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Petitto, nuovo presidente di Confindustria irpina: sviluppo, la città ha un ruolo centrale e va connessa con l’Alta Velocità

Il presidente nazionale Orsini: il prossimo oro è l’acqua. Manfredi: per le aree interne strategico l’asse con l’Adriatico

“Credo che il Sud sia una grandissima opportunità per il Paese. Lo ha dimostrato negli ultimi anni anche grazie alle misure che abbiamo avuto, come la ZES Unica e alcuni interventi per la crescita. Abbiamo lavorato per far sì che la ZES rimanesse. Abbiamo dimostrato che, con 4 miliardi e 800 milioni messi dal Governo in due anni, abbiamo generato 28 miliardi di investimenti e 35.000 assunzioni. Credo che questa sia la via giusta”.

Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine del convegno Sud protagonista, il contributo dell’Irpinia, che si tiene all’hotel De La Ville. L’occasione per l’investitura a presidente degli industriali irpini di Angelo Petitto, che prende il posto di Emilio De Vizia, presidente di Confindustria Campania.

“I nostri imprenditori – continua Orsini – hanno dimostrato di saper mettere a terra i progetti. Uno dei temi principali è la burocrazia. Bisogna riuscire a eliminarla e dare sostegno ai territori. Le aree interne devono essere valorizzate. Il Mezzogiorno oggi è un pezzo di motore che marcia a buona velocità, a tratti anche meglio del Nord. Il nostro intento è colmare i livelli di divario che purtroppo ancora ci sono”.

Secondo Orsini, bisogna “accelerare il più possibile sulle rinnovabili: ogni regione deve autorizzare le concessioni richieste per l’eolico, il fotovoltaico, l’idrico e l’idroelettrico. Per attrarre investimenti, l’energia deve costare poco. Oggi siamo tra i peggiori in Europa per costi; finché non avremo costi simili a Spagna, Francia o Germania sarà difficile competere. È una battaglia che vede impegnati Governo e Regioni. Le Regioni hanno una grande responsabilità”.

Anche sull’acqua, come sull’energia, “dobbiamo avere investimenti. È un’altra grande sfida”, sottolineando che “il prossimo oro è proprio l’acqua” e che “anche su questo dovremmo lavorare insieme per avere le condizioni necessarie, affinché vi siano competitività e minori sprechi”.

“Oggi sono contento di essere qui con l’amico De Vizia. In bocca al lupo e buon lavoro a Petitto e a tutti gli altri, perché credo che l’Irpinia sia un territorio importante”.

Ad intervenire è poi Angelo Petitto: “Mio padre, Umberto, che mi ha fatto innamorare di questa terra, che era un latinista, un professore prestato all’impresa, ripeteva spesso: nemo propheta in patria“.

I problemi sono noti, insomma, e per il nuovo leader degli industriali irpini è tempo di rimboccarsi le maniche, di essere pragmatici, risoluti nell’approccio alle questioni. C’è bisogno di fare squadra, di dialogare, e passare dalle parole ai fatti.

“Sarò un presidente che andrà in continuità con Emilio De Vizia, a cui mi lega una sincera amicizia e che in questi anni mi ha ascoltato e accompagnato. Ho rievocato il termine Unione degli Industriali Irpini proprio perché immaginiamo una maggiore pluralità, in cui abbiamo imprenditori numerosi e capaci in diverse filiere. Sono sicuro che, unendo tutte queste forze, possiamo contribuire allo sviluppo e al progresso di questo territorio”.

Essenziali per lo sviluppo, dice Petitto, sono le infrastrutture, come l’Alta Capacità-Velocità e la stazione Hirpinia, e la città che ha un ruolo centrale va connessa con l’Alta Velocità. Bisogna risolvere inoltre una serie di problematiche che vanno dall’acqua alle strade, ai trasporti ferroviari e a tanti altri servizi che vanno migliorati per mettere le aziende qui nelle condizioni giuste per poter competere.

In Confindustria, al fianco di Petitto ci sono Francesca Capone (Htt Centro Affilatura Srl), Mario Fulvio De Maio (Dmd Solofra Spa), Marco De Matteis (De Matteis Agroalimentare Spa), Carlo Matarazzo (Cosmopol Spa),  Domenico Sottile (Ema Spa) e Carmen Verderosa (Mive Srl).

A parlare è Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli: “Il Mezzogiorno negli ultimi anni ha dimostrato di essere dinamico, di crescere, di creare lavoro vero e di riuscire a rappresentare realmente quel fattore aggiunto per la crescita del Paese. Abbiamo davanti un’occasione storica importante non solo per le regioni maggiori e le grandi città, ma anche per le aree interne, che sono un volano straordinario di crescita e di opportunità”.

Manfredi immagina un’asse forte tra i territori adriatici in modo che la dorsale appenninica si trasformi da periferia a centro di un nuovo modello di sviluppo: “Credo che questo progetto e il lavoro che andremo a fare nei prossimi anni debbano avere veramente una visione, un modello di crescita nella nostra regione e insieme alle altre regioni, superando questa logica di contrapposizione tra la costa e le aree interne, ma guardando invece a una visione più grande: una grande regione che ha tante risorse e che potrà fare veramente la differenza”.

In questo contesto, un collegamento diretto tra i capoluoghi di provincia della regione, quindi tra Napoli e Avellino, Napoli e Caserta, Napoli e Salerno, è fondamentale, evidenzia Manfredi.

“Napoli e Avellino, purtroppo, scontano un ritardo nei trasporti, mentre un collegamento efficiente darebbe una straordinaria opportunità non solo per Avellino, ma anche per Napoli”, conclude.

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Antonio Picariello

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