare l’orientamento sin dalla prima infanzia e introdurre misure di sostegno economico per chi proviene da contesti svantaggiati; valorizzare l’istruzione terziaria e l’apprendimento permanente; attivare percorsi multistakeholder di reinserimento e riattivazione dei giovani; e infine, dotarsi, a livello nazionale e regionale, di strumenti di monitoraggio continuo che, attraverso l’uso di dati, permettano di analizzare in modo più preciso l’evoluzione del fenomeno NEET e seguire il percorso individuale di studio e lavoro delle persone durante la loro intera vita, limitando il rischio di dispersione.

Con Dedalo rendiamo ancora più concreto il nostro impegno come Fondazione per sviluppare il Lavoro Sostenibile, quel lavoro che è leva di coesione sociale, sviluppo personale e valore condiviso per i giovani, la collettività e il Paese”.

Il progetto Dedalo si pone come punto di riferimento per istituzioni, scuole, università, aziende, terzo settore e famiglie. Attraverso un portale interattivo dedicato, mette a disposizione un patrimonio informativo unico costituito da database nazionali e regionali sui NEET, analisi e interpretazioni dei dati, e una raccolta di buone pratiche per affrontare il fenomeno in modo sistemico in Italia.

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Una lite a morsi e colpi di bastone,quella scoppiata nel pomeriggio di ieri tra due donne di origini nigeriane a…

Ancora un raid nelle scuole . Questa volta nel mirino dei ladri è finita la scuola Pironti della frazione Piano…

Attimi di paura nella serata di ieri lungo la strada provinciale nel territorio di Contrada, dove sono in corso lavori…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Occupazione, è sempre emergenza giovani in Irpinia. Se in Campania, nel 2024, il tasso di disoccupazione giovanile (che riguarda la fascia di età tra 15-24 anni) si attesta al 38,8%, ad Avellino è a quota 33,8%. Le persone inattive tra i 15 e i 64 anni ammontano in Irpinia a...

Si chiama Cod(H)er il progetto che punta a formare e accompagnare al lavoro 50 giovani donne, NEET, disoccupate o inoccupate tra i 18 e i 29 anni, nelle regioni del Mezzogiorno, preparandole per le professioni digitali e tecnologiche più richieste dalle imprese. Il progetto Cod(H)er nasce dalla partnership di Invitalia...

Dal Rendiconto sociale Regionale della Campania, redatto dal coordinamento metropolitano di Napoli dell’Inps, emerge un’immagine della Campania in chiaroscuro. Dal punto di vista demografico, confermato il progressivo calo della popolazione. Mentre si è invertita la tendenza tra l’emigrazione e l’immigrazione, anche se il saldo è molto distante dal compensare il...

Ultimi articoli

Attualità

«Sono ancora troppe le donne che scelgono il silenzio. E sarà sempre così fino a quando considereremo la violenza di…

Questa mattina, ad Andretta, il Prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, ha preso parte all’intitolazione di una piazzetta ai Caduti di…

Dal presidente dell’Ance di Avellino (associazione costruttori edili) Silvio Sarno, un appello al Comune di Avellino e più in generale…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy