Non impedirono la fuga dell’81enne Raffaele Petroccione dalla Rsa di Parolise nel febbraio 2025: chiesto il processo per quattro imputate, tra direttrice e dipendenti della struttura. L’81enne Raffaele Petroccione – affetto da patologia grave– si è allontanato dalla Rsa intorno alle 15:30 del pomeriggio di mercoledì 12 febbraio, senza portare nulla con sé per poi essere ritrovato senza vita il 17 febbraio, poco distante dalla struttura e deceduto per il freddo.
Fissata l’udienza preliminare per la direttrice della Rsa di Parolise per abbandono di persona incapace e per tre dipendenti addette alla vigilanza, accusate di omicidio colposo in cooperazione tra loro. L’udienza preliminare verrà celebrata il 15 luglio davanti al gup del tribunale di Avellino. Le tre dipendenti – ad avviso del pm – avrebbero “violato i canoni elementari di vigilanza e sorveglianza, lasciando che Petroccione, non autosufficiente, si allontanasse da solo”. Le indagate sono difese dagli avvocati Gaetano Aufiero, Marino Capone, Alessandra Del Mauro e Pasqualina Parrella. Le tre dipendenti con la loro condotta omissiva, avrebbero “consentito la fuga dell’anziano e la morte dello stesso, a causa del mancato coordinamento nella gestione durante il turno pomeridiano dalle 15 alle 16, pur avendo tutte e tre, in virtù della loro posizione di protezione loro affidata, il dovere giuridico di impedire l’evento”.
I cinque figli e la moglie dell’anziano, rinvenuto cadavere il 17 febbraio 2025 – dopo cinque giorni di ricerche incessanti – avevano presentato una denuncia negli uffici della procura di Avellino contro la struttura sanitaria che per pochi giorni aveva ospitato il loro congiunto. A rappresentare i familiari dell’81enne di Fontanarosa, l’avvocato Armando Cogliano, del foro di Brescia.



