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Ospedale Landolfi, restano le attese per il Punto di Primo intervento: i sindaci incalzano

Da Solofra ad Avellino a Serino a Montoro: i primi cittadini sollecitano per l’attivazione dell’unità sanitaria

Marzo 2022-luglio 2024: sono i poco più di due anni impiegati per la ristrutturazione dell’ospedale Landolfi di Solofra, 26 milioni di euro investiti. Veniamo alle progettualità realizzate: Piastra radiologica completamente rinnovata, palestre riabilitative informatizzate e robotiche, due sale operatorie, cinque posti di terapia intensiva, PMA con Criobanca e laboratorio di ricerca.

Resta aperto il capitolo Pronto soccorso. L’ultima manifestazione di protesta dopo la sua chiusura avvenne tra sindaci, associazioni, cittadini del territorio,  giugno 2021. Nella nuova programmazione risulta il Punto di primo intervento (PPI) che qui sarà attivato, mentre il Pronto soccorso del Moscati di Avellino subirà un cambiamento radicale, prima di tutto in termini di spazio.

Tornando al Landolfi di Solofra, le attese restano, e sono subito indicate dai sindaci del territorio. Intanto il primo cittadino di Solofra, Nicola Moretti riavvolge il nastro della storia, sottolineando la vicinanza della Regione Campania, fin dagli anni 70, quando essa nacque. In quel tempo c’era l’infermeria Landolfi, che fu chiusa. Un presagio, forse, della storia che sarebbe stata. «Con l’insediamento della Regione – continua Moretti – il primo presidente in Campania, Nicola Mancino, emise il decreto per riattivare il Landolfi». Gli eventi, però, hanno fatto la loro parte: il terremoto del 1980, fino poi alla successiva inaugurazione con Enzo De Luca allora presidente della vecchia Usl di Avellino (presente alla manifestazione di stamattina con Rosetta D’Amelio e i consiglieri regionali del territorio).

Senza poi parlare delle successive battaglie politiche e sociali che si sono consumate con la Regione. «Ma oggi Solofra è grata alla Regione, all’Azienda ospedaliera, perché il Landolfi è un gioiello. Certo, c’è qualche criticità, e, quanto al Punto di primo intervento, il dottore Pizzuti mi ha rassicurato, è nell’atto aziendale. Ricordo che la nostra Amministrazione comunale ha evitato iniziative,  alcuni atti erano impugnabili».

I sindaci di Serino, Vito Pelosi, e Montoro, Salvatore carratù

Oggi l’ospedale Landolfi è un dato di fatto: ma c’è da fare il resto. Lo sottolineano, tra gli altri, i sindaci, a partire da quella di Avellino, Laura Nargi, che apprezza e saluta positivamente il risultato fin qui ottenuto, ma «vanno assicurati alcuni servizi come il Pronto soccorso, molto atteso dalle popolazioni». Una linea ampiamente condivisa dai primi cittadini di Montoro, Salvatore Carratù, e Serino, Vito Pelosi, entrambi convinti della necessità di riorganizzare il territorio con questo importante servizio sanitario.

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