Riceviamo e pubblichiamo da Edmondo Ventola una riflessione sul convegno “Quantum Universe”, tenutosi al Carcere Borbonico di Avellino.
Nella splendida cornice del Carcere Borbonico di Avellino, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita della meccanica quantistica, si è svolto, dal 27 al 31 ottobre, un interessantissimo convegno dal suggestivo titolo “Quantum Universe 2025: Particles, Gravitation and Cosmology” – perfettamente organizzato dall’Università di Salerno, dall’Università Federico II di Napoli e dall’Università di Camerino –
Avellino ha avuto l’onore di ospitare i maggiori esperti nazionali ed europei di fisica teoretica e sperimentale, riuniti per discutere i più recenti sviluppi della ricerca nell’ambito della gravitazione e meccanica quantistica.
Durante l’intensa settimana di studio sono stati proposti numerosi modelli e teorie, dalle idee innovative sulla gravità modificata volte a spiegare l’espansione accelerata dell’universo, emendando la celeberrima relatività generale di Albert Einstein, alle nuove visioni della teoria quantistica dei campi, che si prefigge di unificare la meccanica quantistica con la relatività ristretta e la teoria classica dei campi, fino alle ultime frontiere della ricerca sulla fisica dei buchi neri e le interazioni tra materia e gravità ai livelli più profondi della realtà.
Sono stati presentati, altresì, studi sulle onde gravitazionali, sulla materia oscura e sull’energia oscura, ma anche sui neutrini cosmici e sulle tecniche sperimentali che ne consentono la rivelazione. Non sono mancati interventi dedicati alle tecnologie quantistiche emergenti, dai superconduttori di nuova generazione ai dispositivi per il calcolo quantistico e alla logica basata su fenomeni di superconduttività.
Si è discusso approfonditamente sul ruolo fondamentale che gioca la termodinamica in innumerevoli campi della fisica, con riflessioni sul ruolo dell’entropia nella struttura dello spazio-tempo, e sull’idea che la gravità stessa possa avere un’origine informazionale o statistica.
Altri contributi hanno messo in luce le più profonde simmetrie delle forze fondamentali dell’universo, i modelli estesi di elettromagnetismo e i tentativi di costruire una teoria coerente della gravità quantistica, che unifichi le due grandi colonne della fisica moderna: la relatività generale e la meccanica quantistica.
Il convegno si è distinto anche per il dialogo tra generazioni: giovani studiosi e ricercatori affermati, spinti dal piacere della scoperta e dall’obiettivo comune di una più profonda comprensione dell’universo, hanno potuto confrontarsi e arricchirsi vicendevolmente con spunti interessanti circa le diverse teorie scientifiche, il tutto in un ambiente intellettualmente stimolante. Per valorizzare l’importanza della ricerca appare fondamentale favorire e incoraggiare in tutt’ Italia, specialmente nelle realtà più periferiche, – Avellino potrebbe essere presa come esempio capofila in questo senso – l’organizzazione di eventi di questo tipo, che giocano un ruolo cruciale per attività di crescita e confronto della nostra comunità scientifica. Certamente si è consapevoli che tematiche così specifiche possono apparire, a prima vista, molto lontane dalla nostra quotidianità ma, se ci soffermiamo a riflettere su quanto la nostra vita sia stata semplificata dalla ricerca in questi ambiti, ci rendiamo conto del suo valore: basti pensare, solo per fare banalissimi esempi, ai telefoni, il cui funzionamento si basa sulla meccanica quantistica, o ai navigatori che funzionano grazie alla relatività generale.
Un sentito ringraziamento va agli organizzatori del convegno: Antonio Capolupo, Salvatore Capozziello, Angelo Di Bernardo, Salvatore Marco Giampaolo, Aniello Quaranta, Gianpaolo Torre, Maryam Azizinia, Simone Monda, Gabriele Pisacane, Raoul Serao, Kmar Reguiai e Francesco Lottatori, che con professionalità e dedizione hanno dato vita a un evento di altissimo valore scientifico e umano. Un particolare sincero ringraziamento va al Professor Orlando Luongo, dell’Università di Camerino, che ha permesso a noi studenti di partecipare a tale evento formativo.


