Una lettera al Presidente della Regione Campania Roberto Fico per mantenere alta l’attenzione sul santuario di Montevergine, isolato in seguito alla frana che ha provocato un grave cedimento del terreno e la chiusura della provinciale. A scriverla la pro loco di Montevergine, insieme ai presidenti della pro loco provinciale e regionale Giuseppe Silvestri e Luigi Barbati: “I tavoli tecnici tra istituzioni hanno sentenziato che sarà possibile salire a Montevergine probabilmente in primavera e l’Abate di Montevergine, S.E. Padre Riccardo Luca Guariglia ha annunciato con un comunicato la chiusura a tempo indeterminato del Santuario. Una doccia gelata per tutti, perché Montevergine non è solo una montagna. È un luogo dell’anima. Il Santuario rappresenta da secoli un faro di fede per l’Irpinia e una delle mete dì turismo religioso e culturale più importanti della Campania. È crocevia di devozione, folklore, cultura e storia. Il pellegrinaggio a Montevergine da S.Guglielmo, fondatore del Santuario e primo pellegrino, ha conservato intatto nei secoli il suo autentico significato e oggi è inserito nell’Indice del Patrimonio Immateriale della Campania. La ferita non tocca solo l’Irpinia, ma tutta la Campania. E non è azzardato dire tutto il mondo, visto che la devozione della Madonna di Montevergine è viva oltreoceano, soprattutto in Australia dove comunità di immigrati italiani celebrano annualmente una grande festa dedicata a Mamma Schiavona e rappresentano gli elementi principali del turismo del ritorno che a Montevergine da decenni è vivo. Se è stato doloroso vivere un Natale senza pellegrini, è altrettanto doloroso guardare alla Candelora 2026 senza il fermento di fede e tradizione popolare della juta dei femminielli, nella data del 2 febbraio, festività molto sentita in tutta la Regione e negli ultimi anni sotto i riflettori nazionali per la sua unicità e l’attualità del messaggio universale di accoglienza e inclusione. La frana ha aperto una ferita profonda nel sentimento collettivo delle comunità campane, che in quel santuario conoscono identità, spiritualità e appartenenza, ma la chiusura del Santuario rappresenta anche una gravissima perdita in termini di crescita economica del territorio locale e limitrofo, perchè mette a dura prova le attività commerciali e di accoglienza che gravitano intorno ad esso, oggi con i cancelli chiusi senza una scadenza precisa. Come volontari e volontarie della pro loco, ogni giorno impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio matriale e immateriale dei territori, non possiamo restare in silenzio. Sentiamo il dovere morale e civico di chiedere interventi urgenti, concreti e risolutivi per la messa in sicurezza del versante per il ripristino della viabilità e della vivacità spirituale, culturale e sociale che abita in quel luogo. Il volontariato è pronto a fare la propria parte, a collaborare, a supportare le istituzioni nei limiti delle proprie competenze, ma è necessario un impegno straordinario da parte di chi ha responsabilità decisionali e strumenti operativi. Chiediamo che a Montevergine si faccia presto, che il cuore di questa terra torni a battere. Montevergine è terra di tutti noi, non lasciamola sola”
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