di Vera Mocella
Non sempre riconosciamo il talento e la bellezza che abbiamo vicino, che abbiamo accanto, perché la diamo per scontata, la cataloghiamo con superficialità, ma la categoria di vicinanza o di prossimità, non deve farci smarrire né misconoscere il valore ed il talento che fanno parte della nostra storia e della nostra cultura. Per questo motivo, la manifestazione “Eccellenze irpine 2026”, tenutosi a Sant’Angelo dei Lombardi, nel Centro Sociale “Don Bruno Mariani”, ha un rilievo fondamentale, perché ci permette di riappropriarci idealmente del contributo di quanti hanno lasciato o stano lasciando un segno indelebile nel nostro tessuto socio culturale per impegno, creatività, politica, impresa, giornalismo, cinema, cultura. Ideato e promosso dalla Pro Loco Alta Irpinia di Sant’Angelo dei Lombardi, con il patrocinio del Comune, della Confraternita di Misericordia, dell’Impresa Sociale Carmasius e della Confartigianato di Avellino, il Premio Nazionale “Eccellenze irpine” ha ricevuto la consacrazione di evento tra i più significativi e prestigiosi della regione. Nonostante la concomitanza di tante iniziative in provincia molto importanti, l’auditorium del centro sociale, ieri sera, si è riempito di cittadini di Sant’Angelo dei Lombardi e del territorio circostante, di autorità, di alcuni sindaci, di rappresentanti delle istituzioni, di esponenti del mondo della cultura, dell’imprenditoria, dell’associazionismo, di familiari ed amici dei premiati. Così ha affermato Tony Iermano, docente di Letteratura italiana all’Università di Cassino e studioso di Francesco De Sanctis, tra i destinatari dei premi: «Sono le classi dirigenti che generano la conoscenza, dalla stessa conoscenza, derivano i progetti. Francesco De Sanctis pone appunto la questione di chi governa e di chi ha responsabilità. La politica ha un senso nel momento in cui è azione ed è anche moralità, come si evince anche dal capitolo 12 di “Un viaggio elettorale».
Commuoventi ed intensi i premi “alla memoria”, in primis, all’indimenticabile don Bruno Mariani, che ha improntato la sua pastorale di allora, ai principii innovativi ed umani, del Concilio, che come è stato scritto nelle motivazioni: «Incarnava nella quotidianità il principio “i care” di Don Lorenzo Milani, avere a cuore ogni persona, non lasciare nessuno indietro, e trasformare la solidarietà in responsabilità concreta. Particolare attenzione rivolse alle nuove generazioni, nelle quali cercò di alimentare il senso della partecipazione, della testimonianza, della responsabilità e del servizio. Attraverso il dialogo, la cultura e l’impegno sociale contribuì a creare una comunità più consapevole e solidale, nella quale ciascuno potesse sentirsi accolto, ascoltato e partecipe. Il suo arrivo a Sant’Angelo dei Lombardi, suscitò un forte entusiasmo, soprattutto tra i giovani, che trovarono nella sua presenza, uno stimolo al confronto, alla partecipazione e alla ricerca di nuovi spazi di libertà e di espressione. Intorno all’esperienza del Circolo “Il dialogo”, si raccolsero energie, idee e sensibilità che contribuirono ad animare la vita culturale e civile del paese. Da quell’esperienza nacque il periodico “Il Dialogo”, destinato a diventare un punto di incontro, di rinnovamento e di partecipazione democratica. Il suo ministero fu espressione di una fede vissuta nella prossimità». Altro riconoscimento particolarmente importante, quello conferito al decano giornalista Gianni Festa, storico redattore del Mattino e fondatore de “Il Corriere dell’Irpinia” (di dorsiana memoria), autore del tristemente famoso articolo apparso sulla prima pagina del Mattino, all’indomani del sisma dell’ottanta “Fate presto”, e che tanto ha contribuito alla rinascita dell’Irpinia, non solo con i servizi di allora, ma anche con un’ attenzione costante alla realtà socio culturale irpina, in una disamina sempre attenta e puntuale anche delle criticità esistenti, dando sempre voce alle istanze delle zone interne. Una vita spesa nel giornalismo e nella cultura, che ha ricevuto con commozione il premio. Ed ancora, il riconoscimento dato a Antonio Di Filippo, medico specialista pediatra, impegnato nel sociale, protagonista dell’assistenza ai bambini durante e dopo il terremoto dell’80, che ha raccontato del ritrovamento di una neonata: «Ricordo questa bambina che abbiamo salvato dopo tre giorni, come è possibile giustificare la sopravvivenza di questa neonata, che era nata proprio il 20 novembre, rinvenuta tre giorni dopo il terremoto? Un evento che suscitò la meraviglia di noi medici» . Premiato anche Pietro Guglielmo, storico, scrittore e presidente della Pro Loco di Andretta: «Mi ha fatto commuovere per le lettere che mi ha scritto, quando divenne presidente regionale delle Pro Loco – ha affermato Lucido – viene da una terra dove si legge molto, infatti ha organizzato una biblioteca storica, poderosa per la quantità di volumi e per l’utilizzo che ne viene fatto quotidianamente.»
