AVELLINO – La strada per Montevergine potrebbe tornare percorribile entro la fine di settembre. È quanto assicura il presidente della Provincia di Avellino Fausto Picone, intervenuto sulla situazione della viabilità verso il Santuario, da settimane al centro delle proteste di diversi sindaci del territorio, pronti anche a gesti eclatanti pur di ottenere tempi certi sulla riapertura.
«I lavori sono in uno stato avanzato molto importante – ha spiegato Picone – quindi penso che entro fine mese, almeno dal punto di vista dei lavori e del completamento degli stessi, dovremmo arrivare a conclusione».
Una scadenza che punta a chiudere una vicenda che si trascina da tempo e che ha alimentato le preoccupazioni degli amministratori locali, soprattutto per le ricadute sulla mobilità, sul turismo e sulle attività economiche legate al Santuario di Montevergine.
Il completamento dell’intervento, tuttavia, non coinciderà necessariamente con l’immediata apertura della strada. Resta infatti da definire l’aspetto amministrativo relativo alla gestione della tratta. Su questo punto è in corso un confronto in Prefettura, chiamata a fare chiarezza sulle competenze tra Provincia e Comuni e sulle modalità con cui la strada potrà essere nuovamente aperta al traffico.
A rendere ancora più delicata la situazione è stato, nelle ultime ore, anche l’incidente che ha interessato la funicolare di Montevergine. Un ramo caduto lungo il tracciato ha provocato danni alla struttura, colpendo la valle e la batteria del mezzo.
Picone ha definito l’episodio «una disgrazia», collegandolo anche alla necessità di una maggiore manutenzione della vegetazione e degli alberi ad alto fusto presenti lungo il percorso. Per il ripristino della funicolare si attende ora l’intervento della Regione.
«Penso che domani dovrebbero intervenire con la Regione e risolvere il problema», ha dichiarato il presidente della Provincia.
Sul fronte dei ritardi rispetto alla tabella di marcia inizialmente discussa in Prefettura, Picone ha rivendicato l’impegno dell’amministrazione provinciale, sottolineando come la vicenda sia stata ereditata dalla precedente gestione e abbia richiesto tempi e interventi complessi.
«Questa odissea noi l’abbiamo ereditata e stiamo cercando di accelerare nel miglior modo possibile», ha spiegato. Tra i fattori che hanno inciso sui tempi anche la pausa estiva: «Ci sono stati 15 giorni fermi ad agosto per ragioni ovvie di ferie, almeno da parte dei fornitori, ma, ripeto, stiamo sul pezzo dal punto di vista tecnico».



