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Prc: vergognoso scaricare sul partito le responsabilità del mancato reintegro delle lavoratrici ex Conbipel

“Apprendiamo a mezzo stampa del tentativo vergognoso della proprietà del Gruppo Manganaro di scaricare sul Partito della Rifondazione Comunista le responsabilità del mancato reintegro delle lavoratrici ex Conbipel di Atripalda, accusa che non può restare senza risposta. Lo riteniamo un atto spregevole e infamante, un chiaro tentativo di sviare l’attenzione dagli impegni disattesi e dalla mancanza di rispetto verso chi ha lavorato per anni con sacrificio in quel presidio”. A sottolinearlo il Partito della Rifondazione Comunista in una nota inviata agli organi di stampa.

“Il Gruppo Manganaro – si legge nella nota – aveva garantito l’assunzione di tutte e nove le lavoratrici licenziate, rassicurazioni oggi disattese in maniera grave e irresponsabile. Invece di mantenere questi impegni, che avrebbero rappresentato un minimo di giustizia, ha offerto solo pochi contratti di prova a tempo limitato, configurandosi come un ricatto sia sul piano economico che sui diritti di chi lavora. È vergognoso che il gruppo imprenditoriale, incapace di assumersi le proprie responsabilità, provi ora a addossare colpe inesistenti al PRC, che è stato e continua a essere l’unico soggetto politico a sostenere concretamente le lavoratrici, denunciando la situazione e difendendo i loro diritti. La nostra denuncia era a ragion veduta, come confermano i fatti recenti che evidenziano la totale inadempienza della proprietà. Quest’operazione mistificatoria è un’offesa che respingiamo con tutta la forza possibile. È importante sottolineare che non si tratta di difendere un “presidio” o un luogo di lavoro in sé, ma di tutelare le lavoratrici, donne che hanno diritto a un futuro stabile e dignitoso, non a semplici contratti-tentativo senza tutele. La difesa del lavoro non può ridursi alla difesa ad oltranza di un posto fisico, se questo non si traduce in tutela reale di chi lavora. Non possiamo tacere, inoltre, su quel silenzio o imbarazzo delle istituzioni locali, le quali a volte sembrano più attente a logiche di consenso elettorale che al reale interesse delle lavoratrici e del territorio. Questa situazione alimenta il sospetto che dietro le quinte si giochino partite poco trasparenti e interessate a logiche clientelari”

Si ribadisce come  “La verità è semplice: la responsabilità è solo della proprietà e di quelle istituzioni che hanno preferito voltare le spalle a queste donne. Noi non permetteremo a nessuno di usare accuse false verso la nostra organizzazione come ricatto per coprire le proprie colpe. Rifondazione Comunista ribadisce la propria piena disponibilità a sostenere e a partecipare a qualsiasi azione che le lavoratrici vorranno mettere in campo per farsi sentire, per difendere la propria dignità e la legittima richiesta di un lavoro stabile e rispettoso. Le lotte non si fermano davanti a queste manovre volte a indebolirle. Il lavoro non è un favore, è un diritto inalienabile. L’Irpinia non è terra di conquista! La proprietà del Gruppo Manganaro deve onorare i suoi impegni presi e assumere tutte le lavoratrici ex Conbipel per porre fine a questa ingiustizia.  Se avesse fatto quello che aveva promesso non ci sarebbe stata nessuna denuncia e nessun attacco. Si assumano le loro responsabilità verso il territorio e verso le lavoratrici già presenti. Senza cercare capri espiatori per nascondere le proprie reali volontà”

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