Particolarmente toccante, sempre per la categoria dei Premi “alla Memoria”, la targa in ricordo di Francesco Saverio Matteo, intellettuale, studioso, editorialista, che vanta il primato del più giovane sindaco d’Italia, nella Sant’Angelo dei primi anni sessanta, forse ancora indiscusso. Mente brillante e animo sensibile, che tanto ha contribuito alla fioritura di questo territorio, uno dei giovani più brillanti del “Dialogo” di allora, e che tanto avrebbe potuto ancora dare a questa terra. «Penso che mio fratello, per la sua modestia, non si sarebbe inorgoglito per questo riconoscimento, ma io, come sorella, ne sono orgogliosa, sono felice di questo premio» – ha affermato Anna Teresa Matteo – sorella di Erio. Ed ancora, annoveriamo tra i premiati, alcuni dei quali impossibilitati ad essere presenti alla cerimonia e che riceveranno il premio in un’altra occasione: Giuseppina Zarra, ambasciatrice e ministro plenipotenziario, Giuseppe Bruno, imprenditore e già presidente degli Industriali Irpini, Antonio Corbo, giornalista, editorialista del quotidiano “la Repubblica” e commentatore Tv, Giovambattista Capasso, medico specialista, docente universitario e ricercatore internazionale, Alfonso Fasano, professore universitario a Toronto e ricercatore, Milena Pepe, con la Tenuta Cavalier Pepe, imprenditrice di successo, eccellenza produttiva e ambasciatrice dell’Irpinia, Raffaelo Magi, magistrato e consigliere della Corte Suprema di Cassazione, Mario Sena, politico, consigliere e assessore emerito della Regione Campania, Liliana Taddeo, docente, musicista, cantautrice, ricercatrice, musicologa e scrittrice, Ortensio Zecchino, studioso, ricercatore, già ministro, fondatore della Biogem, a vent’anni dalla sua istituzione all’ingegner Ing. Pietro Caterini e Istituto Agrario “Francesco De Sanctis” di Avellino. Forte e significativa l’indicazione di persone con premio con Menzione Speciale: Giuseppe Rossi, Antonio Di Filippo, Antonio Emolo, Lello Centoletti.
«Vorrei realizzare un documentario su Ettore Scola – ha affermato Rossi, giovane cineasta irpino – Scola ha detto che tutti i suoi film sono stati ispirati al suo paese di origine, Trevico. Mentre noi, in realtà, non abbiamo mai avuto un film che ci rappresentasse pienamente, come è avvenuto in altre zone come Matera, in cui dopo la realizzazione di un film, è cambiato anche lo stato di quella zona». Ancora toccante il riconoscimento “Alla memoria”, dato a Francesco Mocella, personalità poliedrica e di grande spessore umano e civile, uno dei protagonisti della rinascita culturale di Sant’Angelo degli anni settanta, proprietario de “Il Dialogo”: « Particolarmente rilevante fu anche il suo impegno nel mondo dell’associazionismo economico e della rappresentanza artigiana – si legge nelle motivazioni – ricoprì infatti importanti incarichi in Confartigianato, fino a diventare Presidente regionale e vicepresidente nazionale, portando ai massimi livelli associativi le istanze, le difficoltà e le potenzialità delle imprese artigiane e contribuendo alla tutela e alla valorizzazione di un settore fondamentale per l’identità dei territori». Ed ancora, sempre nella categoria “Alla memoria”, il ricordo commosso di Gabriele Lucido, presidente regionale della Misericordia, scomparso prematuramente, il cui impegno civile ed umano resta indelebile. Particolarmente toccanti le parole della figlia Francesca che ha posto in rilievo l’altruismo e la generosità del padre: «A volte gli rimproveravo l’eccessivo impegno verso gli altri, che andava a discapito della sua famiglia, ma poi mi sono resa conto che quello era il suo modo di prendersi cura di noi e degli altri». Ed ancora, sempre per la sezione “Alla memoria” , sono stati conferiti riconoscimenti a Gaetano “Ninì” Imbriano, uomo di Stato, sportivo e straordinario esempio di coraggio, umanità e senso del dovere, Luigi “Gino” Nicolais, scienziato, professore universitario, ministro e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Giuseppe “Pino” Petito, in ricordo di una vita vissuta con operosità, generosità e profondo senso della comunità. Un premio quello delle “Eccellenze irpine”, che ha ricordato a tutti noi chi siamo, dove stiamo andando, quale speranza vogliamo costruire e vogliamo essere.




