Le fiamme per distruggere il portone, poi il furto della corona e della spada di San Michele Arcangelo: un colpo messo a segno nella chiesa omonima di Calvanico, in provincia di Salerno, lasciando di stucco l’intera comunità. Rabbia tra i fedeli di Solofra, Montoro e Calvanico per il raid sacrilego Rubate la corona e la spada dell’Arcangelo, simboli di fede e devozione custoditi nel santuario e legati a una tradizione secolare.Nel frattempo proseguono gli accertamenti sull’accaduto, mentre la comunità si è già mobilitata per sostenere il recupero e la tutela di uno dei luoghi simbolo della spiritualità del territorio.
Le indagini
Secondo una prima ricostruzione, ignoti avrebbero appiccato il fuoco alla porta principale in legno del santuario per introdursi all’interno dell’edificio sacro. Una volta entrati, i malviventi hanno portato via la corona e la spada della statua di San Michele Arcangelo custodita nella chiesa. Inoltre, non contenti, hanno rovistato nei locali annessi alla struttura, sottraendo anche la pianola elettrica. Notizia che ieri si e` rapidamente diffusa nelle ore successive, richiamando sul posto numerosi fedeli. Un atto vandalico che la Comunità intera e le Istituzioni rispondono condannando con fermezza e confidando negli inquirenti”, scrive in una nota il Comune di Calvanico, aggiungendo che “il Comitato festa San Michele di Calvanico e i fedelissimi del pizzo, si sono precipitati sul posto in sinergia con il Comune di Calvanico, con il Parroco Don Salvatore Di Mauro per mettere in sicurezza il Santuario Diocesano. Il Vice Sindaco Francesco Gismondi, dichiara che un fatto analogo non si registra nella storia della Comunità Calvanico e ringrazia il Comandante della Stazione Carabinieri di Fisciano Luogotenente Sacchinelli che insieme al Personale della Polizia Municipale di Calvanico guidati dal Comandante Maggiore De Pascale Lucio si sono recati sul posto per i rilievi del caso e per le attività di indagini”. Infine, lanciato anche un “appello a chiunque fosse in possesso di elementi utili alle indagini di riferire anche in anonimato alle Forze di Polizia. Del caso sono stati avvisati i Vescovi della Diocesi di Salerno, Campagna, Acerno, quale massima Autorità Ecclesiastica Diocesana”.
Proprio l’Arcidiocesi, presieduta dal Vescovo Ausiliare monsignor Alfonso Raimo, ha commentato: “Siamo costernati e addolorati per il danno provocato al portone, totalmente distrutto dalle fiamme, e per il furto sacrilego della corona e della spada dell’Arcangelo. Siamo però fermamente convinti che ben presto la radicata devozione del popolo saprà riportare la chiesa allo splendore che gli compete. L’oltraggio arrecato a quel luogo non solo non lede la devozione delle nostre popolazioni, ma ne consolida ulteriormente la fede. Preghiamo”, ha continuato monsignor Raimo, “per la conversione di coloro che hanno compiuto questo insano gesto perché si ravvedano e restituiscano quanto sottratto. L’ondata di sdegno che ha fatto seguito alla diffusione della notizia, deve aiutarci a comprendere la funzione di questi luoghi, autentiche pietre militari di una storia di fede che ha forgiato la nostra umanità”.


