di Amalia Leo
Ingredienti:
200 gr. di tonno sott’olio
2 filetti d’acciuga sott’olio tritati
30 gr. di parmigiano grattugiato
1 uovo
40 gr. di pangrattato
olio EVO
prezzemolo tritato, sale
Per la panatura
60 gr. di pangrattato
25 gr. di semi di sesamo
Procedimento: In una ciotola raccogliere la ricotta, il tonno ben sgocciolato, i filetti d’acciuga tritati, il formaggio grattugiato, il prezzemolo un uovo, il pangrattato e il sale. Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto compatto ed omogeneo, poi far riposare l’impasto in frigorifero per 30 minuti. Trascorso il tempo riprendere l’impasto, formare delle polpette e passarle nella patanura preparata con pangrattato, semi di sesamo e un pizzico di sale. Quando saranno tutte pronte sistemarle distanziate in una teglia foderata con carta forno e unta con un filo d’olio. Completare con un altro filo d°olio e cuocere in forno statico preriscaldato a 180 °C per 20 minuti avendo cura di girare le polpette a metà cottura per far dorare tutti i lati. Servire le polpette di tonno e ricotta sia calde che fredde accompagnando Cerasuolo d’Abruzzo: un vino rosato strutturato con una buona acidità e note fruttate in grado di bilanciare la grassezza del tonno e la morbidezza della ricotta.
Curiosità: Le polpette sono una preparazione originarie della Mesopotamia e già presenti nel IX secolo a.C. In Italia le prime ricette risalgono ai tempi di Apicio, il cuoco della Roma imperiale, che le chiamava isicium: di carne o pesce venivano accompagnate con la sapa, un condimento ottenuto dal mosto. Durante il Medioevo venivano preparate per riutilizzare gli avanzi ed essendo perciò un piatto di recupero venivano chiamate “polpette della serva”. Oggi le polpette sono preparate in moltissimi modi: fritte, al forno, in brodo, al sugo a base di carne o verdure o pesce. Esistono varietà diverse da regione a regione e sono divenute punto di forza della cucina tipica nazionale. Il termine deriva da “polpa” dal latino pulpa (polpa), con l’aggiunta del suffisso diminutivo femminile “-etta”, indicante una “piccola polpa”, in riferimento essenzialmente all’ingrediente più famoso: la polpa di carne. Esiste anche un’altra teoria secondo cui il nome deriverebbe dal francese antico “paupière” (palpebra) per il movimento delle mani che si compie per dare forma alle polpette, simile al battito e alla chiusura delle palpebre. In Sardegna, invece, vengono chiamate “bombas” dallo spagnolo albóndigas.
Famosi sono gli spaghetti con le polpette: piatto di origine italo-americano, nato agli inizi del ‘900 nei quartieri di New York ad opera di immigrati italiani che avevano esportato una tipicità della tradizione abruzzese. Le polpette sono diventate famose in tutto il mondo grazie alla celebre scena del film Disney “Lilli e il vagabondo” del 1955.



