Inaugurata sabato dal sindaco Clemente Mastella, la nuova piazza Risorgimento di Benevento nasce come spazio urbano rinnovato, ma anche come luogo capace di coniugare architettura, luce, innovazione e relazioni sociali. All’interno del progetto di riqualificazione, Analist Group, azienda irpina leader nel campo dell’innovazione digitale, ha svolto un ruolo importante nella definizione della componente esperienziale dell’intervento, contribuendo a trasformare la piazza in un ambiente dinamico, accessibile e contemporaneo.
L’intervento generale è andato oltre la semplice riqualificazione infrastrutturale. La piazza è stata pensata come un nuovo punto di incontro per cittadini, famiglie, giovani e visitatori: uno spazio pubblico da vivere, attraversare e condividere per favorire socialità, dialogo e partecipazione.
In questa visione si inserisce il contributo di Analist Group, che ha portato nel progetto competenze tecnologiche orientate alla valorizzazione dello spazio urbano nell’ottica della narrazione della città. Dall’illuminazione dinamica, progettata dal light designer Filippo Cannata, sistemi digitali e sequenze audio concorrono a rendere piazza Risorgimento un luogo vivo, in grado di comunicare la città e di generare nuove forme di esperienza collettiva rendendo più attrattivo lo spazio pubblico e concorrendo a valorizzare il patrimonio culturale e sociale del capoluogo sannita.
«In questa piazza vive il fascino della luce e, nelle settimane che verranno, Benevento potrà apprezzare anche il fascino della tecnologia. – dichiara l’ingegnere Antonio Iannuzzi, CEO di Analist Group – Ogni luce dialoga con un sistema intelligente: dietro ciò che si vede c’è una rete tecnologica che consente alla città di introdurre un concetto nuovo, quello di catturare valore».
In prima battuta come luogo attrattivo: «Piazza Risorgimento non è soltanto uno spazio riqualificato, ma un luogo che informa, racconta e mette in relazione. Benevento possiede un patrimonio culturale straordinario e può costruire una propria traiettoria di turismo di qualità. La tecnologia, se ben orientata, serve proprio a questo: rendere più leggibile l’identità di un luogo e trasformarla – conclude Iannuzzi – in esperienza condivisa».


