E’ stato Palazzo Mauri di Spoleto ad accogliere la nuova edizione del Premio Spoleto Art Festival Letteratura, diretto da Luca Filipponi. Un evento diventato negli anni il cuore pulsante del festival. In sala, ad assistere alla cerimonia, il gotha dell’editoria italiana e tra i protagonisti della giornata, con grande soddisfazione per l’Irpinia, c’era la casa editrice Il Papavero, che porta a casa riconoscimenti davvero significativi.
Il Premio Editoria ha riconosciuto il talento e l’impegno alla giovane editrice Martina Bruno, classe 1996, alla guida da diversi anni delle Edizioni Il Papavero dal 2023. La dott.ssa Bruno è riuscita ad imprimere alla sua casa editrice una visione capace di tenere insieme editoria, promozione della lettura e valorizzazione del territorio. Sotto la sua guida, Il Papavero ha allargato i propri orizzonti stringendo collaborazioni con università, enti culturali e centri di ricerca, dando vita a collane scientifiche e progetti che uniscono ricerca, divulgazione e impegno sociale. Bruno è inoltre promotrice di rassegne letterarie, laboratori di scrittura e iniziative rivolte ai più giovani, mossa dalla convinzione che il libro sia uno strumento capace di costruire comunità, stimolare il pensiero e aprire nuove strade di crescita.
Per ciò che concerne la scrittura, sono stati premiati Gianni Mauro, autore del gruppo musicale e artistico Pandemonium, per il suo ultimo libro “Guendalina. Non si vede e non si sente”, un’opera che raccoglie sei racconti e una breve pièce teatrale, capace di trasportare il lettore in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione, in un solco dichiaratamente pirandelliano. Le pagine di Mauro danno vita a personaggi fragili e smarriti, in cerca di un significato che forse non c’è, dentro un mondo di apparenze dove ciascuno si illude di essere protagonista, salvo poi scoprirsi comparsa. E Lucia Gaetani con “L’erotismo delle foglie”, un diario dell’anima che fonde prosa e poesia in un percorso sensoriale attraverso l’amore, la natura e la crescita interiore. Tra ricordi intimi, immagini suggestive e frammenti lirici, l’autrice restituisce un erotismo delicato e mai scontato, che trova voce nel rapporto con la terra, nei legami affettivi e nelle emozioni più vere.
Una giornata, dunque, che conferma ancora una volta il legame tra il territorio irpino e le grandi vetrine culturali nazionali, con Il Papavero protagonista indiscusso di una festa per l’editoria italiana.

