In nessuno dei tre programmi elettorali c’è un impegno preciso a risolvere l’assurda presenza, a 45 anni di distanza dal terremoto del 1980, dei prefabbricati pesanti che ancora campeggiano in maniera inquietante in diverse zone della città capoluogo: dalla centralissima area Baccanico ai quartieri periferici (da Valle a Rione Parco). Grandi palazzoni che conservano ancora tutto il loro carico di degrado (e di amianto) e in cui ancora vivono centinaia di famiglie avellinesi.
Nessuna delle tre coalizioni ha messo nero su bianco interventi mirati e concreti per cancellare definitivamente questo monumento all’incapacità amministrativa. Un esempio su tutti: per i nove prefabbricati pesanti costruiti alle spalle del centro sociale Samantha Della Porta nei decenni passati si era provato a mettere su carta un progetto di sostituzione edilizia (qui l’articolo sulla recente protesta dei residenti): un progetto da decine di milioni di euro per spostare temporaneamente altrove le famiglie assegnatarie di quegli alloggi popolari, abbattere i vecchi prefabbricati pesanti in cui vivevano, e ricostruire al loro posto nuove case di edilizia popolare, ma ancora oggi nemmeno una di quelle famiglie è stata spostata e nemmeno uno di quei prefabbricati pesanti è stato abbattuto. E anche oggi, stando a quanto si legge nei programmi elettorali dei tre candidati a sindaco, è facile prevedere che nulla si muoverà nemmeno negli anni a venire. L’unica coalizione che ha speso qualche riga del programma sull’argomento è quella che sostiene Laura Nargi, ma affrontando l’argomento in maniera talmente generica che rende evidente che una soluzione ancora non c’è.
PIZZA
L’edilizia popolare nel programma di Nello Pizza viene sfiorata in un paio di passaggi, senza entrare nel merito degli interventi mirati da compiere per completare la sostituzione edilizia posto sisma 80: “Per quanta appaia paradossale in una città che tende a spopolarsi, Avellino ha bisogno di nuove abitazioni e questa necessità va gestita da un Comune che attrezzi finalmente una seria e robusta politica per la casa. Questo perché nella programmazione di un welfare corrispondente ai bisogni dei cittadini è necessario dare risposta alla domanda sociale abitativa, una domanda composita che include i cambiamenti social della famiglia, il prolungarsi della crisi economica, la flessibilizzazione del mercato del lavoro, la riduzione della capacità di risparmio delle famiglie. Si rende allora indispensabile una mappatura dell’edilizia sociale esistente e l’accesso a finanziamenti per la realizzazione di programmi di riqualificazione urbana. Questo tema assume una rilevanza profonda perché una sua soluzione consegna la possibilità di fare di Avellino una città davvero praticabile per le nuove generazioni, utilizzando le opportunità già presenti nei dispositivi delle norme regionali ed elaborando un equo carbone per i giovani così come già verificato in altre realtà urbane”… “Bisogna altresì, unire la città anche sul piano urbanistico e civile intervenendo nelle zone periferiche per non farle sentire tali e cioè abbandonate ma integrate con la città. Quindi occorre completare le opere di urbanizzazione primaria in alcune aree periferiche (rete fognaria, pubblica illuminazione, videosorveglianza, viabilità per sanare situazioni intollerabili come quelle di Contrada Bagnoli o come Quattrograna, San Tommaso, Contrada Bosco dei Preti, Contrada Chiaire, Contrada Archi e tante altre ancora)”.
FESTA
Nemmeno nel programma elettorale di Gianluca Festa si affronta in maniera specifica il tema della sostituzione edilizia. Qui di seguito l’unico passaggio che riguarda, in via generale, la riqualificazione dei quartieri: “Picarelli: riqualificheremo il centro storico e la piazza. Lo spazio al lato della scuola sarà attrezzato e adeguato per ospitare
manifestazioni e mercati ed inoltre provvederemo al risanamento dell’area della ex chiesa. Rione San Tommaso: realizzeremo un centro giovani affinché il quartiere possa dotarsi di una struttura nella quale i ragazzi possano ritrovarsi. Riqualificheremo lo stadio Roca e completeremo e attrezzeremo la palestra che si trova nelle sue adiacenze. Valle: sarà effettuato un intervento di riqualificazione e rigenerazione di Piazza Morosini e dei suoi campetti. Delocalizzeremo il mercatino rionale in piazza, adeguandola e attrezzandola per ospitarlo. Rione Mazzini: effettueremo un intervento di riqualificazione della piazza principale”.
NARGI
Solo nel programma elettorale di Laura Nargi si legge un chiaro riferimento alle case popolari. Il capitolo dedicato si chiama infatti “Edilizia residenziale pubblica rigenerata”, e recita così: “II patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Avellino presenta oggi situazioni di degrado e inutilizzo che non possono essere ignorate. La risposta non é costruire nuovi alloggi su suolo libero, ma rigenerare il patrimonio esistente. Gli alloggi inagibili vengono progressivamente sostituiti con meccanismi che producono nuove abitazioni sicure ed efficienti, senza consumare nuovo territorio e senza aggravare la spesa pubblica. Nei contesti di proprietà mista pubblico-privata adottiamo soluzioni che superano gli attuali blocchi operativi, garantendo equità tra i soggetti coinvolti. Nessuna riduzione dell’offerta pubblica, nessuna espansione Urbana, più qualità abitativa per tutti”. Sempre sul tema casa, ma in maniera ancora più generica, ci si esprime un punto precedente del programma: “Avellino non ha bisogno di espandersi, ma di rigenerarsi. II principio del consume di suolo zero diventa il fondamento delI’azione urbanistica delI’amministrazione. Ogni nuova volumetria deve derivate dalla trasformazione deII’esistente, ogni nuovo alloggio deve nascenre dentro il perimetro già urbanizzato. Non si tratta di Iimitare Io sviluppo, ma di qualificarlo: una città che cresce in qualità e non in estensione, che valorizza ciò che c’é e restituisce spazio al verde. Le politiche abitative, la rigenerazione urbana e I’iniziativa privata convergono in un unico progetto di interesse collettivo, trasparente e verificabile… La revisione del Piano Urbanistico Comunale é il primo atto strategico del mandato. Non un aggiornamento tecnico, ma uno strumento capace di definire I’assetto della città per i prossimi decenni. II nuovo piano individua Ie aree di rigenerazione prioritaria, rende pubbliche e accessibili le opportunità di trasformazione, introduce il trasferimento dei diritti edificatori per favorire la riqualificazione senza consumare nuovo suolo. Le previsioni di espansione non attuate vengono rivalutate con l’obiettivo di ridurle. Un sistema trasparente di incentivi urbanistici premierà chi investe nella rigenerazione qualitativa, garantendo sempre una quota di ritorno pubblico per la collettività”.
Avvertenza: questa era la terza puntata sui programmi elettorali dei candidati a sindaco Nello Pizza, Laura Nargi e Gianluca Festa (qui la prima puntata, sul tema camorra) (qui la seconda puntata, sul tema dei parcheggi in città) e ribadiamo che nulla vieterà al futuro sindaco di “integrare” la propria azione amministrativa con ulteriori iniziative oltre quelle annunciate nel programma o, al contrario, di “disintegrare” con il comportamento di domani quanto promesso oggi. In queste prime tre puntate abbiamo affrontato tre dei mille temi che interessano la città capoluogo: su ogni tema si è dimostrato più “presente” uno dei tre programmi elettorali.








