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“Ora non parliamo di baby gang, sono 4 vigliacchi che hanno picchiato un bambino disabile”

Parla l’avvocato del 13enne bullizzato a Sirignano: “Volevano scimmiottare i veri criminali, non facciamogli credere che ci siano riusciti”. Intanto il sindaco aggiusta il tiro: “Non avevo visto il video, violenza sempre da condannare”

SIRIGNANO“Ci sono un paio di punti da chiarire prima che la vicenda assuma contorni distorti rispetto alla realtà”: per i lettori del Corriere dell’Irpinia abbiamo intervistato l’avvocato Alessandra Rea, alla quale si sono affidati i genitori di Cristian, il 13enne di Sirignano vittima del caso di bullismo finito alla ribalta nazionale domenica scorsa. “Il primo punto – dice l’avvocato – è che la denuncia è stata presentata dai genitori appena hanno avuto notizia del fatto, indipendentemente dalla risonanza mediatica del caso o dall’assistenza tecnico-legale. In secondo luogo, ritengo sia controproducente parlare di una baby gang: lo scopo di chi aggredisce i più deboli emulando atteggiamenti malavitosi è proprio quello di avere un riconoscimento ‘ufficiale’, un’etichetta. Il branco che aggredisce il più debole, come nel caso del piccolo Cristian, non va etichettato come una gang o una baby gang. Si tratta di persone che compiono atti violenti e vigliacchi verso chi è in condizione di minorata difesa; in questo caso, un bambino di 13 anni affetto da disabilità. Terzo e ultimo punto: non vogliamo che la questione assuma connotati politici, le parole del sindaco di Sirignano non devono essere il fulcro di questa triste storia. È positivo che oggi abbia voluto ritrattare le dichiarazioni rese al quotidiano nazionale La Stampa: ha detto che quando le ha rilasciate non aveva ancora visto il video, che ora si è reso conto della situazione e ha condannato anche lui qualsiasi forma di violenza. Tuttavia, questo ravvedimento non elimina la gravità di quanto dichiarato prima. A mio avviso è stato un errore rilasciare quelle dichiarazioni senza preoccuparsi prima di vedere il video. Le sue prime parole erano totalmente staccate dalla realtà. E’ grave parlare senza conoscere i fatti. Almeno ora ha ritrattato, quindi possiamo tornare ad interessarci della vicenda”.

Come sta il suo assistito?

“La famiglia si è riunita attorno a lui e la priorità è la sua serenità. Cerchiamo di non tempestarlo di domande per non alimentare lo shock subito. Anche perché si tratta di un bambino affetto da riconosciuta disabilità. E la sua salute è la nostra priorità assoluta”.

Si è capito quali e quanti sono gli aggressori?

“Al momento non abbiamo certezza del numero delle persone che hanno partecipato all’aggressione”.

Perché dice che non bisogna parlare di baby gang?

“Guardando quelle terribili immagini che hanno iniziato a girare nelle chat dei ragazzi di Sirignano, per poi essere diffuse tramite social, è evidente che gli aggressori si stavano divertendo proprio a scimmiottare i clan e la malavita. Per il loro stesso bene non dobbiamo fare l’errore di dire o di pensare che ci siano riusciti, che sono veramente come una gang. Sono solo persone che hanno fatto qualcosa di inaccettabile e orribile, da non ripetere”.

Intanto al lavoro ci sono gli investigatori della polizia di Avellino, coordinati dal questore Pasquale Picone: stanno procedendo con la raccolta di tutti gli elementi utili. Da quando hanno ricevuto la denuncia della madre del 13enne, si sono messi all’opera, individuando nel giro di poche ore i soggetti presenti nei video. Nelle prossime ore riuniranno tutto il materiale in un dossier da consegnare al pubblico ministero che sarà incaricato di seguire il caso.

Di quali reati saranno accusati questi presunti responsabili?

“Sarà la magistratura ad individuare le ipotesi di reato. In ogni caso si tratta di delitti, certamente troviamo minacce e percosse, dovrà accertarsi la condotta di lesioni dolose. Ipotesi più gravi saranno poste al vaglio degli inquirenti, non sono da escludere gli atti persecutori, perché non conosciamo le condotte poste in essere prima e dopo il video. Certo è che il nomignolo attribuito a Cristian, che ho letto anche in taluni titoli di giornale, è deplorevole. Preferisco non ripeterlo per tutelare il minore. Chiara anche la presenza dell’aggravante della minorata difesa della vittima. Ma, ripeto, è qualcosa di cui dovremo confrontarci con il magistrato al quale sarà assegnato il caso”.

LA RITRATTAZIONE DEL SINDACO DI SIRIGNANO 

“Il sottoscritto Antonio Colucci, sindaco del Comune di Sirignano, intende rettificare le dichiarazioni apparse ieri ed oggi sulla stampa circa la minimizzazione dell’accaduto al giovane. Preciso che condanno fermamente l’accaduto e le mie dichiarazioni frutto di un episodio raccontatomi male, non avendo visionato i filmati, ho ritenuto che si trattasse di una semplice lite avvenuta tra adolescenti. In seguito all’approfondimento dell’accaduto ritengo che sia doveroso da parte del sottoscritto condannare ogni forma di violenza ed esprimere la piena solidarietà alle giovani vittime e continuerò ad impegnarmi affinché tali episodi non accadano mai più. Sirignano è sempre stata una comunità pacifica e laboriosa e noi amministratori lotteremo perché questa coscienza civica venga preservata”. Questa dichiarazione scritta è stata protocollata agli atti del Comune di Sirignano questa mattina alle 9:33.

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